
Dopo l'inizio del summit del G7 a Evian, in Francia, la presidente del Consiglio incontra i leader e fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che l’incontro di ieri con Donald Trump è servito "a chiarirsi", ma che la presidente del Consiglio "non chiede segnali" dal punto di vista comunicativo al presidente statunitense: "È stato chiarito da parte di entrambi come è importante in questa fase il concetto di unità".
Intanto, in Italia si discute della nuova legge elettorale. I lavori parlamentari entrano nel vivo: oggi la commissione Affari costituzionali della Camera inizierà le votazioni. Nel frattempo, i sondaggi politici premiano ancora Futuro nazionale di Roberto Vannacci, che nel fine settimana ha svolto la sua assemblea costituente ma non ha ancora pubblicato il programma del partito.
I quattro leader dei maggiori partiti del campo largo – Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni – hanno annunciato con una foto sui social due date, presumibilmente per incontri sul programma condiviso in vista delle elezioni: l'8 e il 15 luglio. Ironico Carlo Calenda: "Renzi era sotto il tavolo?".
Il passato nelle urne, Vannacci: "Meloni o Salvini? Il voto è segreto, ma sono sempre stato a destra"
Invitato a rivelare se in passato abbia accordato la propria preferenza a Giorgia Meloni o a Matteo Salvini, Roberto Vannacci ha scelto di non sbilanciarsi, difendendo "la riservatezza della cabina elettorale". Il leader di Futuro Nazionale ha confidato che le missioni operative nei teatri di guerra "gli hanno spesso reso impossibile esercitare il diritto di voto"; ciononostante, ha tenuto a rivendicare la propria "traiettoria ideale", confermando di "aver sempre orientato il proprio suffragio a favore dello schieramento di destra".
Vannacci a Cartabianca: "Chiamatemi Generale. Sarò l'Annibale del 2026 sulla remigrazione"
Durante l'intervista a È sempre Cartabianca, Roberto Vannacci ha chiarito anche una questione di etichetta, dichiarando di preferire il titolo di "generale" rispetto a quello di "onorevole", poiché di parlamentari europei "ce ne sono molti, mentre di generali a Bruxelles ce n'è uno solo". Tornando sul tema dei flussi migratori, il leader di Futuro Nazionale ha rivendicato poi "la bontà delle sue tesi" definendosi l'"Annibale del 2026″ e assicurando che troverà una strada concreta per realizzare il suo piano di remigrazione. Poi ha voluto marcare le distanze dall'operato di Giorgia Meloni, sottolineando che "il fallimento dei predecessori nel gestire il fenomeno non preclude affatto la possibilità che qualcun altro riesca nell'impresa".
I migranti e la "remigrazione", Vannacci: "Togliere i sussidi per non rendere conveniente la permanenza"
Sempre nel corso del suo intervento a È sempre Cartabianca, Roberto Vannacci ha illustrato la sua proposta in tema di immigrazione, focalizzandosi sul concetto di "remigrazione". Secondo il generale, la strategia per gestire i flussi "dovrebbe passare attraverso l'azzeramento dei sussidi e di qualsiasi altra misura che renda vantaggioso lo stazionamento sul suolo italiano". L'obiettivo dichiarato dall'esponente politico è infatti quello di "ribaltare l'attuale dinamica, facendo in modo che per le persone sia più conveniente rimanere nei propri Paesi d'origine, preservando la propria cultura e le proprie tradizioni natìe". Interpellato sulla possibile estensione di questa linea anche a chi risiede regolarmente in Italia, Vannacci ha voluto fare un distinguo, precisando che "ai lavoratori regolari che hanno raggiunto un livello minimo di integrazione nella società e nella cultura italiana non verrà tolto assolutamente nulla".
