Pirondini (M5s): “Meloni odia la Costituzione, fa propaganda su Youssef Siher per tenersi la poltrona”
Il caso di Youssef Siher, ricercatore indagato per istigazione a delinquere per la creazione della chat Movimento 17 ottobre, ha sollevato fin da subito le accuse della destra e del governo Meloni. Quando la gip di Milano Tiziana Landoni l'ha scarcerato, ritenendo che non ci fossero gli estremi per la custodia cautelare in carcere mentre l'indagine è in corso, la reazione di Giorgia Meloni e di tutto il governo è stata ancora più dura. Fanpage.it ha intervistato Luca Pirondini, capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato, per commentare la risposta dell'esecutivo.
Senatore, lei ha affermato che Meloni vuole uno “Stato di polizia” invece di uno Stato di diritto. È questa la posta in gioco alle prossime elezioni, secondo voi?
Sì, tra le varie poste in gioco questa è una delle più pesanti. Quello di Meloni non è solo un attacco alla magistratura, in piena tradizione berlusconiana, ma è un attacco alla Costituzione, verso la quale Meloni e Fratelli d'Italia covano un odio che è insito nella loro storia politica.
Ci hanno provato con una riforma della giustizia che gli italiani hanno rispedito al mittente. Peraltro ci hanno raccontato la frottola della necessità di separare le carriere perché i gip sarebbero succubi dei pm. Questa pronuncia dimostra esattamente il contrario e che Giorgia Meloni, come al solito, mentiva.
In effetti, la giudice ha negato la convalida del fermo in carcere richiesto dalla Procura, ovvero ha agito in autonomia rispetto agli inquirenti. È proprio ciò che il governo chiedeva di enfatizzare con la separazione delle carriere. Un altro cortocircuito?
Sì, l'ennesimo. Che dimostra che tutta l'azione di questo governo ha come unico obiettivo la propaganda. E che dimostra che questo Paese tutto può permettersi fuorché altri cinque anni con questo governo in carica. Tra l'altro siamo di fronte all'ennesima arma di distrazione di massa, mentre gli autotrasportatori continuano a protestare, il caro vita resta soffocante e sempre più italiani rinunciano non solo a viaggiare o a cenare fuori, ma addirittura a curarsi. Come campo progressista abbiamo la responsabilità enorme di rimettere in piedi questo Paese dopo cinque anni di fallimenti. Siamo pronti.
Meloni nel suo video social ha dato una versione falsa dei fatti, dicendo che la chat che Siher avrebbe aperto aveva incitato a organizzare le manifestazioni del 17 ottobre. In realtà, la chat è nata solo dop le manifestazioni. Quando in conferenza stampa le è stato chiesto conto dell'errore, Meloni si è scusata con tono infastidito e ha accusato i giornalisti di voler “difendere” Siher. Il video originale è ancora online, senza correzioni. È il sintomo di un attacco alle istituzioni che va dalla magistratura alla stampa?
Rientra tutto nella la sua strategia di picconare i principi costituzionali. Quello della disinformazione è uno dei terreni preferiti da Meloni. Prende una notizia che le fa comodo, la fa diventare virale anche grazie ai giornali di Angelucci e a TeleMeloni, fa montare il caso politico e mediatico e poi fa un video sui social per metterci il cappello. Poi quando qualcosa va storto è il meccanismo si inceppa, lei va in tilt e attacca personalmente magistrati e giornalisti.
Allo stesso modo, insabbia le notizie scomode per lei e per il suo partito. Avete sentito per caso qualcosa sullo scandalo enorme legato ai fondi per il sisma nelle Marche su Rai e Mediaset? Avete sentito una sua dichiarazione in merito?
Pensa che vedremo episodi di questo tipo più frequentemente con l'inizio della campagna elettorale?
Ovviamente sì. Giorgia Meloni ha una paura devastante di perdere la poltrona e si appiglierà a tutto in questi mesi. A tutto.
Da destra sono arrivati anche attacchi diretti alla giudice che ha seguito la vicenda, come era avvenuto anche con la giudice Iolanda Apostolico. Si aspetta che anche partiti ed esponenti di governo si uniscano all’attacco personale nei suoi confronti?
Mi aspetto di tutto. La delegittimazione personale fa parte del loro modus operandi.
Anche il ministro Tajani ha condannato la decisione, dicendo che nel caso Siher c’erano “reati comprovati” e che essere garantista significa che “chi è colpevole deve andare dentro e chi è innocente deve stare fuori”. Lo scontro istituzionale parte anche dalle forze del centrodestra che si presentano, appunto, come garantiste. Un brutto segno?
È fantastico vedere che quando gli fa comodo parlino di "reati comprovati", quando invece è coinvolto uno di loro ci vanno coi guanti di velluto e parlano di garantismo. Perché non tirano fuori le chat tra Delmastro e un prestanome della camorra come Caroccia?