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30 Dicembre 2016
10:12

Anno 2016, l’era della post-verità e delle bufale che vengono considerate notizie

Nell’anno della cosiddetta “post-verità”, le bufale relative all’ambito politico si sono come moltiplicate e sui social network è ormai normale assistere alla diffusione virale di fake news, che nel giro di poche ore vengono ricondivise da migliaia e migliaia di utenti incapaci di distinguere una notizia da una bufala.
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La diffusione di notizie false – spacciate per assolutamente attendibili – su web e social network allo scopo di screditare politicamente i propri avversari è ormai una pratica molto diffusa, che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede. Il 2016 è stato l'anno della cosiddetta "post-verità", eletta nella sua versione inglese come parola dell'anno dall'Oxford British Dictionary, e proprio in quest'annata che sta per concludersi si è scatenato un ampio dibattito relativo alle fake news e al loro ruolo nella formazione dell'opinione pubblica, tanto da spingere i colossi del Web ad annunciare che presto verranno prese adeguate contromisure per arginare questo fenomeno sempre più in espansione.

Il fenomeno della "post-truth" colpisce in maniera trasversale ormai tutti i Paesi del mondo e nel corso degli ultimi mesi del 2016, soprattutto, è stata più volte avanzata l'ipotesi che proprio la diffusione di queste notizie false abbia in qualche modo modificato il pacifico scorrere degli eventi, soprattutto politici, giocando un ruolo di rilievo nel modellare e forgiare l'opinione pubblica in occasione, per fare gli esempi più noti, del referendum per la Brexit inglese e dell'elezione a presidente degli Stati Uniti d'America di Donald Trump.

Essendo un fenomeno così trasversale, la post-verità l'abbiamo e stiamo continuando a sperimentarla con mano anche in Italia: non è raro, infatti, navigando sui social network, imbattersi in notizie palesemente fake – per le quali basterebbe una veloce verifica delle fonti attraverso Google per scoprire che trattasi di news assolutamente prive di fondamento – che nel giro di pochissime ore vengono condivise da migliaia e migliaia di persone, rimbalzando da una parte all'altra del Web, diventando virali e, proprio grazie a questa carica virale, trasformandosi in news attendibili agli occhi degli utenti meno esperti.

Nel 2016, in Italia, varie sono state le bufale che hanno preso piede sui social network e che sono state considerate assolutamente attendibili da una moltitudine infinita di utenti del Web. Tendenzialmente lanciate e diramate in occasione di eventi controversi, ad esempio terremoti, referendum politici e attentati, le fake news sono strutturate in modo tale da contenere al loro interno parziali notizie d'attualità, che permettono di aumentare il potenziale di diffusione virale della notizia nel corso della giornata, condite da elementi assolutamente fuorvianti, per non dire falsi.

Per rinfrescare un po' la memoria, ecco una carrellata delle migliori fake news diffuse sui social nel 2016:

Boldi interpreterà Berlusconi in un film di Sorrentino

Per cominciare, una bufala più ironica e meno pericolosa: nel settembre del 2016 viene diffusa una curiosa notizia riguardante Massimo Boldi e Silvio Berlusconi, confezionata da un ragazzo che per diletto si diverte a scrivere sul suo blog bufale riguardanti il mondo del cinema. Secondo questa news, il comico Boldi sarebbe stato in lizza per interpretare un film di Sorrentino dedicato alla vita dell'ex Cavaliere e presidente del Consiglio Berlusconi, ovviamente nel ruolo del protagonista. Subito smentita dall'entourage di Sorrentino nel corso della stessa giornata, la bufala su Boldi nei panni di Silvio ha fatto il giro del Web ed è stata ripresa da molte testate tendenzialmente considerate attendibili.