Vannacci a Cartabianca: "Il femminicidio non esiste, è un'aberrazione giuridica"
Ospite della trasmissione È sempre Cartabianca su Rete4, Roberto Vannacci ha espresso la sua netta contrarietà alla fattispecie di reato del femminicidio, definendola una vera e propria "aberrazione giuridica". Secondo il generale, la gravità di un illecito "non deve in alcun modo dipendere dal sesso, dal colore della pelle o dall'orientamento sessuale della vittima o del carnefice". L'esponente politico ha poi detto "che il reato di omicidio, con le aggravanti già previste dal codice penale, è ampiamente sufficiente per comminare il massimo della pena", citando come esempio il caso Turetta, "avvenuto prima di ulteriori interventi normativi". Nel corso del suo intervento, Vannacci ha liquidato la categorizzazione del femminicidio come una "deriva gramsciana" finalizzata a utilizzare il diritto penale per modificare il senso comune, sostenendo inoltre che l'introduzione di questa norma all'estero non abbia prodotto alcuna reale diminuzione della violenza di genere. Pur esprimendo "sincera empatia" nei confronti dei familiari delle vittime, il leader di Futuro Nazionale ha ribadito la sua posizione di principio: "Sempre di omicidio si tratta. Voglio il massimo della pena, ma senza bisogno di creare nuove fattispecie che andrebbero a snaturare il carattere del diritto penale".
Centrosinistra, Renzi insiste sull'unità: "Nel 2027 si vince solo insieme, chi rompe lo spieghi agli elettori"
Attraverso un post su X, Matteo Renzi è tornato a riflettere sulle geometrie del Campo largo, lanciando un monito agli alleati in vista delle prossime scadenze elettorali. Ricordando come la sconfitta del 2022 sia stata la diretta conseguenza delle divisioni interne, il leader di Italia Viva ha avvertito che l'unico modo per vincere nel 2027 è presentarsi compatti, altrimenti la destra tornerà inevitabilmente al potere. Secondo l'ex premier, dal popolo del centrosinistra arriva una forte richiesta di compattezza che non può essere ignorata, soprattutto per costruire un'alternativa concreta all'asse formato da Meloni, Salvini e Vannacci. Renzi ha infine concluso scaricando la responsabilità di eventuali veti sui partner di coalizione, sottolineando che chiunque deciderà di spaccare il fronte progressista dovrà poi spiegarne le ragioni direttamente agli elettori.
Centrosinistra, due piazze per il programma. Conte: "Ora tocca noi"
Dopo lo scatto social che ha immortalato Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli attorno a un tavolo, emergono i primi dettagli dell'iniziativa estiva del "campo largo". Le date dell'8 e del 15 luglio corrisponderanno a due grandi eventi pubblici in due piazze d'Italia (una al Nord e una al Sud), pensati per coinvolgere i cittadini nella costruzione del programma per l'alternativa di governo. Parlando con i cronisti alla Camera, il presidente del Movimento 5 Stelle ha infatti delineato le basi del progetto unitario, sottolineando come l'intesa vada oltre la semplice foto di rito: "Non partiamo da zero. Abbiamo già fatto un percorso in questa legislatura, soltanto che viene un po' oscurato dal dibattito contingente. In realtà c'è già un percorso di condivisione di punti programmatici, che si tratti di progetti di riforma o mozioni o risoluzioni. Valorizzeremo il percorso fatto e aggiungeremo qualcosa di nuovo". Il centrosinistra avvia così una nuova fase operativa, puntando a capitalizzare le battaglie comuni già condotte in Parlamento per consolidare un'agenda politica strutturata in vista dell'autunno.
Renzi: "Noi riformisti fuori dalla foto campo largo, ma l'accordo sui contenuti è l'unico modo per vincere"
È arrivata la replica di Matteo Renzi, che via social ha smorzato le polemiche sulla sua assenza dalla fotografia dei leader. Il fondatore di Italia Viva ha chiarito di non far parte di quel blocco di "sinistra-sinistra", rivendicando profonde distanze ideologiche su temi come giustizia, economia ed Europa. Tuttavia, Renzi ha avvertito che quel nucleo da solo raccoglie consensi insufficienti per vincere e governare, definendo indispensabile un accordo programmatico per battere la destra guidata da Meloni, Salvini e Vannacci. Ricordando la sconfitta del 2022 nata proprio dalle divisioni, l'ex premier ha infine sottolineato che la richiesta di unità degli elettori non può cadere nel vuoto, avvertendo che chiunque deciderà di rompere il fronte alternativo dovrà assumersene la responsabilità di fronte agli elettori.
