Giuseppe Conte chiede la fiducia alla Camera dei deputati. Dopo giorni di altissima tensione, con una crisi di Governo aperta nel pieno della pandemia di Covid e le accuse reciproche tra ciò che resta della maggioranza e Italia Viva, Conte arriva a Montecitorio, per parlare della situazione politica e verificare che ci siano ancora i numeri per governare. Alla Camera il passaggio dovrebbe essere quasi una formalità, mentre domani al Senato l'esito è ancora in bilico, appeso ai responsabili – o costruttori. "Al culmine di settimane di attacchi scomposti dei parlamentari di Italia Viva, le ministre si sono astenute dal voto sul Recovery plan, giustificandosi con la mancanza del Mes. Lo scorso 13 gennaio è stata indetta una conferenza stampa in cui sono state confermate le dimissioni delle ministre, si è aperta una crisi che deve trovare qui un chiarimento. In una fase cruciale di questo Paese, mentre la pandemia è ancora in corso, confesso di avvertire un certo disagio, sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno, non per annunciare la nuova bozza del Recovery, ma per parlare di una crisi senza fondamento".

Il presidente del Consiglio ha parlato delle conseguenze della crisi di Governo: "Questa crisi ha provocato sgomento nel Paese, e rischia di produrre danni notevoli, perché ha già fatto salire lo spread, ma ancor più perché ha attirato l'attenzione dei media internazionali. Arrivati a questo punto non si può cancellare quel che è accaduto, non si può pensare di recuperare la fiducia per lavorare tutti insieme. Adesso si volta pagina. Questo Paese merita un Governo coeso, che lavori per i cittadini. Dobbiamo lavorare tutti insieme, per mettere in sicurezza il Paese e portarlo fuori da questa pandemia.

Conte annuncia la cessione delle deleghe ai servizi e all'Agricoltura, e fa appello alle forze europeiste, chiedendo aiuto: "Servono forze politiche volenterose, persone che non guardino al proprio interesse personale, servono persone disponibili a mantenere elevata la dignità della politica. Le forze politiche che appoggeranno quest'alleanza avranno una chiara impronta europeista. Forze politiche che sono chiamate a operare una chiara scelta di campo contro le derive nazionaliste e sovraniste. Sarebbe un arricchimento per questa alleanza poter acquisire anche il contributo politico che si collocano nel solco delle tradizioni europeiste e liberali. A tutti coloro che hanno a cuore il destino dell'Italia dico ‘aiutateci'. Alle forze di maggioranza dico che stilleremo un patto di fine legislatura, anche per rafforzare la squadra di Governo. Non manterrò la delega all'Agricoltura, né quella all'intelligence".

Sul Recovery plan e il programma del Governo, Conte ha spiegato: "Il nostro piano sarà ampiamente condiviso, sarà uno sforzo di cui dovremo andare fieri. Siamo uno dei Paesi che ha coinvolto di più il Parlamento. Dobbiamo varare con la massima urgenza il decreto Ristori, visto che la curva epidemiologica ha richiesto nuove restrizioni. L'Italia ha bisogno di una serie di interventi da qui alla fine della legislatura: serve una riforma degli ammortizzatori sociali e politiche attive, rafforzare la medicina territoriale, promuovere la connessione tra ricerca e tessuto produttivo. La rivoluzione verde, messa in sicurezza del territorio, incentivi a pesca e agricoltura sostenibili". Il presidente del Consiglio ha anche annunciato che "il Governo si impegnerà a promuovere una legge elettorale di impianto proporzionale quanto più possibile condivisa".

Il presidente del Consiglio Conte ha fatto un passo indietro, tornando a quando il Governo si era appena formato: "All'inizio di questa esperienza di Governo prefigurai quest'Aula un chiaro progetto politico per il Paese, già allora ero consapevole che un'alleanza tra formazioni politiche diverse che in passato si erano aspramente contrapposte poteva nascere su due punti, la vocazione costituzionale ed europeista. Dall'elaborazione del programma di Governo mi sono adoperato perché ci fosse un disegno riformatore ampio e coraggioso, ancora oggi è più di un anno a riguardare quei 29 punti programmatici nel progetto di Paese che abbiamo condiviso c'era visione, c'era una forte spinta ideale, c'era un chiaro investimento di fiducia".

L'analisi dell'ultimo anno, caratterizzato dall'emergenza Covid-19: "La pandemia ha sconvolto la nostra vita, alcune nostre certezze sono state messe in discussione. In virtù dello stato d'emergenza siamo stati costretti a introdurre misure restrittive, operando delicatissimi bilanciamenti dei principi e diritti costituzionali. In mesi così drammatici questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo risolutezza di azione, anche nei passaggi più critici. Ma c'è stato dialogo serrato e costante, dalle autorità regionali a quello comunali. L'emergenza ha rafforzato la consapevolezza del valore del dialogo tra forze politiche. Abbiamo operato sempre le scelte migliori? Abbiamo fatto sempre le scelte più giuste? Posso dire che il Governo ha usato il massimo scrupolo e la massima attenzione. Se io oggi posso parlare a nome di tutto il Governo a testa alta, non è per l'arroganza di chi ritiene di non aver commesso errori, ma è la consapevolezza di chi ha impegnato tutte le proprie energie per la comunità nazionale".

Su quanto fatto a livello politico, Conte non ha dubbi: "Alcuni hanno opinato che la pandemia avrebbe schiacciato la politica, ma la politica come mai in questo periodo ha operato scelte per il bene comune. Solo tutelando il bene primario, la salute, si può tutelare il tessuto produttivo. Abbiamo speso più di 100 miliardi per le famiglie, lavoratori, categorie fragili. Per primi abbiamo chiesto all'Unione europea di farsi promotrice di politiche espansive, lo storico accordo sul programma Next Generation Eu, per cui abbiamo avuto un ruolo decisivo. Non abbiamo rinunciato a interventi strutturali, anche nei momenti più complessi. né a porre le basi per il rilancio del Paese".

L'esperienza della pandemia "ci ha restituito un forte senso di unità, ha rafforzato le ragioni dello stare insieme, è stato importante il senso di responsabilità manifestato dalle forze di opposizione, che hanno contribuito ad affrontare alcuni passaggi critici. Nei momenti più critici della storia di un paese dobbiamo ritrovare le ragioni nobili e alte della politica, servizio della comunità nazionale. La politica come pensiero e azione orientate all'uomo, alla società che sta uscendo dalla pandemia non possiamo offrire risposte mediocri".