AGGIORNAMENTO: La riforma costituzionale che introduce il voto ai diciottenni per l'elezione del Senato rischia di slittare. La conferenza dei capigruppo della Camera ha stabilito il rinvio dei provvedimenti all'ordine del giorno dell'assemblea convocata oggi. L’esame in terza lettura della proposta di legge che modifica l’articolo 58 della Costituzione, già approvata sia a Montecitorio sia a Palazzo Madama, è stata rinviata alla Camera "a data da destinarsi". Il presidente Roberto Fico ha accolto la richiesta avanzata dalla conferenza dei capigruppo. La riforma che permetterebbe di votare per il Senato già a 18 anni, e non più a 25, sarà messa in calendario nelle prossime settimane. Il testo dovrà tornare ancora al Senato per il via libera definitivo, per il quale servirà la maggioranza assoluta dei componenti, trattandosi di una legge costituzionale.

A quanto apprende Fanpage.it da fonti parlamentari la causa del rinvio sarebbe da imputare a Italia viva: la richiesta di procrastinare l'esame dei provvedimenti è stata avanzata dal gruppo perché Iv disapprova la scelta del del Pd e del M5S, di eliminare l’emendamento che consentiva di essere eletti senatori a 25 anni anziché a 40. Italia viva non aveva partecipato al voto in Senato un mese fa, in dissenso contro la decisione del resto della maggioranza di togliere dal testo la parte sull'abbassamento dell’età dell’elettorato passivo, che secondo il partito di Matteo Renzi sarebbe tra le più alte d'Europa.

"Italia Viva al Senato non aveva partecipato al voto sull'equiparazione dell'elettorato attivo a 18 anni ritenendo un errore non aver mantenuto l'impegno sottoscritto dalle forze di maggioranza (questo sì) sull'equiparazione dell'elettorato attivo e passivo, cancellando all'ultimo momento l'emendamento che avrebbe consentito di introdurre, come da accordi, l'abbassamento dell'età per essere candidati al Senato a 25 anni (che resterebbe comunque la più elevata in Europa). Siamo alla lettura decisiva, vogliamo dare ai 18enni la possibilità di votare anche per il Senato; ma vogliamo dar loro anche una visione d'insieme su come intendiamo riorganizzare lo Stato e le sue istituzioni nei prossimi anni", ha spiegato Marco Di Maio, capogruppo di Italia Viva in Commissione Affari Costituzionali alla Camera "Non possiamo continuare a procedere come se stessimo sfogliando una margherita. Costruiamo una visione d'insieme su tutte le modifiche che si vogliono apportare alla Costituzione e agli assetti istituzionali (riforma del bicameralismo, sfiducia costruttiva, elettorato attivo e passivo, revisione delle base territoriale del Senato, modifica dei delegati regionali e infine legge elettorale); cerchiamo il più ampio consenso possibile anche tra le opposizioni e poi procediamo con gli atti conseguenti".

Pd chiede un chiarimento con Conte

A chiedere un chiarimento è il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio: "Ci auguriamo un chiarimento ai massimi livelli promosso dal presidente del Consiglio che dia garanzie", ha detto dopo un'assemblea del gruppo convocata dopo lo slittamento del voto sulla pdl. "Un fatto estremamente grave – lo ha definito Delrio – che mina la credibilità dell'azione della maggioranza".

"A poco servono ora le accuse di una parte delle maggioranza nei confronti di Italia Viva, la stessa che all'ultimo secondo al Senato ha ritirato l'emendamento (concordato e sottoscritto tra tutti i gruppi che sostengono il Governo) che avrebbe permesso ai giovani di concorrere anche per il Senato come avviene in tutte le democrazie europee". Pronta la risposta del presidente di Italia viva Davide Faraone: "Ci associamo alle parole di Delrio e Orlando: serve un chiarimento politico con Conte. Noi ci siamo".

"Il motivo per cui oggi la proposta di legge sul voto ai 18enni per il Senato si rinvia è chiaro: oggi la maggioranza non avrebbe avuto i numeri per approvarlo. È stata una parte di questa maggioranza a chiedere la convocazione della Conferenza dei capigruppo, ponendo una questione politica. Alla luce di questo e anche di molte altre indiscrezioni che girano per il Transatlantico c'è da chiedersi se c'è più una maggioranza", ha detto Simone Baldelli, vice presidente dei deputati di Forza Italia, intervenendo nell'Aula di Montecitorio dopo l'annuncio del rinvio del testo legislativo costituzionale.
"La questione di fondo esiste. Ribadiamo ancora una volta – ha aggiunto – che le riforme costituzionali non si fanno ‘un tanto al chilo', né un pezzetto per volta. E proprio per questo avevamo chiesto una sessione straordinaria per le riforme costituzionali al fine di comprendere quale fosse il progetto finale di questa maggioranza".

"I patti di maggioranza si rispettano, e non si gioca strumentalmente coi diritti di quattro milioni di giovani italiani tra 18 e 25 anni", ha commentato il senatore Pd Dario Parrini, che, sempre su Facebook, giudica "grave la scelta compiuta stamani da Italia Viva alla Camera".