Conte: "Vannacci frutto del fallimento e tradimento governo Meloni"
"Giorgia Meloni oggi sta subendo un grosso trauma, come tutto il centrodestra per Vannacci, ma non perché Vannacci sia un fenomeno nato per sua abilità e capacità, ma perché Vannacci è il frutto dei fallimenti, dei tradimenti, delle giravolte del governo Meloni". ha detto il presidente di M5s, Giuseppe Conte, intervistato da Andrea Scanzi sui social. "In questo momento Vannacci cresce ma perché anche a destra la gente si è stancata di promesse non mantenute e di un racconto di Paese dove va tutto bene. Sta a noi ovviamente intercettare questa insoddisfazione, per quanto possibile".
Conte: "Eventi di luglio per tenere vivo il progetto del csx, a settembre la condivisione finale"
In una video-intervista con Andrea Scanzi, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha delineato la tabella di marcia del centrosinistra, spiegando l'orizzonte strategico dietro i due grandi appuntamenti estivi del "campo largo" in programma per l'8 e il 15 luglio. Secondo il leader del M5S, la doppia mobilitazione di piazza servirà a dare continuità e slancio al percorso comune avviato dalle opposizioni, ponendo le basi per la chiusura del cerchio in autunno: "L'obiettivo dei due eventi è quello di mantenere vivo questo progetto, a settembre poi ci vedrà nella fase finale della piena condivisione". I palchi di luglio faranno quindi da ponte verso la ripresa della stagione politica a settembre, momento in cui la coalizione punterà a siglare l'accordo definitivo sulla piattaforma programmatica per l'alternativa di governo.
Effetto Vannacci, Conte (M5S): "Nessun timore, noi mai parlato di certe ca**ate"
Intercettato dai cronisti in Transatlantico, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha respinto l'ipotesi che il suo partito possa subire un'emorragia di consensi a vantaggio di Roberto Vannacci. Conte ha escluso qualsiasi parallelismo tra la vena populista delle origini del Movimento e la retorica della destra radicale del generale, liquidando la questione con parole nette: "Il M5S, neppure nella sua stagione originaria, ha mai parlato di remigrazione, femminicidio che non esiste e tutte quelle cazzate là".
Legge elettorale, al via i voti in commissione: accantonati i nodi su preferenze e firme digitali
È partita in commissione Affari costituzionali alla Camera la maratona di voto sugli oltre 500 emendamenti alla legge elettorale, con i lavori prolungati a oltranza fino alle 22:00. Su richiesta della maggioranza, sono stati temporaneamente accantonati i dossier più caldi, preferenze, voto all'estero, firme digitali e parità di genere, per consentire ulteriori approfondimenti. Una mossa che ha spinto il Pd, tramite la capogruppo Simona Bonafè, a chiedere un'immediata sospensione della seduta per valutare la situazione. Al momento i relatori di centrodestra hanno dato parere favorevole solo a quattro modifiche della stessa maggioranza, blindando di fatto il testo alla presenza della ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati.
Valditara ai maturandi: "Non abbiamo bisogno di persone perfette"
"Forza ragazzi, affrontate l'esame senza paura, pensate ad un esame che vi valorizza, tirate fuori i vostri talenti: non abbiamo bisogno di persone perfette ma di chi sa ragionare su ciò che si è appreso, ed anche sui propri errori". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, in un messaggio sui social ai maturandi che tra pochi giorni inizieranno le prove dell'esame di Stato.
