"Io lo dico oggi a quei senatori che dovranno scegliere se mandarmi a processo o no: mandatemi a processo, mandatemi a processo, mandatemi a processo, perché con me verrà processato il popolo italiano" così, parlando del caso Gregoretti, Matteo Salvini si è rivolto alla platea che lo ascoltava nel corso di un comizio organizzato oggi pomeriggio dalla Lega a Maranello, in provincia di Modena per la campagna elettorale delle elezioni regionali in Emilia Romagna in programma il prossimo 26 gennaio  "Ve lo chiedo formalmente, mandatemi a processo" ha ribadito il leader leghista, aggiungendo scherzosamente: “Se devo andare a processo io ci vado, al massimo mi verrete a trovare alla Dozza (carcere di Bologna, ndr)".

"Chi mi ritiene un criminale mi mandi a processo ma trovi anche un tribunale bello grande perché con me ci saranno milioni di uomini e donne liberi di questo Paese. Se devo andare a processo e in galera per aver difeso un'idea ci vado a testa alta" ha proseguito ancora Salvini acclamato dalla piazza al grido "Matteo, Matteo". "Spero solo non mi portino al carcere di Reggio perché è indegno" ha aggiunto ancora il segretario della Lega. "In un paese normale il giudice mi offrirebbe caffè. In un qualsiasi paese del mondo il giudice avrebbe chiuso il fascicolo, dandomi una pacca sulla spalla e offrendomi un caffè per avere difeso il proprio Paese.  Spero di trovarmi davanti ad un giudice e dire di avere bloccato una barca in attesa che cinque Paesi e i Vescovi si facessero carico" ha concluso Salvini.

Per il caso di nave Gregoretti  quando da Ministro dell'Interno impedì di sbarcare all'imbarcazione della Guardia Costiera piena di migranti raccolti in mare,  Matteo Salvini è accusato di sequestro di persona. Sul caso è chiamato a esprimersi il Senato che darà il proprio parere il prossimo 20 gennaio. Un voto su cui i vari schieramenti politici si sono divisi tra chi parla di una persecuzione e chi di semplici accertamenti della magistratura. "Quello della Gregoretti fu un atto di propaganda. Quindi non c'entra niente con il caso Diciotti e bisogna far valutare quell'atto dagli inquirenti. Da vicepremier mi sono autodenunciato per la Diciotti perché l'Europa non voleva prendere migranti. Un anno dopo ridistribuiva in automatico" ha dichiarato ad esempio il leader del M5s Luigi Di Maio. "Noi non abbiamo alcuna volontà persecutoria a prescindere rispetto a Salvini, perché gli avversari si sconfiggono con la politica e non con le manette" ha commentato invece il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti.