Perché non c’era Italia Viva al vertice del campo largo

Con una foto pubblicata ieri sera sui social, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno ufficializzato la loro corsa, assieme, vero le politiche. Assenti nel selfie i leader centristi, Matteo Renzi e Riccardo Magi. "Ci siamo noi, perché abbiamo lavorato costantemente, con un certo affiatamento", si è affrettato a spiegare il presidente del Movimento 5 Stelle. Ma l'assenza ha scatenato reazioni da più parti.
"Renzi era sotto il tavolo?", ha commentato ironicamente il segretario di Azione, Carlo Calenda. "Carlo, no. Renzi non è sotto il tavolo. Non tutti fanno politica come piace fare a te", gli ha risposto prontamente il senatore di Italia Viva, Ivan Scalfarotto.
Alla fine è intervenuto direttamente il leader di Iv. "Per tutto il pomeriggio i giornalisti ci hanno chiamato chiedendo se siamo arrabbiati perché non siamo nella foto di Schlein, Bonelli, Conte, Fratoianni. E perché dovremmo essere arrabbiati? Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra che ha un consenso importante nel Paese, ma insufficiente a vincere e insufficiente a governare", ha spiegato.
Renzi insomma, dice di non essersela presa più di tanto perché lui rappresenta l'area riformista del centrosinistra. Le sue parole però lasciano intendere altro. "Non abbiamo le stesse idee dei protagonisti di questa foto su molti temi: dal garantismo alla crescita economica, dall'energia all'Europa. Loro vogliono costituire un nucleo di sinistra-sinistra stretto nella coalizione e hanno tutto il diritto di farlo. Noi siamo un'altra cosa e pensiamo che senza una componente riformista la sinistra non vincerà mai".
"Però – ha aggiunto – davanti al governo Meloni-Salvini-Vannacci pensiamo che sia giusto costruire un'alleanza programmatica. Ci proveremo, fino alla fine. Non saremo mai come i protagonisti di questa foto ma possiamo fare un accordo sui contenuti per evitare che rivinca la peggiore destra che l'Italia abbia mai avuto. A noi non preoccupa questa foto: preoccupa la foto di un sovranista al Quirinale. Perché noi siamo quelli che hanno eletto Sergio Mattarella, non un sovranista: noi abbiamo combattuto la destra populista, non ci abbiamo fatto un governo insieme".
Il centrosinistra "ha perso nel 2022 perché si è diviso. Se nel 2027 sarà unito, vinceremo; altrimenti tornerà al potere la destra. C'è una richiesta di unità del popolo del centrosinistra che noi non lasceremo cadere nel vuoto". Infine, l'avvertimento ai colleghi: "Se qualcuno vorrà rompere, si assumerà la responsabilità di spiegarlo agli elettori: nel frattempo ci troverete in campagna elettorale a spiegare perché un'alternativa a Meloni-Salvini-Vannacci è possibile. E anche necessaria".
I toni di Riccardo Magi sono più pacati. "Il tavolo sul programma della coalizione sarà a settembre, mi pare fisiologico che intanto ci siano iniziative comuni tra le forze che su alcuni punti sono meno distanti", ha dichiarato. "Noi siamo quelli che hanno delle posizioni più chiare e intransigenti su alcuni temi fondamentali che andranno affrontati con serietà e senza scorciatoie".
Le trattative dunque sono in corso. Ma l'asse Pd-M5s-Avs sembra già ben collaudato. D'altronde, in più occasioni durante questa legislatura, i tra partiti hanno presentato proposte, disegni di legge, mozioni e risoluzioni unitarie.
L'ingresso di Renzi in coalizione non è scontato. Soprattutto dopo i trascorsi con Conte. "L'obiettivo primo è cambiare l'Italia. Sicuramente c'è un problema di affidabilità dei compagni di viaggio", ha spiegato il leader dei 5s. "Non dobbiamo creare un'accozzaglia, un caravanserraglio, perché altrimenti si vincono le elezioni e poi ci si scioglie come neve al sole".
Una parte del campo largo non nasconde i suoi dubbi nei confronti di Italia Viva. "Bisogna costruire un progetto – ha proseguito Conte – e vedere poi se allargare a chi e come, ma con garanzie e paletti se si dovesse arrivare ad allargare. La foto di oggi ci dice che in questo momento il progetto è in mano a forze che si sono predisposte a lavorare insieme. Tutto quello che verrà non lo do per scontato, sarò il primo a pormi il problema della durata e della stabilità del governo".
Per Nicola Fratoianni invece, "è normale che le forze politiche che hanno una maggiore responsabilità, anche per una ragione matematica, si assumano l'onere di fare un passo avanti. Pd, M5S e Avs oggi rappresentano circa il 42% dei consensi secondo tutte le rilevazioni disponibili e sono le tre forze più grandi dell'opposizione".
Nei sondaggi Iv vale appena il 2-2,5%. "Questo non significa avere più potere o considerarsi più importanti degli altri. Significa assumersi una responsabilità maggiore. Sono le tre forze che in questi anni hanno costruito una maggiore convergenza su moltissime questioni", ha concluso il portavoce di Avs.