Conte: "Vannacci come il primo M5s? Non parlammo mai di remigrazione, femminicidio che non esiste e quelle caz***e"
"Notoriamente il Movimento 5 stelle ha subìto una scissione, rispetto ai 330 deputati di allora molti sono andati via perché non hanno condiviso. Non si può dire che c'è un ex, sicuramente un ex da qualche parte spunta sempre qualunque iniziativa ci sia". Lo ha detto Giuseppe Conte, commentando l'ipotesi che alcuni ex esponenti del Movimento si uniscano ora a Futuro nazionale. "In questo nuovo corso abbiamo creato una linea dritta di azione, abbiamo dato un'identità chiara e precisa e abbiamo, nel corso del tempo, rispetto al movimento iniziale, fatto dei chiarimenti". Alla domanda se oggi Vannacci prenda voti dalla stessa parte del Paese che contribuì all'ascesa del M5s, Conte ha tagliato corto: "Il Movimento neppure nella sua stagione originaria ha mai parlato di remigrazione, femminicidio che non esiste, e quelle caz..te là".
Fine vita, Zampa (Pd) all'attacco: "Dal presidente del Cnr una mistificazione grottesca"
La senatrice del Partito Democratico Sandra Zampa, capogruppo dem nella commissione Affari sociali a Palazzo Madama, ha criticato il presidente del Cnr, Andrea Lenzi, accusandolo di aver apertamente alterato la realtà dei fatti davanti ai parlamentari. Al centro della polemica c'è il caso di "Libera", la cittadina toscana che ha avuto accesso all'assistenza medica alla morte volontaria. Durante l'audizione, Lenzi ha sostenuto che il dispositivo utilizzato in quell'occasione non fosse riconducibile al Cnr. Un'affermazione che Zampa ha liquidato come palesemente falsa, ricordando che lo strumento è stato progettato e prodotto proprio dall'ente di ricerca pubblico. La capogruppo dem ha censurato l'episodio, intravedendovi il tentativo di fornire un pretesto politico per affossare la discussione o per limitare la portata della futura norma: "L'audizione del presidente del Cnr, Andrea Lenzi, rappresenta uno dei più grotteschi casi nella storia recente del Parlamento. Sostenere che il dispositivo medico che è stato usato per ‘Libera', in Toscana, grazie alla progettazione e produzione del Cnr non è del Cnr, è incredibile. L'obiettivo evidente non può che essere quello di trovare un argomento per non fare la legge oppure per farla a condizione che escluda il Servizio sanitario nazionale". Secondo l'esponente del Partito Democratico, la linea espressa da Lenzi non solo mina la credibilità dello scienziato alla guida del principale ente di ricerca del Paese, ma rappresenta anche un atto offensivo nei confronti delle prerogative del Parlamento e irrispettoso verso la dignità delle stesse istituzioni.
Campo largo, Conte: "Due eventi per il programma, uno al Sud e uno al Nord. Non era il primo incontro"
I leader del campo largo hanno annunciato sui social due date: il 7 e il 15 luglio. Giuseppe Conte ha spiegato ai giornalisti: "Un evento al Nord e uno al Sud, con i cittadini, per illustrare che non partiamo da zero, che abbiamo fatto un percorso già in questa legislatura, di condivisione di alcuni punti programmatici. Valorizzeremo il percorso fatto e proporremo anche qualcosa di nuovo. È un modo anche per ribadire che stiamo lavorando, è la verità". Quello mostrato nella foto pubblicata oggi "non era il primo incontro, anche se questa volta lo abbiamo reso noto. Ci sono dei confronti che si sono susseguiti e oggi andiamo avanti nella consapevolezza che adesso tocca a noi". A una domanda sul perché ci fossero solo Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni (senza, per esempio, Matteo Renzi), il leader del M5s ha risposto: "Ci siamo noi perché abbiamo lavorato costantemente con un certo affiatamento".
