"Siamo rimasti sorpresi anche noi, ma il giorno dopo delle elezioni è stato un continuo via vai di persone che ci chiedevano i moduli da compilare per ottenere il Reddito di cittadinanza". Lo racconta Valeria Andriano, responsabile della sede Uil di Giovinazzo (Bari) membro della segreteria confederale regionale del sindacato. Il caso è esploso all'indomani del 4 marzo, dopo che proprio nel paesino pugliese si è assistito ad una vittoria schiacciante dei Cinquestelle: qui il M5s ha preso quasi il 40% per la Camera dei Deputati. Ma cosa è accaduto esattamente? Ce lo racconta al telefono Valeria Andriano: "Sono venuti a trovarci soprattutto ragazzi dai 20 ai 30 anni – ci dice – Ma anche padri di famiglia, con figli a carico".

"Abbiamo spiegato che la misura ancora non esiste, che bisogna attendere che il governo si insedi perché diventi operativa, che bisogna trovare ancora la copertura finanziaria e poi ci vogliono i decreti attuativi. Ma abbiamo detto loro che potevano ripiegare sui sostegni economici che esistono già, come il Reddito d'inclusione e il Red, Reddito di Dignità regionale. Ma la cosa che ci ha colpito è che non sono venuti solo nella nostra camera sindacale, ma anche i caf delle altre sigle sindacali sono stati letteralmente assaltati". La notizia è stata diffusa dal Corriere del Mezzogiorno, e offre una fotografia, su piccola scala, dell'aspettativa dei cittadini rispetto alla misura più forte del programma del Movimento, cioè il sussidio economico previsto per chi non lavora e vive in un nucleo familiare che ha un reddito al di sotto della soglia di povertà. Basti pensare che nel collegio uninominale di Molfetta, di cui fa parte appunto Giovinazzo, la candidata Francesca Galizia è stata eletta col 43%. "Erano giovani, di livello medio di scolarizzazione, ma naturalmente erano tutte persone in stato di fragilità economica. In tutto una cinquantina di persone, che tenendo conto del poco tempo che è trascorso dalle elezioni, è comunque un dato allucinante". 

Ma i cittadini di Giovinazzo dovranno aspettare ancora. Secondo alcuni economisti, come Baldini e Daveri, complessivamente il provvedimento costerebbe 29 miliardi, e non 15, come aveva annunciato il m5S. Inoltre, come abbiamo spiegato, la misura non entrerebbe in vigore immediatamente, perché subordinata alla ristrutturazione dei centri per l’impiego, intervento iniziato già in questa legislatura. Lo stesso Di Maio ha più volte chiarito che il reddito di cittadinanza è condizionato. Questa è il passaggio di un'intervista pubblicata su "Linkiesta": "Non diamo soldi a persone per starsene sul divano. Noi vogliamo fare in modo che chi prende sostegno al reddito abbia un rapporto di diritto-dovere con lo Stato. Se hai perso il lavoro, il nostro reddito di cittadinanza ti obbliga a formarti per dei lavori che richiede il centro per l’impiego incrociando domanda e offerta e devi dare 8 ore di lavoro volontario al comune. Il sindaco ha a disposizione gratis per lavori di pubblica utilità tutti quelli che prendono il reddito di cittadinanza. È un meccanismo condizionato che si conclude con una proposta di lavoro che proviene dal centro per l’impiego".