Ddl sul finanziamento ai partiti: rottura tra Pd e Pdl

A cura di D. F.
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Il disaccordo tra i due partiti della maggioranza riguarda il tetto alle donazioni dei privati, che il Partito Democratico chiede sia di 100mila euro. Gli altri punti in discussione sono la depenalizzazione presentata dal Pdl per il finanziamento illecito e la cosiddetta norma “salva Forza Italia”.

Rotture in vista in seno al governo: stavolta l'oggetto del contendere è il ddl per abolire il finanziamento pubblico ai partiti (così funziona nel resto del mondo). Pd e Pdl non riescono a trovare l'accordo in Commissione Affari Costituzionali sugli emendamenti alla proposta di legge, che domani torna in aula quindi con un testo incompleto. Il disaccordo tra i due partiti della maggioranza riguarda il tetto alle donazioni dei privati, che il Partito Democratico chiede sia di 100mila euro. Gli altri punti in discussione sono la depenalizzazione presentata dal Pdl per il finanziamento illecito e la cosiddetta norma "salva Forza Italia"sull'accesso ai contributi da parte dei partiti che non si siano presentati alle ultime politiche. Secondo l'ex ministro Mariastella Gelmini il Pd "sta violando l'accordo che era stato fatto in consiglio dei ministri. Noi pensiamo che disincentivare il finanziamento dai privati mentre si abolisce il finanziamento pubblico non è logico. Chiediamo al Pd di rivedere la sua posizione".

E' Francesco Paolo Sisto – presidente della Commissione – a formalizzare le divergenze, prendendo atto che i dissensi non rendono possibile completare il testo del ddl. Protesta Andrea Mazziotti (Scelta Civica): "Non si è trovato un accordo perché il Pdl insiste sul rifiuto di inserire un tetto alle donazioni private ai partiti e chiede di depenalizzare le violazioni delle regole sul finanziamento pubblico. Sono posizioni inaccettabili".

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