Due anni fa augurò una pallottola a Laura Boldrini, ora chiede pubblicamente scusa. "Vorrei porgere le mie più sentite scuse alla Presidente Laura Boldrini. Circa due anni fa ho scritto un post su Facebook rivolgendole queste parole: Mi sa tanto che ha bisogno di una bella pallottola", con queste parole un utente di Facebook, Marco Capasso, di circa 40 anni, inizia il suo messaggio rivolto all'ex presidente della Camera. Non solo un commento di insulti sui social quindi, ma una sorta di minaccia: una delle tante, purtroppo, che i ‘leoni da tastiera' ogni giorno scrivono sui social. Poi spiega il perché di quelle parole: "Era in verità un periodo della mia vita non positivo essendo assai deluso dalla realtà che mi circondava. Ed ho usato la rete in maniera sbagliata. Prometto di non farlo più né verso Laura Boldrini né verso altre persone".

"Sono un uomo tranquillo, odio la violenza e i soprusi, mi piace la musica e l’Arte. Per tentare di riparare, seppur parzialmente, alla volgarità che ho usato nei suoi confronti sono pronto a prestare servizio presso una associazione che si occupa dei diritti dei più deboli. Concludo rinnovando le mie scuse all’On. Boldrini, ma in particolar modo, alla Sig.ra Laura Boldrini in qualità di donna e mamma", conclude Capasso, sottolineando la volontà di girare pagine e di rimediare per il suo gesto.

La vicenda si era conclusa con un patteggiamento fra le due parti, per cui era stato disposto un risarcimento. Ed è proprio Laura Boldrini a raccontare la destinazione di quei soldi nella sua risposta al post di Capasso: "Marco, scuse accettate, soprattutto per il tuo impegno a non ripetere simili azioni non solo nei miei ma anche nei confronti di qualsiasi altra persona. Ho già trovato un’associazione presso la quale potrai prestare servizio per aiutare chi si trova in situazioni di difficoltà e i soldi del tuo risarcimento li destinerò a progetti di educazione civica digitale". Capasso svolgerà il suo servizio presso la comunità di Sant'Egidio.

Odio online, Laura Boldrini dice "basta"

Circa due anni fa, la deputata del Gruppo parlamentare Liberi e Uguali, in un post sulla sua pagina, aveva detto "basta" a insulti e offese online che quotidianamente le venivano rivolte. "Adesso basta. Il tenore di questi commenti ha superato il limite consentito. Ho deciso che d'ora in avanti farò valere i miei diritti nelle sedi opportune. Ho riflettuto a lungo se procedere o meno in questo senso, ma dopo quattro anni e mezzo di quotidiane sconcezze, minacce e messaggi violenti ho pensato che avevo il dovere di prendere questa decisione come donna, come madre e come rappresentante delle istituzioni. E lo farò anche per incoraggiare tutti coloro – specialmente le nostre ragazze e i nostri ragazzi – che subiscono insulti e aggressioni verbali a uscire dal silenzio e denunciare chi usa internet come strumento di prevaricazione", aveva scritto su Facebook.