Campo largo in piazza a Napoli: “Mai più divisi, cambieremo il Paese e andremo al governo”

I leader del campo largo si sono riuniti a Napoli per rilanciare l’unità dell’opposizione e presentare i punti chiave su salario minimo e sanità. Tra le dichiarazioni programmatiche dei vertici sul palco, l’iniziativa ha registrato anche la contestazione di Potere al Popolo contro il sindaco Manfredi, che ha suscitato la ferma reazione della coalizione e anche il successivo messaggio di solidarietà di Meloni.
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La manifestazione del campo progressista, intitolata "Al lavoro per cambiare l'Italia", si è aperta in piazza del Gesù, a Napoli, davanti a circa trecento persone. Poco prima degli interventi ufficiali dal palco, c'è stato un piccolo cambio di programma: gli attivisti del Movimento 7 novembre, storico gruppo di disoccupati della città, si sono radunati sotto la struttura per chiedere un confronto immediato. Giuseppe Conte e Roberto Fico si sono quindi trattenuti a parlare direttamente con una delegazione dei manifestanti. Il colloquio si è svolto in un clima assolutamente disteso e si è concluso poi con un esito positivo per entrambe le parti, permettendo così alla manifestazione di partire regolarmente.

"Al governo con un'alleanza per la Costituzione"

Prima di salire sul palco, i rappresentanti dei partiti hanno espresso ai giornalisti sul posto le proprie posizioni sulle priorità nazionali. Conte ha descritto l'azione del governo Meloni come fallimentare sui temi della sanità pubblica, della sicurezza e del contrasto al rincaro energetico. E ha poi invitato la presidenza del Consiglio a chiarire dove verranno reperiti i 19 miliardi di euro previsti per la prossima manovra finanziaria, accusando l'esecutivo di tutelare gli interessi dei gruppi bancari e dell'industria bellica anziché sostenere le famiglie impoverite dalla pressione fiscale.

Il portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, ha concentrato il suo intervento sulla necessità di costruire un'alternativa basata sulla sanità e sulla gestione della crisi climatica, criticando la linea del vertice Nato di Ankara incentrata sul riarmo. Sollecitato sull'assenza di sigle come Italia Viva e Azione, Bonelli ha precisato che la coalizione non ha posto veti su nessuno, ma ha ribadito l'importanza di convergere su un programma chiaro, lontano dalle logiche di palazzo.

La contestazione al sindaco Manfredi e le risposte dal palco

La tensione politica si è riaccesa nel momento in cui ha preso la parola il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Durante il suo discorso, alcuni esponenti di Potere al Popolo presenti in piazza hanno infatti interrotto il primo cittadino urlando slogan di dissenso. L'episodio ha innescato le reazioni immediate dei leader della coalizione: Fico ha preso la parola per moderare i toni, definendo "legittime le critiche in un contesto democratico" ma esortando a "mantenere il confronto sui contenuti amministrativi". Più severo è stato il commento di Bonelli, che ha liquidato l'interruzione come una provocazione inaccettabile che finisce per avvantaggiare proprio i fascisti. Sulla stessa linea, Nicola Fratoianni ha sottolineato la legittimità della protesta, esprimendo tuttavia stupore per la scelta di prendere di mira l'opposizione unita anziché contestare le politiche del governo in carica.

A distanza, è arrivata poi la nota ufficiale del portavoce di Potere al Popolo, Giuliano Granato, che ha spiegato le ragioni del dissenso in piazza. Secondo Granato, l'asse tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle non rappresenterebbe "una vera svolta", poiché nelle città amministrate dal centrosinistra, come Milano e la stessa Napoli, si favorirebbero le speculazioni immobiliari. Il portavoce ha criticato anche la mancata applicazione della delibera sul salario minimo per i lavoratori degli appalti comunali a Napoli, l'esclusione di una tassa patrimoniale e la presenza nella coalizione di posizioni favorevoli al riarmo.

I punti del programma

Ripresi i comizi, i leader hanno illustrato le linee guida della proposta comune: Conte ha annunciato che l'introduzione del salario minimo legale sarà la prima misura di un futuro governo guidato dalle attuali opposizioni, sottolineando il dato sui bassi stipendi reali in Italia. Sul piano internazionale, l'ex premier ha contestato la gestione dei rapporti con Mosca, ritenendo che il pericolo russo venga enfatizzato per giustificare le spese militari. Fratoianni ha aggiunto che le proposte di legge depositate alle Camere contengono già le linee programmatiche dell'alleanza, che prevede il taglio di 45 miliardi di euro di spese per la difesa da ridistribuire sulla stabilizzazione dei precari e sull'aumento dei salari, proclamando la stabilità della coalizione.

L'intervento di Schlein e la solidarietà di Meloni dopo le contestazioni

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha concluso la serata focalizzandosi sul valore strategico della compattezza interna. Poi, ha promesso che le forze progressiste rimarranno fermamente unite per costruire una proposta alternativa basata sull'ascolto delle realtà sociali e sul superamento delle disuguaglianze, evitando nuove frammentazioni che favorirebbero la maggioranza. La leader del Pd ha inoltre rivolto un duro attacco al centrodestra, sostenendo che dopo quattro anni di gestione il Paese non abbia registrato miglioramenti strutturali, e ha contestato i recenti tavoli della maggioranza sulla riforma elettorale, interpretati come un sintomo della preoccupazione di perdere le prossime elezioni.

A margine dell'evento, sugli episodi di tensione in piazza è intervenuta tramite i social anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha espresso la propria solidarietà ai leader e agli esponenti del campo largo contestati da Potere al Popolo, condannando il tentativo di impedire il regolare svolgimento del comizio e sottolineando che la libertà di organizzare e svolgere una manifestazione politica è un principio fondamentale che deve valere sempre e per tutti", che il governo "continuerà a difendere senza esitazioni e senza doppi standard".

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