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Test falsificati, risposte suggerite, esami copiati: gli audio che svelano la truffa dei concorsi OSS

Le registrazioni audio di numerosi esami negli enti di formazione privata svelano brogli e anomalie. Risposte suggerite e candidati che non conoscono nemmeno le basi della professione. Per due anni un membro di commissione ha raccolto le prove dei corsi truffa.
A cura di Antonio Musella
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Immaginate di trovarvi in una struttura sanitaria, magari bisognosi di terapie o in degenza, e l'infermiere che deve prendersi cura di voi non sa nemmeno cosa sono i parametri vitali. Oppure immaginate che non conosca la differenza tra l'Alzheimer ed il morbo di Parkinson. O ancora immaginate se non conoscesse quali sono i D.P.C., dispositivi di protezione collettiva. E' lo scenario a cui si potrebbe andare incontro in Campania, alla luce di quello che vi racconteremo sulle modalità di svolgimento dei corsi di formazione professionale per O.S.S., ovvero gli operatori socio sanitari, figure indispensabili nella sanità pubblica ed in quella privata. Il titolo di OSS si consegue dopo un corso di formazione erogato dai centri di formazione professionale privati. Un membro di commissione d'esame che ha valutato gli aspiranti O.S.S., ha registrato gli audio degli esami per circa due anni, tra il 2024 ed il 2025, allarmato dalla scarsa preparazione dei candidati. L'esito degli esami è stato positivo anche davanti a casi di gravissima impreparazione, come quelli che vi abbiamo elencato sopra. La nostra fonte ha realizzato un vero e proprio dossier che è stato consegnato a Fanpage.it e che lancia un allarme gravissimo sul funzionamento dei corsi di formazione professionale, aggravato dal fatto che i candidati, del tutto impreparati, hanno conseguito il titolo e quindi oggi potrebbero lavorare a stretto contatto con i pazienti. Un'inchiesta che lascia sbigottiti e che evidenzia la necessità immediata di controlli approfonditi.

Come funzionano i corsi per O.S.S.

Gli enti di formazione privata aprono periodicamente le iscrizioni ai corsi di formazione professionale e quelli dedicati agli O.S.S. sono costantemente tra i più seguiti. Con gli anni questa figura professionale è diventata importantissima nel sistema di assistenza sanitaria. Lavorano nelle R.s.a, nella sanità privata, ma anche nella sanità pubblica, negli ospedali e come liberi professionisti. Si tratta di figure specializzate che conseguono il titolo dopo il corso di formazione che ha una durata superiore ai 12 mesi. Il costo oscilla tra i 2.000 ed i 3.000 euro e prevede lunghe ore di formazione in aula, svolta da docenti qualificati ed esperti, ed anche un periodo di tirocinio presso strutture convenzionate con l'ente di formazione che possono essere pubbliche o private. Si arriva poi all'esame finale che avviene in due fasi, la parte scritta e quella orale, al termine della quale si assegnano i punteggi. Il titolo di operatore socio sanitario è diventato particolarmente richiesto perché permette di accedere a punteggi supplementari nella partecipazione ai concorsi pubblici, oltre ad essere sufficiente di per se per operare la libera professione o per ambire all'impiego nella sanità privata. La commissione esaminatrice è composta da un presidente di commissione e da un segretario, che vengono scelti nella pianta organica della Regione Campania dalla direzione formazione e lavoro, e da altri membri esterni che vengono però scelti dall'ente di formazione privata. Nella commissione esaminatrice l'unico a non avere potere di veto sulle decisioni in sede di esame è il segretario, ed è stato proprio quello il ruolo della nostra fonte. Ha partecipato ad almeno 15 commissione d'esame, con la media di una al mese, nella provincia di Salerno tra il 2023 ed il 2025. Dopo i primi esami ha compreso che nonostante l'impreparazione, talvolta sconcertante, dei candidati, questi venivano comunque promossi. E non c'era solo l'incapacità di rispondere alle domande dell'esame orale, in molti casi la nostra fonte è stata testimone di brogli anche durante la prova scritta, con le risposte esatte dei quiz che venivano lette ad alta voce nell'aula da un membro della commissione o magari da un candidato, dando così la possibilità di copiare per tutti. E così, avendo capito l'andazzo, ha iniziato a registrare le sedute d'esame a cui partecipava come segretario raccogliendo ore ed ore di esami che ha poi consegnato a Fanpage.it.

