Nella sua ultima e-News il senatore Matteo Renzi pubblica un decalogo di idee "per la ripartenza", dopo l'emergenza coronavirus in Italia. Il leader di Italia Viva al primo punto suggerisce: "Le aziende che hanno mascherine, protezioni e rispettano le distanze sociali possono ripartire, anche prima di Pasqua se sono pronte; chi ha già gli anticorpi dovrebbe poter circolare liberamente. Questo vale per chi è guarito e ha la certificazione del doppio tampone. Ma anche per chi ha fatto il test sierologico e ha scoperto di aver contratto il Covid in modo asintomatico. Secondo un recente studio inglese, questi rappresentano il 10% della popolazione. Significherebbe che sei milioni di italiani hanno già avuto il Covid e possono girare liberi. Servono screening di massa, subito".

E ancora: "lo Stato deve dare garanzie alle banche e le Banche devono dare subito – senza moduli, senza autocertificazione, senza lungaggini burocratiche – una cifra tra il 20 e il 25% del fatturato dello scorso anno e questa cifra va restituita senza interessi, in 100 rate mensili, a partire dal 2022; le Terapie intensive disponibili devono essere 12.000 – prosegue – Erano 4.500 quando siamo partiti, 9.000 adesso grazie a un lavoro straordinario fatto in emergenza. Se arriviamo a quota 12.000 siamo probabilmente in grado di contenere la seconda ondata del contagio; la riapertura e l'uscita dalle case deve avvenire nei giorni successivi alla Pasqua, magari il 14 aprile che è il martedì successivo alla Pasquetta". 

"I bambini devono avere un'ora d'aria da subito, le persone con più di 70 anni dovranno uscire due settimane più tardi; le scuole devono ripartire a maggio, almeno per le classi di terza media e quinta superiore. Per la riapertura deve essere garantito lo screening di tutti gli studenti e di tutti i professori. Non ci si deve arrendere alla cultura del 6 politico ma va assicurata a tutti la valutazione per il corrente anno".

"Mentre si attende la ripartenza – ha aggiunto – lo Stato deve passare un miliardo di euro ai comuni per rimettere in ordine le strade e un miliardo di euro agli enti locali per rimettere in ordine le scuole; deve partire subito il Piano Shock da 120 miliardi di euro di cui parliamo da novembre; chi è in difficoltà deve essere aiutato dalla rete del terzo settore, dai comuni, dai soggetti dell'Alleanza contro la povertà; in questi giorni il Parlamento deve essere perfettamente operativo, naturalmente in piena sicurezza per tutti – conclude – E per questo è fondamentale che l'eventuale via libera alla Tracciabilità dei dati sanitari passi da un esplicito voto parlamentare, non da un provvedimento del Governo".