Elezioni, Rocco Casalino non riesce a diventare consigliere comunale: a Ceglie Messapica vince il Cdx

Rocco Casalino non ce l'ha fatta: alle sue prime elezioni da candidato, le amministrative di Ceglie Messapica, in Puglia, l'ex dirigente del Movimento 5 stelle, già portavoce di Palazzo Chigi quando vi sedeva Giuseppe Conte e oggi direttore del giornale online La Sintesi, non è riuscito a farsi eleggere consigliere comunale. "A Ceglie Messapica ha vinto il centrodestra, come era ampiamente prevedibile, considerando che la città è amministrata da una giunta di centrodestra da 16 anni e che quell’area politica è storicamente molto radicata sul territorio", ha commentato Casalino.
L'esito generale è stato netto: il candidato di centrodestra Angelo Palmisano si è preso il 67% dei voti, contro il 33% della sconfitta Agata Scarafilo. Il pentastellato, che aveva lasciato il M5s a novembre dello scorso anno, ha rivendicato il risultato personale: 246 preferenze, su circa 3.300 elettori che hanno scelto la coalizione di minoranza. Numeri che però non bastano per l'elezione. Nella sua lista, Movimento 5 stelle – Uniti si cambia, è stato superato da Isabella Vitale, consigliera uscente che ne ha prese 350. Sarà lei quindi a sedere in Consiglio comunale.
Casalino ha insistito su un "dato politico positivo", cioè che a Ceglie "non si era mai presentata una lista del Movimento 5 Stelle. Questa mia iniziativa ha quindi permesso, per la prima volta nella storia della città, la presenza di una lista M5S alle elezioni comunali". Lista che è anche risultata la più votata, nella coalizione del campo largo. Con i suoi mille voti (l'11% cittadino) ha superato il Partito democratico e anche la civica di Scarafilo.
L'ex portavoce ha detto che "sul piano personale" essere il secondo candidato più votato all'interno della lista è stato un "risultato straordinario". In particolare perché ha raccolto consensi maggiori rispetto a "assessori e consiglieri uscenti che negli ultimi cinque anni hanno lavorato sul territorio e che erano fortemente radicati nella comunità locale".
Anche se la prima avventura elettorale non è andata a buon fine, la seconda potrebbe essere più fortunata per Casalino. Anche se l'ex dirigente pentastellato non ha parlato chiaramente di cosa intende fare in futuro, a nessuno sfugge che il prossimo anno ci saranno le elezioni politiche. Casalino, ora che ha presentato una lista sul territorio, potrebbe puntare a una candidatura nazionale.
Il codice etico stabilito dal Movimento, infatti, prevede che possa provare a ottenere un posto in Parlamento solo chi è già stato candidato in una lista comunale, oppure di municipio o di circoscrizione. E non solo: per assicurare che quella candidatura è stata efficace, il candidato deve aver ottenuto un numero di preferenze non più basso della media degli altri candidati della sua lista.
Un risultato più che raggiunto, con i 246 voti presi a Ceglie Messapica. Perciò, i requisiti per una candidatura alle politiche ci sarebbero. Certo, per il risultato finale molto potrebbe dipendere dalla legge elettorale. Se rimarrà il meccanismo dei listini bloccati, saranno i partiti a decidere quali candidati inserire in seggi più ‘favorevoli' (quelli cioè in cui la vittoria, e quindi l'elezione, è piuttosto certa) e quali assegnare a seggi più contesi, o anche difficili da vincere.