"Questo non sa nemmeno cos'è la pressione arteriosa", ma viene promosso

Nelle registrazioni degli esami si ascoltano davvero delle cose incredibili. E' il luglio del 2024 e presso un ente di formazione di Sarno, in provincia di Salerno, si tiene l'esame per il corso da O.S.S., ad un candidato viene chiesto cos'è una R.s.a. Il candidato resta in silenzio e fa scena muta. Dopo qualche secondo un membro della commissione, tra quelli scelti dall'ente di formazione, prova ad aiutarlo: "R sta per residenza, S sta per sanitaria, ed A per cosa sta? Secondo te? Molti dicono "anziani" ma invece?". Davanti all'ulteriore silenzio del candidato, l'esaminatore dice: "Assistenziale". Chiudendo in questo modo la risposta. Successivamente gli chiede se conosce l'Alzheimer. Il candidato anche in questo caso fa scena muta per una decina di secondi. "L'hai mai sentita?" chiede l'esaminatore. Davanti alla risposta negativa del candidato, riformula la domanda e chiede: "Cosa comporta l'Alzheimer?". Dopo secondi di silenzio il candidato risponde: "All'allettamento". L'esaminatore controbatte: "No non porta all'allettamento, se non in casi gravissimi, ma ha una particolarità". Il candidato, dal tono della voce, sembra illuminarsi: "Porta ad un tremolio!" risponde. "No quello è il Parkinson, l'Alzheimer porta alla perdita di memoria" replica l'esaminatore. L'esame sta andando molto male, ed allora il membro della commissione gli fa una domanda più semplice: "Cos'è la pressione arteriosa?". Il candidato dopo alcuni secondi di silenzio ammette: "Non lo so". L'esaminatore cambia il tono di voce, è evidentemente seccato: "Mi sai dire i parametri vitali?". Il candidato resta ancora muto. "Ma questa è l'Abc lo sai?" gli dice irritato l'esaminatore. L'esame orale termina, ed il candidato non ha risposto praticamente a nessuna delle semplici domande poste. Ebbene qui ricordare che chi arriva all'esame ha già fatto un tirocinio in una struttura sanitaria, quindi è stato già a contatto, si presume, con i pazienti. La sessione si conclude ma la registrazione continua e gli audio ci restituiscono le lamentele dell'esaminatore al resto della commissione: "In buona coscienza taglierei la testa a tutti quanti, questo non sapeva nemmeno cos'è la pressione arteriosa" si lamenta l'esaminatore, rimettendo al responsabilità dell'esito dell'esame al presidente della commissione. "Se stiamo con il fucile puntato, non va bene" dice il presidente rispondendo alle lamentele. Il candidato sarà incredibilmente promosso. Ma quello del candidato che non sapeva cosa era la pressione arteriosa non è l'unico caso milite di questa sessione d'esame. Ad un altro candidato viene chiesto di illustrare l'arredamento di una stanza di ospedale. Il candidato fa scena muta, allora l'esaminatore prova ad andargli incontro. "Qui cosa vediamo? Un letto no?". Il candidato: "Ah, si il letto". "E poi?" chiede l'esaminatore, ma il candidato resta in silenzio. "Un comodino no?" lo incalza l'esaminatore. "E poi il paziente dove può mettere la sua roba? Pensaci?". Ma niente il candidato resta ancora muto. "Servirà un armadio no?". Esasperato l'esaminatore chiede di parlare dello smaltimento dei rifiuti, ma anche in questo caso il candidato non riesce ad articolare una risposta efficiente. Anche lui sarà promosso. Ad un'altra candidata viene chiesto cosa sono i D.P.C., i dispositivi di protezione collettiva. "Signora ci pensi, guardi bene questa stanza" dice l'esaminatore, ma la candidata resta in silenzio. "Le devo dire io dove guardare? Questo cos'è?" continua l'esaminatore. "Ah, l'estintore" risponde la candidata. "Ne vede altri? Quando incontra una mappa sul muro con la scritta "sei qui" cosa sono quelle?" chiede l'esaminatore. "Ah la scala antincendio" risponde la candidata. Anche lei sarà promossa.

Le domande al candidato: "Fai il cuoco? E come impiatti?"

