Il leader di Azione, Carlo Calenda, definisce le priorità del suo partito: la sanità e l’istruzione. Intervistato dal direttore di Fanpage.it, Francesco Piccinini, Calenda sottolinea le questioni ritenuti più urgenti da affrontare: “Oggi come Stato dobbiamo curare le persone, perché nel Meridione le liste d’attesa sono un disastro planetario. Il diritto alla salute è il primo diritto del welfare. E dall’altro lato l’istruzione: il tempo pieno va fatto in tutte le scuole. Al Sud molte famiglie non vogliono il tempo pieno, ma deve essere obbligatorio perché i ragazzi vanno accuditi nel pomeriggio, bisogna farli leggere, fargli fare sport e questo è compito dello Stato”. Il terzo tema è quello della sicurezza, su cui però l’intervento da fare è minore: “Noi investiamo in sicurezza quanto gli altri Stati ma molto meno in sanità e istruzione”.

Di priorità però ce ne sono anche altre, a partire dal tema del lavoro e da quello delle tasse: “La diminuzione della pressione fiscale può avvenire solo attraverso il recupero dell’evasione: ogni euro recuperato dalle tasse va in un taglio delle tasse, con un vincolo di destinazione per legge. L’evasione si combatte con l’incrocio delle banche dati. Si può sconfiggere, non lo si vuole fare. Perché le banche dati ti consentono di recuperare 50 miliardi di euro l’anno”. E tornando sulla centralità dell’istruzione il leader di Azione spiega perché deve essere la priorità assoluta: “Non possiamo accettare di essere il Paese più ignorante dell’Occidente, questa è un’urgenza assoluta”. E tutti questi interventi, secondo Calenda, servono per ristabilire un principio di fiducia per evitare che il Paese, in “sei mesi, un anno o un anno e mezzo salti per area”.

‘I mostri’ secondo Carlo Calenda

In questi giorni è stato pubblicato il libro ‘I mostri’ di Calenda. Un titolo di cui lui stesso spiega il significato, sottolineando che i mostri sono tutti quei pezzi della democrazia pluralista, quindi non solo la politica, che hanno portato alla “degenerazione di tutto il sistema”. Sono tanti pezzi che hanno “generato dei mostri”. I mostri della politica, ma anche dei media per esempio. Che si riflettono sui cittadini: “La prima cosa da fare è una gigantesca opera di educazione istituzionale, che non va fatta solo a scuola ma anche sugli adulti, perché altrimenti la gente vota senza sapere di chi è la responsabilità delle cose. Se no la politica diventa X Factor, il Grande Fratello, voti chi ti sta simpatico”.

Cosa deve fare la politica

Per uscire da questa situazione è necessario “affermare che il ruolo della politica è la gestione delle cose, fare 500 leggi che riformano non serve a niente. Se ne esce con una politica diversa, che è capace di dire di un provvedimento di un avversario che è un buon provvedimento se lo è. Non mi faccio trascinare in uno scontro adolescenziale in cui tutto ciò che fa il mio avversario è negativo e tutto ciò che faccio io è buono”. Poi Calenda commenta lo slogan “prima gli italiani”, che a suo parere non è “sbagliato, ma è ovvio”. Perché “il Paese lo gestisci per i tuoi cittadini e questo slogan ha funzionato solo perché dall’altra parte la sinistra gli ha detto che devi gestire nell’interesse dell’umanità”. D’altronde, ricorda il leader di Azione, anche quando si giura da ministro lo si fa nell’interesse della nazione e del popolo italiano.

Per Calenda non è vero che “l’Italia non può essere governata. L’immagine che danno i politici quando vanno al governo è di dire che io vorrei fare delle cose, ma l’Europa o la burocrazia non me lo fanno fare. Io sono stato al governo e ho fatto tutto quello che volevo fare, può essere giusto o sbagliato, ma sono sempre riuscito a fare le cose. Perché? Perché l’ho gestita la burocrazia: il 90% del tempo era dedicato a gestire, non a fare nuovi leggi o fare 25 riforme”. Quindi la politica deve soprattutto gestire, per la maggior parte del tempo, come avviene nelle aziende, secondo l’ex ministro dello Sviluppo economico.

Calenda: questa maggioranza non può farcela

Secondo il leader di Azione questa maggioranza non può farcela a cambiare davvero il Paese: “Ma no, figuriamoci. Questa maggioranza è indecisa su tutto, se prendere 36 miliardi per la sanità, non riesce a dare garanzia all’impresa tranne che alla Fiat con una operazione agghiacciante e come al solito abbiamo piegato la testa. È finita. Conte può gestire questa condizione dell’Italia con la sua retorica perché non dice mai niente? Non si capisce nulla di quello che vuole fare. Siamo un Paese in cui vince sempre il conflitto istituzionale e questa melliflua retorica che copre tutto ci uccide. Questo governo è solo un passaggio sulla via della decadenza iniziata da 30 anni”. E non serve rottamare questo Paese, perché “è già tutto rottamato: qui c’è solo da ricostruire, vanno rottamati solo il linguaggio e i finti conflitti”, conclude Calenda.