Valditara dice che è d'accordo a vietare i social agli under 15
"Sulla dipendenza dai social conoscete bene le mie posizioni, è da tempo che vado sottolineando che deve essere approvato al più presto il disegno di legge che attualmente è all'esame del Senato", ha detto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. "Mi auguro che questo possa avvenire quanto prima, perché ormai è sotto gli occhi di tutti, ma ci sono anche fior di studi scientifici a dimostrarlo, che social, web e quant'altro hanno un impatto negativo sui nostri giovani. Io sono d'accordo sul vietarli anche in Italia ai minori di 15 anni".
Il decreto Rimpatri è legge, via libera definitivo della Camera
Con 147 sì, 93 no e tre astenuti, il decreto Rimpatri è passato alla Camera e quindi è diventato legge, dato che aveva già avuto l'approvazione del Senato. Si tratta del decreto che il governo aveva varato in fretta il 24 aprile per correggere subito una norma del decreto Sicurezza. In particolare, quella che prevedeva un bonus economico per gli avvocati i cui clienti migranti accettavano il rimpatrio volontario.
Il provvedimento era a forte rischio di incostituzionalità e aveva portato a una levata di scudi non solo dalle opposizioni, ma anche dal Consiglio nazionale forense. Il Quirinale era intervenuto chiedendo di trovare una soluzione, ma visti i tempi stretti, ritirare la norma avrebbe voluto dire far saltare tutto il decreto Sicurezza. Dunque, il governo si era inventato una ‘toppa': il decreto Rimpatri, appunto, convertito in legge oggi, che introduce diversi correttivi. La legge non parla più del Consiglio nazionale forense; il compenso andrà non solo agli avvocati ma a tutti i rappresentanti di organizzazioni che, muniti di mandato, abbiano dato assistenza al cittadino straniero nel fare richiesta di rimpatrio volontario assistito (l'elenco preciso di chi può riceverlo sarà stilato successivamente dal ministero dell'Interno); e il bonus sarà pagato sia che la richiesta vada a buon fine, sia che venga respinta.
Calenda punge i leader del campo largo: "Renzi era sotto il tavolo?"
Pochi minuti dopo il post in cui Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno annunciato (in modo più o meno criptico) due vertici per stabilire il programma del campo largo l'8 e il 15 luglio, è arrivata la risposta di Carlo Calenda. Il segretario di Azione ha commentato: "Ma Renzi era sotto il tavolo?". Un modo per evidenziare che, al tavolo, non c'è l'ex premier e presidente di Italia viva. Va detto che non è presente nemmeno il segretario di +Europa Riccardo Magi.
IA, Ascani (Pd): "Infrangere il monopolio delle Big Tech per la sovranità tecnologica europea"
Intervenendo alla Camera dei deputati all'evento "Modelli di Intelligenza artificiale generativa e assetti di mercato", la vicepresidente della Camera Anna Ascani (Pd) ha delineato la strategia necessaria per il futuro digitale del continente, sottolineando che l'Europa non può limitarsi a essere un mero regolatore dell'innovazione prodotta all'estero. La deputata dem ha evidenziato l'urgenza di investire in ricerca, competenze e infrastrutture per costruire una vera sovranità tecnologica, ponendo l'accento sulla necessità di tutelare i diritti democratici e individuali dei cittadini: "Dobbiamo trovare il modo di infrangere l'oligopolio monopolistico delle big tech. Altrimenti il rischio è di delegare ad altri ruoli, decisioni, azioni che spettano e devono spettare a noi. Di creare una dipendenza che non salvaguarda le persone e i loro diritti". Per garantire che il progresso tecnologico resti al servizio della collettività, Ascani ha poi invocato una visione strategica e una politica industriale seria, indispensabili per evitare che l'Europa abdichi al proprio ruolo geopolitico e industriale nello scacchiere dell'innovazione globale.