Nel giugno del 2024 sempre a Sarno si tiene una sessione d'esame per i corsi O.S.A., ovvero operatore socio assistenziale. Ad un candidato viene chiesto da un membro della commissione, tra quelli nominati dall'ente di formazione, come deve comportarsi un'OSA nei confronti dei parenti di un paziente nel fornire consigli pratici. Il candidato resta in silenzio per diversi secondi. A quel punto un membro della commissione gli chiede: "Cosa fai nella vita?". Il candidato risponde: "Il cuoco". Da lì partono lunghi minuti in cui al candidato viene chiesto come impiatta i secondi e che tecnica usa per cucinare. "Qual è la tua specialità?" chiede l'esaminatore. "Io faccio solo i primi" risponde il candidato. "E quando porti a tavola, il piatto lo fai un po' scenico?" chiede l'esaminatore. "Mi chiede dell'impiattamento?" chiede il candidato. "Eh si, per fare una cosa bella, mettici la rucola sotto" dice, incredibilmente, l'esaminatore. E la discussione va avanti così, parlando di primi di pesce e modi di impiattare le portate. Poi l'esaminatore chiede: "Ma perché ti vuoi prendere questo titolo?". Il candidato risponde: "Perché mia mamma dice che può servire". A questo punto l'esaminatore richiede la sola ed unica domanda che concerne il percorso formativo che era stata fatta al candidato: "Come deve comportarsi un'OSA nei confronti dei parenti di un paziente nel dare consigli pratici". Il candidato da una risposta telegrafica: "Deve informarsi sui farmaci che prende il paziente ed alleggerire il lavoro dei familiari". L'esame dura complessivamente poco più di 4 minuti, e di questi per oltre 3 minuti si è parlato dell'attività di cuoco del candidato e di come cucina. Il candidato viene promosso. In questo caso, a differenza del precedente, nessun membro della commissione si lamenta della scarsa preparazione dei candidati. L'incredibile esame di 4 minuti in cui per 3 minuti si è parlato di cucina e gastronomia ha dato al candidato la qualifica di operatore socio assistenziale.

I suggerimenti agli esami scritti

Prima ancora dell'esame orale però i candidati devono sostenere la prova scritta, al termine della quale avviene la correzione e l'assegnazione del punteggio, deciso sempre dal presidente di commissione e dai membri esterni, mentre il segretario deve limitarsi a compilare i verbali. Anche le prove scritte presentano irregolarità. Da come si evince dagli audio raccolti dalla nostra fonte, le risposte vengono suggerite, o da un membro della commissione o in alcuni casi da un candidato che le legge ad alta voce all'aula consentendo a tutti di copiare. La dinamica sembra essere sempre la stessa. Nella registrazione audio dell'esame del maggio 2024 presso  un ente di formazione di Ispani, sempre in provincia di Salerno, si evince chiaramente come le risposte siano suggerite da un membro della commissione. Dopo 5 minuti dall'inizio della prova scritta pone una domanda alla commissione sulla domanda numero 22 del test. Un membro della commissione dice ad alta voce la risposta esatta. Stessa dinamica con la domanda numero 26, pochi minuti dopo. Una candidata chiede esplicitamente la risposta esatta della domanda, e la stessa componente della commissione che aveva già dato la risposta esatta alla domanda 22, ad alta voce indica anche quella per la domanda 26. Complessivamente durante questo esame, tra risposte date ad alta voce ed altre date passando per i banchi, la componente della commissione comunica a tutti i candidati le risposte esatte a ben 7 domande. Dopo queste evidenze, il segretario della commissione, ovvero la nostra fonte, rimprovera l'aula e chiede di far tacere il chiacchiericcio. A questo punto la componente della commissione che aveva suggerito le 7 risposte esatte, chiede alla presidente all'allontanamento del segretario dall'aula. La presidente si oppone ed il segretario chiede di conferire con lei in privato. Gli audio ci raccontano di come il segretario abbia fatto presente che la componente della commissione abbia già suggerito 7 risposte esatte all'aula. La presidente non dice nulla, rientra in aula e richiama tutti al silenzio. La prova scritta termina, ma ormai molte domande erano già state suggerite. Tutti saranno ammessi all'orale.

La proposta di falsificare il test: "E' solo una piccola concessione"

