"Il concorso si farà, le date sono in Gazzetta Ufficiale", ha detto la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina. Nessun passo indietro, quindi, da parte del ministero dell'Istruzione sul concorso straordinario per i docenti. Nonostante le polemiche anche all'interno della maggioranza. Il Partito democratico, infatti, aveva chiesto di rinviare il concorso almeno a Natale, così da garantire agli studenti un minimo di continuità posticipando il tutto di tre mesi. "Il Ministero ha lavorato nelle scorse settimane per garantire la distribuzione dei candidati nelle aule per tutto il territorio nazionale, procedendo al reperimento di tutte le postazioni necessarie. Ciò eviterà qualsiasi forma di assembramento dei candidati", ha replicato il Miur. 

Che ha anche annunciato che nei prossimi giorni sarà diffuso un protocollo apposito, che specificherà come assicurare che il concorso straordinario si svolga in assoluta sicurezza. Si inizierà il 22 ottobre: questa la data della prova scritta per i docenti con almeno tre anni di servizio alle spalle. Si contenderanno 32 mila posti a tempo indeterminato. Le prove continueranno fino a metà novembre, in modo scaglionato. Intanto si cercano le aule informatiche disponibili nelle scuole. Secondo alcune indiscrezioni di stampa dovrebbero essere utilizzate circa 4.500 classi e impegnate 1.500 scuole. I candidati saranno disposti in 8 o 9 per aula, a 3 metri di distanza l'uno dall'altro.

Anche se non si sono esaurite le polemiche per un rinvio del concorso, il ministero ha fretta di reperire nuovi insegnati. Infatti, oltre alla difficoltà della riapertura delle scuole, l'anno scolastico è anche iniziato facendo fronte a un'importante carenza di docenti. Secondo una stima di un sindacato dei docenti mancherebbero fino a 180 mila insegnanti. Anche prima dell'epidemia gli anni scolastici sono sempre iniziati con qualche difficoltà di coprire tutte le cattedre, ma quest'anno oltre che con i pensionamenti si deve fare i conti anche con le richieste degli over 55 con patologie pregresse che hanno deciso di astenersi dalla didattica in presenza visto il rischio contagio.