Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un'intervista sul quotidiano ‘La Stampa', ribadisce quanto detto all'indomani del voto per il referendum sul taglio dei parlamentari e per le elezioni regionali e amministrative, e cioè che non trattandosi di un voto nazionale il risultato non influisce sulla tenuta del governo, né in positivo né in negativo: "Non mi sento di dire che il voto blinda o premia il presidente del Consiglio o il governo. Era un'opinione che avevo già espresso quando alla vigilia del voto si preconizzava una Caporetto alle regionali, quando si azzardavano risultati tennistici. Non ho cambiato idea. Noi saremo giudicati per quanto riusciremo a realizzare nell'interesse degli italiani", ha affermato, negando poi che ci siano state richieste di rimpasto dopo la tornata elettorale. "L'asse del governo è sempre stato l'interesse generale, ieri come oggi", ha aggiunto, "la squadra di governo lavora su temi e strumenti per rilanciare e innovare il Paese, per renderlo più equo e inclusivo".

"A me interessa dove sarà l'Italia nel 2023. Penso solo a questo. Non partecipo ad altri giochi, non concorro ad altri incarichi", ha detto poi rispondendo a una domanda su un eventuale futuro al Quirinale. Evocando un secondo mandato "ho voluto esprimere la mia ammirazione e la mia stima per il Presidente Mattarella, per la saggezza e l'equilibrio con cui sta interpretando il suo ruolo", ha sottolineato Conte, e "se con gli investimenti, le riforme e i progetti che vogliamo mettere in campo riusciremo a gettare le basi per rendere il Paese più veloce, più moderno, più verde, più digitale, se riusciremo a ridurre disuguaglianze e divari territoriali, potrò guardare con soddisfazione al lavoro svolto".

"Siamo già al lavoro per una riforma del fisco che ci permetta di arrivare a un sistema più equo ed efficiente, a vantaggio di cittadini e imprese", ha spiegato. "Da troppi anni su questo tema abbiamo ascoltato solo annunci, è il momento di agire".

"Accanto a questa riforma, realizzeremo una riforma del processo tributario, che contribuisca a rendere il nostro Paese più competitivo e più attrattivo per gli investitori".

Per quanto riguarda l'emergenza sanitaria ha ribadito che non ci sarà un nuovo blocco generale: "Allo stato attuale escludo la possibilità di un generale lockdown, potrebbero esserci – se necessarie – chiusure ben mirate. Posso garantire che abbiamo sempre fatto il massimo e agito in scienza e coscienza, secondo il principio di massima precauzione e proporzionalità, mettendo al primo posto la salute dei cittadini", ha assicurato Conte, "oggi la situazione in Italia è sicuramente migliore rispetto ad altri Paesi europei, e siamo più preparati – anche come sistema sanitario – ad affrontare una eventuale recrudescenza della diffusione del virus. La cosa più importante è mantenere un atteggiamento prudente per non vanificare gli sforzi e i sacrifici fatti finora. Chiedo ancora una volta a tutti, specie ai più giovani, di non abbassare la guardia", ha insistito il premier.

Ius soli, Conte: "Non sia una clava"

Come già aveva detto rispondendo a domanda di Fanpage.it sulla questione dello ius soli e dello ius culturae il governo è disposto ad avviare "una riflessione". Ma questa deve prescindere dalla vicenda specifica del calciatore Luis Suarez: "La magistratura sta indagando su questa vicenda e non spetta a me anticipare giudizi. Il tema della cittadinanza non deve essere usato come strumento di campagne elettorali permanenti: rischieremmo di svilirlo, di indebolirne il profondo significato , di usarlo come clava politica. Auspico invece che si avvii in sede parlamentare una approfondita riflessione che possa valutare serenamente quali siano le condizioni e i percorsi di integrazione più solidi ed efficaci per attribuire lo status di cittadino italiano".