Manovra 2027

Bonus mobili ed elettrodomestici 2027: quanto si può risparmiare e cosa cambia con le nuove regole della Manovra

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La legge di Bilancio 2027 proroga la detrazione Irpef del 50% per gli arredi collegati a ristrutturazioni e rinnova il voucher per la rottamazione degli elettrodomestici. Le due agevolazioni presentano modalità di accesso e finalità differenti e risultano tra loro formalmente incompatibili.

La legge di Bilancio per il 2027 conferma il sostegno economico destinato all'acquisto di arredi e apparecchiature per la casa, mantenendo operativi due distinti canali di agevolazione: la detrazione fiscale per l'arredo e il voucher per l'efficienza energetica. Pur operando sul medesimo comparto merceologico, i due strumenti rispondono a logiche fiscali indipendenti, richiedono presupposti amministrativi specifici e non possono essere applicati contestualmente sul medesimo bene.

Condizioni e limiti di spesa per la detrazione Irpef al 50%

Il bonus mobili consiste in una detrazione fiscale Irpef pari al 50% delle spese documentate, da ripartire nella dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali di pari importo. L'accesso allo sgravio resta subordinato all'esecuzione di interventi di recupero del patrimonio edilizio su unità immobiliari residenziali o parti comuni; per gli acquisti perfezionati nel 2027, i relativi lavori di ristrutturazione devono avere una data di inizio non antecedente al 1° gennaio 2026.

Il massimale complessivo di spesa ammesso al beneficio è fissato a 5mila euro, generando una detrazione massima teorica di 2.500 euro. All'interno di tale tetto possono confluire anche i costi accessori di trasporto e montaggio. Il perimetro agevolabile comprende i mobili di arredo tradizionali e i grandi elettrodomestici dotati di etichetta energetica conforme agli standard minimi stabiliti dalla legge: classe non inferiore alla A per i forni, classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, classe F per frigoriferi e congelatori. I pagamenti devono avvenire tramite carta di debito, carta di credito o bonifico ordinario, risultando escluso l'obbligo del bonifico parlante con ritenuta d'acconto.

Modalità di erogazione e requisiti del voucher rottamazione

Su un binario separato opera il contributo gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rifinanziato per il 2027 con una dotazione complessiva di 50 milioni di euro. La misura mira specificamente a incentivare la dismissione di apparecchi energivori attraverso uno sconto diretto sul prezzo d'acquisto, applicato direttamente in fattura dall'esercente fino a una copertura massima del 30% del costo sostenuto.

Il valore del contributo è parametrato alla situazione economica del nucleo familiare: l'importo base ammonta a 100 euro per nucleo, salendo a 200 euro per i richiedenti con certificazione Isee inferiore a 25mila euro. L'accesso al beneficio avviene in via telematica tramite l'applicazione IO, all'interno della quale l'utente genera un buono digitale con validità di quindici giorni, attestando contestualmente l'avvio a smaltimento di un apparecchio appartenente alla medesima categoria commerciale e caratterizzato da una classe energetica inferiore.

Obblighi dei rivenditori e divieto di cumulo tra le due agevolazioni

La gestione del voucher trasferisce specifici adempimenti a carico dei venditori. Una volta superata la finestra utile per l'esercizio del diritto di recesso da parte del cliente, l'esercente deve inserire i dati della fattura sulla piattaforma dedicata di PagoPA e certificare l'avvenuta rottamazione del dispositivo ritirato; il rimborso dello sconto anticipato viene successivamente accreditato tramite bonifico bancario dopo le verifiche di conformità.

Il profilo normativo esclude tassativamente la cumulabilità delle due misure. Il ministero ha chiarito che il voucher rottamazione non è sommabile ad altri sgravi fiscali o contributi erogati per la stessa voce di spesa: l'acquisto di un medesimo grande elettrodomestico non può beneficiare contestualmente dello sconto immediato in cassa e della detrazione decennale Irpef collegata ai lavori edilizi, imponendo all'acquirente la selezione preventiva dell'agevolazione da applicare.

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