Campo largo, primo incontro dei leader sul programma: Schlein, Conte e Avs lanciano sui social l'agenda di luglio
Un'immagine unitaria per rilanciare l'iniziativa politica del centrosinistra. Un post pubblicato su Instagram mostra, sorridenti e insieme, i principali leader delle opposizioni: la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e i portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. A corredo dello scatto, un messaggio sintetico che preannuncia una mobilitazione congiunta per l'inizio dell'estate: "Al lavoro. Per cambiare l'Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto!". Un post che suggella visivamente la ritrovata convergenza tra le forze del "campo largo", pronte a promuovere nuove iniziative comuni.

Legge elettorale, Zaratti (Avs): "La Lega brontola ma ha il potere di fermare questo scempio"
Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in commissione Affari costituzionali alla Camera, Filiberto Zaratti, ha commentato le recenti aperture critiche del leghista Stefano Candiani sulla riforma elettorale, evidenziando come i contrasti interni alla maggioranza siano tutt'altro che risolti. Secondo l'esponente dell'opposizione, mentre il centrodestra continua a imporre con prepotenza la propria linea in commissione sia nel metodo che nel merito, il malumore espresso dal Carroccio fotografa una coalizione divisa. Zaratti ha quindi lanciato una sfida aperta agli alleati di governo, sottolineando che la Lega ha a disposizione tutti gli strumenti politici necessari per bloccare il provvedimento e che i prossimi passaggi parlamentari dimostreranno se il partito saprà essere conseguente con le proprie riserve o se finirà per piegare la testa.
Legge elettorale, Fratoianni (Avs): "La destra usa le regole come strumento di autoconservazione"
Parlando con i giornalisti davanti a Montecitorio, il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni ha contestato la maggioranza e il governo Meloni, accusandoli di portare avanti una forzatura continua sulla riforma elettorale. Secondo l'esponente di Avs, il centrodestra starebbe piegando le regole democratiche, che dovrebbero essere condivise da tutti, a un mero disegno di autoconservazione del proprio potere. Fratoianni ha poi rivendicato la compattezza del fronte delle minoranze, che hanno depositato un corposo pacchetto di emendamenti sia soppressivi che propositivi. Tra le modifiche principali, il leader rossoverde ha citato l'introduzione del diritto di voto per i fuorisede, definendo "scandalosa" e "incostituzionale" la sua assenza dalla bozza dell'esecutivo, e ha assicurato che "le opposizioni continueranno a dare battaglia in Parlamento per bloccare il provvedimento".
Sondaggi, Noto: "Vannacci cresce e le coalizioni si scompaginano, si rischiano tre poli sotto il 40%"
Mentre il Parlamento discute la riforma elettorale, le alleanze tradizionali rischiano di sfaldarsi sotto il peso di nuove tensioni geopolitiche interne. Secondo il sondaggista Antonio Noto, l'ascesa di Roberto Vannacci, stimato al 4,5%, e la contemporanea flessione della Lega al 7% stanno ridisegnando i rapporti di forza. Sebbene il generale peschi soprattutto dall'area dell'astensionismo, una sua ulteriore crescita destabilizzerebbe la maggioranza, dove Forza Italia ha già posto un veto assoluto. Le fibrillazioni colpiscono in realtà tutti gli schieramenti, dalle manovre al centro tra Carlo Calenda e Pina Picierno fino ai dubbi interni al Movimento 5 Stelle sull'asse strutturale con il Pd. Questo scenario di forte incertezza potrebbe frammentare il quadro politico del prossimo anno in tre blocchi distinti, tutti incapaci di superare la soglia del 40%: un polo sovranista con Fratelli d'Italia, Lega e Vannacci; un'area moderata guidata da Forza Italia insieme ai centristi; e infine un campo largo tra Pd e M5S che risulterebbe decisamente più debole rispetto a oggi.
Domani in Aula al Parlamento Ue si vota il regolamento Rimpatri: entrano in vigore i return hub
Domani al Parlamento europeo è previsto il voto finale sul regolamento Rimpatri, che contiene anche il via libera ai ‘return hubs' per i migranti nei Paesi terzi. L'esperta Sara Prestianni (Euromed Rights) a Fanpage.it: “Non è il modello Albania. L’Europa pagherà paesi terzi per prendere i migranti espulsi, aggirando i Parlamenti con intese informali”.