Lo scenario non è diverso nell'esame per O.S.S. del luglio 2024 a Polla, sempre in provincia di Salerno. Il sistema è sempre lo stesso. Si inizia con un membro della commissione che passa tra i banchi, pochi minuti dopo l'avvio della prova scritta, suggerendo le risposte ai candidati. Poi la cosa si fa più esplicita. Un altro componente della commissione risponde alla domanda di una candidata a fornisce a tutti l'opzione esatta della domanda 25. Pochi secondi dopo, stessa cosa, una candidata esprime un dubbio su un'altra domanda, e il componente della commissione dà a tutti la risposta esatta. Passano due o tre minuti e una candidata chiede se ha compreso bene la domanda 18. Lo stesso componente della commissione da, per esclusione, la risposta corretta ad alta voce, ovvero la C. Poco dopo, sempre la stessa persona, chiede a tutti i candidati di non rispondere alla domanda numero 5. "Lasciatela in bianco, è una domanda troppo difficile per un corso da O.S.S.". Il tutto avviene senza che la presidente della commissione intervenga. A pochi minuti dalla fine del tempo, un altro membro della commissione, rispondendo alla sollecitazione di una candidata, fornisce ancora una risposta esatta ad una domanda. Complessivamente saranno 4 le domande suggerite ai candidati più l'invito a non rispondere ad una quinta domanda. Ma alla fine della prova scritta succede un fatto rilevante. Una candidata non avrebbe superato la prova scritta. Rientra in gioco il membro "suggeritore" della commissione, che rivolgendosi al presidente della commissione dice: "C'ho messo io una sigla vicino, me ne prendo io la responsabilità" indicando di aver cambiato le risposte ad un test. A quel punto il segretario e la presidente si oppongono, ribadendo che la candidata deve essere bocciata. A questo punto il membro "suggeritore" della commissione si lancia in un maldestro tentativo di indurre a commettere un illecito. Si avvicina alla presidente e dice: "Di là c'è una signora che vorrebbe farle una proposta particolare". La presidente capisce subito di cosa si tratta: "Se mi vuole chiedere di falsificare atti pubblici non la fate nemmeno venire" risponde seccata. Va così in scena un tira e molla tra il membro della commissione, che chiede di ristampare il foglio del test solo per la candidata bocciata e compilarlo con le risposte giuste, e la presidente che si oppone. "Si tratta solo di una piccola concessione", dice il membro "suggeritore", ma, fortunatamente, la presidente non vuole sentire ragioni.

"Questa gente dovrà curare le persone che stanno male davvero"

La nostra fonte ha consegnato l'intero fascicolo con le registrazioni di 10 esami di questo tipo ai Carabinieri. Molti di questi esami riguardavano l'ambito socio sanitario, quindi corsi di formazione per O.S.S. o O.S.A., altri invece riguardavano "segretario e coordinatore amministrativo", "addetto al servizio ai piani", "operatore dell'infanzia" e "manutentore del verde". Si tratta di corsi fatti per i giovani, per aiutarli a potenziare le loro competenze e trovare lavoro, oppure sono corsi destinati a disoccupati, anche di lunga durata come quelli svolti durante il progetto G.O.L. (garanzia di occupabilità dei lavoratori) svolti con i fondi del PNRR. Insomma, soldi pubblici che servirebbero a formare nuovi lavoratori e non ad alimentare un mercato privato dei titoli senza garantire alcun tipo di competenza. D'altronde se questi sono gli esami, che tipo di competenza dovranno poi avere le persone che conseguono il titolo in questo modo? E' chiaro che quello che è stato registrato dalla nostra fonte è un quadro parziale, siamo certi che non tutti gli enti di formazione professionale operino in questo modo, ma sicuramente quello che abbiamo sentito durante questi esami è davvero scandaloso. "Io ne sono uscito schifato – ci dice la nostra fonte – ho deciso di registrare tutto quando mi sono reso conto che era uno schema che si ripeteva sempre. Per quella che è stata la mia esperienza, la formazione professionale funziona così: se hai pagato l'ente di formazione il titolo lo devi conseguire, indipendentemente dal fatto che tu sia preparato o no". L'aggravante nei corsi per O.S.A. e O.S.S. riguardano il fatto che queste figure dovranno poi occuparsi della cura dei malati: "Questa gente avrà per le mani dei pazienti veri – ci dice la nostra fonte – questa cosa è sconvolgente. Tra l'altro prima ancora di arrivare all'esame, avrebbero dovuto aver fatto un tirocinio obbligatorio, quindi a contatto con i pazienti questi candidati ci sono già stati, e non oso immaginare cosa abbiano combinato". Numerose sono le lettere, in possesso di Fanpage.it, che la nostra fonte ha inviato alla Direzione Generale per l'istruzione, la formazione, il lavoro e le politi che giovanili della Regione Campania. In alcune missive la nostra fonte ha indicato con precisione i casi ed i responsabili delle anomalie. A dire il vero sono anche seguite delle circolari in cui si invitavano le commissioni a maggiori controlli, ma il sistema è rimasto sempre lo stesso. Da lì la decisione di consegnare tutto ai Carabinieri.

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