Anche Matteo Renzi, presentando il suo nuovo libro "La mossa del cavallo" a San Benedetto del Tronto, interviene sul Meccanismo europeo di stabilità. E avverte: "Chi non vuole il Mes sappia che arriva la patrimoniale. Il Mes è l'argine della patrimoniale". Quindi afferma: "Silvio Berlusconi è uno che pensa agli italiani, perché dice sì al Mes, anche se riconosco che ha perso una grande occasione di modernizzare il Paese quando è stato premier e aveva un consenso enorme". E proprio sul leader di Forza Italia, tornato al centro dell'attenzione mediatica a causa dell'audio emerso in merito al processo per frode fiscale sui diritti Mediaset, risalente al 2013, afferma: "Berlusconi in modo legittimo ma un po' spavaldo ha registrato questo audio, non sono in grado di capire se ha ragione o torto ma certamente va fatta chiarezza. Chi ha un ruolo istituzionale chiarisca, mi colpisce il silenzio su Berlusconi".

A proposito, invece, del passaggio del senatore Vincenzo Carbone proprio dal partito del Cavaliere a Italia Viva, Renzi commenta: "In Parlamento ci sono senatori da Forza Italia, da Leu e dal M5s che vengono da noi perché ci dicono che vogliono continuare a lavorare e fare bene per il Paese. Italia Viva è il pilastro della legislatura". Quindi rivendica: "Se non ci fossimo stati noi adesso ci troveremo Salvini premier e chissà chi avremmo potuto ritrovarci come presidente della Repubblica. Finché ci siamo noi, dura la legislatura".

Proprio sugli equilibri, spesso complicati, tra le forze di maggioranza e il fondo Salva Stati, qualche giorno fa l'ex presidente del Consiglio, rivolgendosi al Movimento Cinque Stelle, ha scritto su Facebook: "Avete presente gli 80 euro? Li chiamavano ‘mancia elettorale’. Dopo anni di critiche ci hanno messo qualche euro in più ed è diventata la loro ‘grande rivoluzione’. Con il Mes andrà allo stesso modo. Si inventeranno qualcosa per renderlo digeribile sui giornali. Ma la sostanza è che quei soldi ci servono, punto. E li prenderemo. Questa è politica, non populismo".