Covid 19
17 Novembre 2020
16:41

Brusaferro (Iss): “Cosa succederà a Natale? Dipenderà da noi. Speriamo di portare l’Rt sotto 1”

Secondo il presidente dell’Istituto superiore di sanità Brusaferro, intervenuto nel corso della conferenza sull’andamento epidemiologico nel nostro Paese, i 21 parametri per il monitoraggio sono un sistema affidabile: “Gli indicatori sono un mix di dati, alcuni dei quali possono essere gestiti in modo tempestivo. Altri indicatori invece richiedono tempo, per esempio il tempo di incubazione”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Oggi si è svolta la conferenza stampa al ministero della Salute, con il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro: "Credo che quando si gestisce un'epidemia sia importante tenere conto di una realtà molto articolata. Per questo bisogna considerare diversi indicatori. Non sono una pagella, ma è un sistema che consente di individuare il rischio, secondo un modello consolidato, sviluppato con l'Ecdc. Il sistema dei 21 indicatori di rischio con cui si valuta la situazione delle singole Regioni è molto articolato, richiede più indicatori per rappresentare nel migliore dei modi la realtà. È un sistema complesso, per via della complessità della struttura della sanità italiana".

A proposito della presunta non tempestività di alcuni dati, e sul fatto che alcune stime non sarebbero attendibili, Brusaferro ha detto: "Gli indicatori sono un mix di dati, alcuni dei quali possono essere gestiti in modo tempestivo. Altri indicatori invece richiedono tempo, per esempio il tempo di incubazione. Quindi l'altro passaggio importante è valutare l'evoluzione di un indicatore nel tempo".

"Oggi non presentiamo dati nuovi sul monitoraggio settimanale che invece presenteremo venerdì", ha affermato ancora il presidente dell'Istituto superiore di sanità Brusaferro, nel corso della conferenza sull'andamento epidemiologico nel nostro Paese.

Il metodo statistico di calcolo di Rt è affidabile, se viene calcolato su un numero di infezioni individuate secondo criteri sufficientemente stabili nel tempo. Lo specifical'Istituto superiore di sanità sul suo sito in un documento sul sistema di valutazione del rischio pubblicato oggi: "Regione per Regione – si legge nel documento – i criteri con cui vengono individuati i casi sintomatici o i criteri con cui vengono ospedalizzati i casi più gravi sono costanti, e il numero di questo tipo di pazienti è quindi strettamente legato alla trasmissibilità del virus".

Al contrario, "l'individuazione delle infezioni asintomatiche dipende molto dalla capacità di effettuare screening e contact-tracing da parte dei dipartimenti di prevenzione e questa può variare nelle diverse fasi epidemiche. Ad esempio, tali capacità aumentano tipicamente quando diminuisce l'incidenza totale della malattia e quindi il carico di lavoro sul sistema sanitario. Come conseguenza, in questo contesto, un maggiore o minore aumento dei casi asintomatici nel tempo non dipende direttamente dalla trasmissibilità del virus".

Per questi motivi, "le stime di R0 ed Rt che forniamo non tengono conto delle infezioni asintomatiche". Si è scelto, pertanto, "di stimare la trasmissibilità di SARS-COV-2 nelle diverse regioni italiane fin da febbraio 2020 a partire dalla curva dei casi sintomatici giornalieri, in quanto meno influenzato dal cambiamento che si è verificato in Italia nelle politiche di accertamento diagnostico su soggetti asintomatici, e sui casi con storia di ospedalizzazione sulla base dei quali vengono realizzate le proiezioni dei tassi di occupazione dei posti letto nei successivi 30 giorni".

"Il calo di Rt dalla metà di ottobre c'è sia guardando Rt dei sintomatici sia le ospedalizzazioni. L'Rt non è ancora sotto 1, quindi l'epidemia è ancora in crescita. Ma c'è una decrescita", ha aggiunto Stefano Merler della fondazione Bruno Kessler.

"Quando l'Rt decelera anche gli altri parametri diminuiscono, come i decessi. Abbiamo bisogno di indicatori precoci. Noi a volte facciamo un errore. Vediamo che l'Rt scende a 1,2, e ci rilassiamo. Se la scorsa settimana avevamo un Rt 1,4, la precedente era a una 1,7. Ma contemporaneamente i casi e i ricoveri continuano a salire. L'Rt che scende è frutto di comportamenti più prudenti, ma l'epidemia continua a crescere", ha detto il direttore generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute Gianni Rezza.

"Le proiezioni più andiamo avanti nel tempo più rischiano di diventare instabili", ha detto poi Brusaferro rispondendo a una domanda sulla possibile persistenza della classificazioni per colori delle Regioni anche a Natale. "Dipende dai nostri comportamenti. Rt sopra 1 vuol dire comunque una crescita di casi. Il nostro obiettivo è portare l'Rt rapidamente sotto l'1. Noi ci auguriamo che i comportamenti delle persone ci portino a uno scenario in cui l'Rt sia ovunque sotto l'1".

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