Manovra 2027

Bonus sanità da 300 euro per over 75 in Manovra, ma in Lombardia una retta RSA costa 2312 euro al mese

A cura di Giulia Renda
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Il voucher sanitario per gli anziani previsto dalla Manovra 2027 vale circa quattro giorni di permanenza in una RSA lombarda, dove il costo medio supera i 76 euro al giorno. La misura non copre direttamente le spese di degenza e lascia irrisolti i nodi dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Intanto, i costi continuano a pesare sulle tasche delle famiglie, in un sistema dove i gestori privati prevalgono.

In legge di Bilancio 300 euro una tantum per gli anziani over 75, quando una permanenza in una residenza sanitaria assistenziale può costare oltre 2.300 euro al mese. Questo è il confronto che emerge guardando alla nuova misura inserita dal governo Meloni nella Manovra 2027 e ai dati sui costi delle RSA. In Lombardia, dove la retta media giornaliera è arrivata a 76,02 euro, il contributo annunciato equivale a poco meno di quattro giorni di permanenza in struttura.

La misura non è un bonus destinato direttamente al pagamento delle rette delle RSA, si tratta di una carta per l'acquisto di beni e prestazioni in ambito sanitario, il cui utilizzo sarà disciplinato da un successivo decreto.

Cosa prevede il bonus spese sanitarie in Manovra 2027 per gli over 75

L'articolo 53 del disegno di legge di Bilancio istituisce un fondo da 1,645 miliardi di euro per il 2027, destinato a finanziare una carta del valore di 300 euro. Potranno beneficiarne le persone che avranno compiuto 75 anni entro il 31 dicembre 2026 e che risultano titolari di trattamenti pensionistici, pensione o assegno sociale, oppure prestazioni per invalidità civile, cecità e sordità, per un importo complessivo non superiore a 28mila euro annui nel 2025.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di una platea potenziale di circa 5,5 milioni di persone, presentando il voucher come un aiuto per sostenere le spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale, comprese quelle farmaceutiche e per le visite specialistiche.

Nel testo, tuttavia, non viene indicato un elenco definitivo delle prestazioni acquistabili. Sarà un decreto del ministero del Lavoro a stabilire le condizioni di accreditamento degli esercizi commerciali, delle strutture sanitarie e dei professionisti presso cui utilizzare la carta.

RSA, quanto costa davvero l'assistenza agli anziani

Per comprendere il peso economico dell'assistenza residenziale basta guardare alla Lombardia. Secondo l'indagine della Fnp Cisl Lombardia pubblicata nel maggio 2026, il costo medio di un posto letto nelle RSA regionali ha raggiunto i 2.312 euro al mese, pari a 76,02 euro al giorno e oltre 27.700 euro all'anno. Le differenze territoriali sono significative, si passa dai circa 60 euro al giorno registrati in alcune strutture dell'ATS Montagna a quasi 98 euro nell'area metropolitana di Milano. Per i posti letto interamente a pagamento si possono superare anche i 100 euro giornalieri.

In questo scenario, i 300 euro del voucher rappresentano appena il 13% circa di una retta mensile media. Ma il problema non si ferma solo alla cifra. Nei posti letto convenzionati con il sistema pubblico, il costo della degenza si divide tra una quota sanitaria sostenuta dalla Regione e una quota sociale o alberghiera a carico dell'ospite. Nei posti letto solventi, invece, l'intera spesa ricade sull'assistito. È proprio questa componente economica che mette spesso in difficoltà le famiglie, costrette a integrare la pensione dell'anziano con i propri risparmi o con il sostegno dei figli.

Un sistema in cui prevalgono le strutture private e le liste d'attesa si allungano

La questione riguarda un sistema assistenziale con una forte presenza di gestori privati. Secondo i dati Istat sulla gestione delle strutture residenziali riferiti al 2023, il 76% dei presidi è affidato a organismi privati, prevalentemente non profit, mentre il 13% è gestito direttamente dal settore pubblico e l‘11% da enti religiosi. In Lombardia la presenza privata è ancora più marcata: delle 738 RSA censite nel 2025 dalla Fnp Cisl, 701 sono private e soltanto 37 pubbliche.

E mentre le famiglie devono fare i conti con rette sempre più elevate, trovare un posto disponibile è un'altra difficoltà. Sempre secondo il report della Fnp Cisl, nel 2025 le domande in lista d'attesa per entrare in una RSA in Lombardia hanno raggiunto quota 121.830, circa 8mila in più rispetto all'anno precedente. Si tratta di domande e non necessariamente di persone distinte, perché uno stesso anziano può presentare richieste a più strutture. Il tasso di occupazione dei posti disponibili supera il 98% e il tempo medio di attesa per l'ingresso è di 116 giorni.

A livello nazionale, l'Istat censisce al 1° gennaio 2024 12.987 presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari, con 425.780 posti letto e quasi 386mila ospiti. Un'offerta che comprende anche servizi destinati a persone con disabilità, minori e altri soggetti fragili, ma nella quale l'assistenza agli anziani non autosufficienti rappresenta una componente centrale.

Un voucher sanitario può risolvere il problema delle RSA?

La nuova carta rappresenta un sostegno economico per una parte della popolazione anziana, ma non interviene direttamente sul costo delle rette delle RSA, sulla disponibilità di nuovi posti letto o sulle liste d'attesa. Inoltre, il ricorso a strutture sanitarie e fornitori accreditati potrà essere disciplinato dal decreto attuativo, non è quindi possibile considerare il voucher un finanziamento diretto agli enti gestori delle case di riposo.

La questione politica resta quella della risposta pubblica alla non autosufficienza. In un Paese in cui l'assistenza agli anziani grava in misura consistente sulle famiglie e si appoggia largamente su strutture gestite da soggetti privati e non profit, un contributo una tantum per le spese sanitarie non equivale a una politica strutturale per garantire assistenza continuativa.

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