video suggerito
video suggerito
Elezioni amministrative 2026

Da Montecarlo a Copacabana: così Vincenzo De Luca ha vinto le elezioni di Salerno al primo turno

Ha vinto al primo turno senza il simbolo del PD né l’appoggio del campo largo, con un programma da 34 pagine su stadio, casa, mare e nautica.
Vincenzo De Luca, neo sindaco di Salerno 2026–2031
Vincenzo De Luca, neo sindaco di Salerno 2026–2031
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Alla fine i salernitani sono andati a piedi a Pompei. O qualcosa del genere. Vincenzo De Luca ha vinto le elezioni comunali di Salerno al primo turno con il 57,8% dei voti, tornando sindaco della città che ha già governato per quattro mandati tra il 1993 e il 2015. Formalmente lo ha fatto da solo – senza il simbolo del Partito Democratico di Elly Schlein e senza il campo largo – in realtà l'apparato Dem salernitano era tutto dietro lo sceriffo.

In campagna elettorale De Luca aveva dato il meglio, al solito: Salerno deve diventare «la Montecarlo dell'Italia» e deve avere con «una spiaggia di sette chilometri, come a Copacabana». Chi lo ascoltava sorrideva. Dietro le iperboli un apparato di potere immutato anche nonostante i dieci anni da presidente della Regione Campania e un programma di 15 capitoli e 34 pagine.

La prima, e forse la più ambiziosa sul piano sociale, riguarda la casa. De Luca ha promesso 2.000 alloggi di edilizia residenziale sociale entro cinque anni, utilizzando fondi FESR e le nuove norme regionali. Una risposta diretta a un mercato immobiliare che il suo stesso programma descrive come distorto dalla proliferazione dei B&B, che «ha drasticamente ridotto il numero degli alloggi utilizzabili per usi abitativi». Tre le formule previste: locazione permanente, riscatto dopo otto anni, mutuo agevolato con garanzia regionale.

La seconda promessa è quella che scalda di più la piazza: lo stadio Arechi. Ristrutturazione completa, standard UEFA, oltre 31.000 posti. L'obiettivo dichiarato è portare a Salerno grandi eventi europei e internazionali. Per il periodo dei lavori, la Salernitana giocherà al nuovo Campo Volpe, ricavato dall'area dell'ex depuratore comunale dismesso dagli anni Ottanta.

Sul mare – il vero filo conduttore di tutta la visione urbanistica di De Luca  – il programma è dettagliato: ripascimento degli arenili, nuova spiaggia tra Santa Teresa e porto Masuccio, parco dunale naturalistico tra Marina d'Arechi e la foce del Fuorni, barriere sommerse, percorsi pedonali e ciclabili. Sette chilometri di costa riqualificata. In comizio aveva sintetizzato tutto con Copacabana. Nel programma c'è molto di più.

La quarta promessa riguarda l'università. De Luca vuole riportare la vita accademica nel centro storico, trasformando gli ex conventi-carceri – il San Francesco, il San Pietro a Maiella, il Santa Maria della Consolazione – in studentati contemporanei. Mille posti letto, un campus urbano diffuso capace, nelle intenzioni, di rianimare un centro storico svuotato.

La quinta è la più industriale: un polo cantieristico nautico da 185.000 metri quadrati a Capitolo San Matteo, sul litorale est. Cantieri navali, officine, rimessaggio, infrastrutture tecnologiche. L'obiettivo dichiarato è fare di Salerno «un polo competitivo della nautica nel Mediterraneo».

De Luca aveva detto che i suoi avversari parlavano come «turisti svedesi capitati qui per caso» e che tra loro c'era «qualcuno che è proprio analfabeta». Aveva monopolizzato piazza Portanova per i comizi conclusivi – giovedì e venerdì – finché il prefetto non era intervenuto per garantire spazio a tutti. Aveva condotto una campagna in cui gran parte dei contenuti social riguardavano Gaza, l'hantavirus e il riarmo, più che Salerno. Era convinto di vincere comunque.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views