Vannacci insiste sull'inesistenza del reato di femminicidio: "Il problema sono gli uomini deboli"
Roberto Vannacci continua a negare l'esistenza del reato di femminicidio e, a sostegno del suo ragionamento, sui social rilancia grafici e tabelle. Per dimostrare che "i dati sconfessano le ideologie", è la deduzione del leader di Futuro Nazionale. In particolare, su Facebook posta due tabelle che mettono a confronto i paesi dove il reato esiste e quelli in cui non c'è, specificando per ognuno l'anno di introduzione del reato e il tasso di femminicidio. Per l'Italia, la tabella riporta un tasso di femminicidio dello 0,3% per 100mila donne, con una legge specifica approvata lo scorso anno. Vannacci quindi commenta: "L'introduzione della nuova fattispecie di reato di femminicidio, soprattutto quando esiste già l'omicidio e le sue relative aggravanti, non produce la diminuzione della violenza degli uomini nei confronti delle donne".
Fonte dei dati è Unodc, Global study on homicide 2023. La tabella riporta percentuali più alte di femminicidi nell'Honduras (con il 4,6% e un reato introdotto nel 2023) e la Repubblica domenicana (2,6 e il reato dal 2012), mentre fra gli stati dove il femminicidio non è un reato specifico, ci sono gli Usa con l'1,2% di femminicidi. In un altro post asserisce che la cultura patriarcale non influisced sui femminicidi ed elenca alcuni paesi distinti per "omicidi di donne da parte di familiari o (ex) partner)" e che derivano da un'"elaborazione Edjnet e Eurostat del 14 aprile 2023). In cima al grafico c'è la Lettonia, l'Italia è quart'ultima. Il generale commenta: "I paesi nordici, in cui la cultura cosiddetta patriarcale è praticamente inesistente e in cui la parità tra donne e uomini è ricercata da decenni in tutti gli ambiti della società, hanno tassi di violenza contro le donne molto più alti dell'Italia (in cui sino a pochi decenni fa esisteva il delitto d'onore)". E conclude: "Il vero problema è l'educazione e la crescita di uomini deboli, di uomini che non sono abituati alla frustrazione, di uomini che sono allevati nella cultura della debolezza".
Legge elettorale, Urzì (FdI): "Nessun effetto Vannacci, andiamo avanti per convinzione"
Interpellato dall'ANSA su un ipotetico condizionamento legato alla figura di Roberto Vannacci sulla riforma della legge elettorale, il capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Affari Costituzionali, Alessandro Urzì, ha smentito fermamente qualsiasi cambio di rotta della maggioranza, annunciando anzi un'accelerazione dei tempi in Parlamento: "Noi andiamo avanti, la nostra posizione non cambia. Noi non facciamo mai scelte per convenienza ma per convinzione. E a questo proposito prevediamo uno stringente calendario di lavori di commissione". L'esponente di FdI ha manifestato l'apertura del partito a valutare modifiche condivise, lamentando tuttavia un atteggiamento di totale chiusura da parte delle minoranze: "Ci aspetteremmo dalle opposizioni un confronto costruttivo nel merito, anche se percepiamo dall'altra parte un approccio rigido. Ed è un peccato".
Legge elettorale, Candiani (Lega): "Riforma complessa, ma la stabilità vale il prezzo politico per la maggioranza"
Ospite a Start su Sky TG24, l'esponente della Lega Stefano Candiani ha difeso la scelta del centrodestra di riformare la legge elettorale, ammettendo che mantenere lo status quo sarebbe stato più facile e privo di polemiche, ma avrebbe perpetuato i rischi di instabilità del Paese. Secondo Candiani, l'obiettivo del nuovo testo è quello di garantire la governabilità a prescindere da chi vincerà le elezioni. Il parlamentare ha poi respinto le critiche, accusando parte delle opposizioni di voler sfruttare i vantaggi della modifica della norma lasciando interamente sulle spalle della maggioranza il prezzo politico della riforma.
