"321 voti alla Camera sono cinque voti in più del quorum, è una maggioranza risicata". Lo ha detto Matteo Renzi a Tg2 Post dopo il voto in Aula, che ha assicurato al governo la maggioranza assoluta, fissata a quota 316 alla Camera. La fiducia è stata votata da 321 deputati. Mentre 259 sono stati i voti contrari e 27 astenuti, tra cui il gruppo di Italia viva, come anticipato dallo stesso Renzi. Ma questo è solo il primo round: domani alle 9,30 è atteso però l'intervento di Conte al Senato, dove si gioca la vera partita.

Il leader di Italia viva ha ricordato che "in molte commissioni il governo sarebbe in minoranza. Quindi, perché incaponirsi su questo arrocco e non aprire una discussione su ciò che serve agli italiani?".

"Bene che il presidente del Consiglio abbia finalmente mollato l'autorità delegata ai servizi, c'è voluto le nostre dimissioni perché finalmente capisse, fino a qualche giorno fa diceva che non capiva il motivo per cui delegare… Vedremo a quale autorevole professionista darà questa delega". Così Renzi ha commentato la decisione del premier di lasciare la delega ai servizi, che era stata una delle richieste esplicite di Italia viva, prima dello strappo.

"Qui, in un calciomercato di senatori – ha attaccato – stanno cercando solo di prendere questo o quello. Conte è stato più al telefono con i senatori che con Pfizer, che ci manda meno vaccini".

"Ho l'impressione che questo piano non vada bene e che l'Europa ce lo boccerà", ha detto poi a proposito del Recovery Plan. Dopo il voto alla Camera si è dimessa la deputata azzurra Renata Polverini, dopo aver votato la fiducia all'esecutivo: "Conte ha fatto appello a popolari, liberali e socialisti. Mi sfugge a quale di queste categorie appartenga Renata Polverini", ha detto Renzi.

"Secondo me noi siamo in una fase molto semplice: o si fa l'interesse del Paese o si continua a perdere tempo. La mia opinione è che con una maggioranza raccogliticcia non ce la facciano: con questi numeri tra due mesi sono daccapo. La mia impressione è che Conte abbia fatto un appello ad personam: votare sì, ma su cosa?".