De Cristofaro (Avs): "La destra occupa Rai Parlamento per controllare le elezioni"
Il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra, Peppe De Cristofaro, ha attaccato duramente i vertici della televisione pubblica e la maggioranza di governo, denunciando il presunto piano di sostituire l'attuale direttore di Rai Parlamento, Giuseppe Carboni, con una figura vicina a Fratelli d'Italia. Secondo l'esponente dell'opposizione, la mossa punterebbe a blindare una testata chiave proprio in vista della prossima campagna elettorale: "La destra si sta preparando alla prossima tornata. Ecco che la sostituzione del direttore Carboni diventa funzionale proprio in vista del voto politico. Rai Parlamento riveste un'importanza fondamentale nelle campagne elettorali e referendarie, organizza le tribune e i dibattiti. La destra vuole in questo modo controllare l’informazione elettorale". De Cristofaro, che siede anche in commissione di Vigilanza Rai, ha descritto l'episodio come l'ennesimo tassello di una strategia di occupazione sistematica degli spazi informativi da parte di quella che ha ribattezzato "TeleMeloni", e ha formalmente chiesto ai vertici aziendali di smentire l'indiscrezione per tutelare il pluralismo residuo del servizio pubblico.
Migranti, Ricciardi (M5S): "Paese in ginocchio e il governo si occupa di 125 rimpatri"
Durante il dibattito alla Camera, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Riccardo Ricciardi, ha contestato duramente le priorità dell'esecutivo, accusando la maggioranza di paralizzare i lavori parlamentari su provvedimenti giudicati marginali rispetto alle reali emergenze economiche e sociali del Paese. Il deputato pentastellato ha ridimensionato l'impatto delle misure sull'immigrazione in discussione a Montecitorio, ponendolo in netto contrasto con la crisi della sanità e il caro energia: "Stiamo parlando di un provvedimento che, se va a gonfie vele, riguarderà 125 rimpatri all'anno. Abbiamo un Paese in ginocchio, ci sono persone che non riescono a curarsi e bollette che stanno esplodendo. Non è possibile occupare Montecitorio per parlare di queste scemenze mentre c'è un Paese che grida aiuto". Nel corso del suo intervento, Ricciardi non ha risparmiato una dura stoccata politica ai parlamentari protagonisti dei recenti cambi di casacca, accusando apertamente chi ha voltato le spalle al proprio mandato elettorale trasferendosi da un partito all'altro unicamente per conservare la poltrona.
Legge elettorale, Bonetti (Azione): "Le preferenze escludono donne e giovani, attenti al listone degli estremisti"
Ospite a Start su Sky TG24, la presidente di Azione Elena Bonetti ha bocciato l'ipotesi di reintrodurre le preferenze nella riforma elettorale, definendole uno strumento penalizzante per il rinnovamento della classe politica. L'ex ministra delle Pari Opportunità ha sottolineato come i dati dei consigli regionali dimostrino che questo sistema tenga di fatto fuori dalle istituzioni le donne e i giovani, difendendo invece il meccanismo di alternanza di genere previsto dal Rosatellum. Bonetti ha poi espresso una dura critica verso l'architettura della nuova legge elettorale, giudicando "abnorme" il funzionamento dei maxi-listini per il premio di maggioranza. Secondo l'esponente di Azione, questo sistema costringerà i cittadini a votare indirettamente anche le ali radicali delle coalizioni, citando i "vannacciani" a destra e Potere al Popolo a sinistra, pur di garantire i seggi necessari alla vittoria. Di fronte a questo scenario, la presidente del partito ha annunciato una proposta autonoma di centro per allargare l'area moderata e scardinare l'attuale bipolarismo.