Referendum: da Agnese vota No alle matite copiative

Il referendum costituzionale del 4 dicembre, che ha occupato tutti gli spazi mediatici disponibili durante i molti mesi di campagna elettorale iniziata poco prima dell'estate, è stato foriera di bufale sin dal suo annuncio. Elencarle tutte è impossibile, ma ricordarne tre tra le decine e decine inventate e condivise è doveroso:

  • "Matteo perdonami, ma al referendum voterò No". Pochi giorni prima del referendum costituzionale una notizia ha iniziato a girare su Facebook, ovvero la presunta dichiarazione di voto della moglie dell'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi. Nell'articolo fake, pubblicato sul sito tg24.live, si sosteneva che Agnese Landini, contro ogni pronostico, aveva deciso di votare No al referendum costituzionale del 4 dicembre, schierandosi quindi contro il marito. Notizia falsa, ovviamente, che però ha totalizzato oltre 40mila condivisioni sui social.
  • "Notizia shock: a Rignano sul Membro trovate 500.000 schede già segnate per il Sì". Nella fake news, diffusa anch'essa a ridosso del referendum costituzionale e pubblicata sul sito fattoquotidaino.it, viene raccontato uno strano episodio accaduto in un paese chiamato Rignano sul Membro, località ovviamente inesistente ma dal nome molto simile al paese natio del presidente del Consiglio Matteo Renzi: un ragazzo, camminando lungo la strada, avrebbe ritrovato mezzo milione di schede elettorali già segnate con il voto Sì e lanciato l'allarme, facendo scattare l'ipotesi brogli elettorali. La notizia, nonostante contenesse svariati elementi che alla lettura avrebbero dovuto indurre l'utente a bollarla come bufala, ha letteralmente fatto il giro del Web, totalizzando oltre 200mila share ed è stata in assoluto la notizia relativa al referendum più condivisa sui social.
  • Le matite copiative cancellabili, il complotto di Piero Pelù. La mattina del 4 dicembre il cantante Piero Pelù, leader dei Litfiba, si reca al seggio per votare al referendum costituzionale. Allarmato dalle tante ipotesi di brogli elettorali, si munisce di una gomma per cancellare e decide quindi di provare la matita copiativa in dotazione su un comune foglietto, per verificare che fosse realmente indelebile. Notando che la X tracciata viene quasi completamente cancellata dalla gomma, fa mettere a verbale la scoperta e pubblica un post sul suo profilo Facebook, lanciando pubblicamente il pericolo brogli, convinto di aver sventato chissà quale truffa ai danni dei cittadini. In realtà Pelù non aveva ben chiaro il reale funzionamento della matita copiativa, ma questa è un'altra storia. Il post totalizza oltre 100mila condivisioni, viene ripreso da tutte le maggiori testate nazionali e provoca l'ilarità di mezza Italia, non fosse per svariate migliaia di cittadini che prendono per vera la denuncia di Pelù e si convincono dell'esistenza di un complotto ai danni del fronte del No. Al referendum il No vincerà poi con circa 20 punti percentuali di distacco sul Sì e provocherà le dimissioni di Renzi. Alla faccia del complotto governativo.

Gentiloni: "Gli italiani imparino a fare sacrifici"

Nemmeno il tempo di insediarsi che Paolo Gentiloni diventa bersaglio di bufale e fake news. Poche ore dopo il suo insediamento a Palazzo Chigi, su Facebook spunta una notizia, pubblicata dal portale Libero Giornale, nella quale si sostiene che il neo-capo del Governo avrebbe dichiarato: "Gli italiani imparino a fare sacrifici. Basta ipocrisie, sono tutti finti poveri e io sono già scocciato di questo piagnisteo: rimboccarsi le maniche per il futuro del paese, qualche sacrificio non ha mai ammazzato nessuno, solo così l’Italia tornerà a primeggiare in Europa. Ma per ritornare ad essere veramente competitivi gli italiani devono fare dei piccoli sacrifici quali smettere di lagnarsi sui social e poi fare la fila per comprarsi l’ultimo iPhone o insultare i protagonisti di Riccanza per poi fare tavolo in discoteca in 40 per potersi permettere una bottiglia di DonPero. Risparmiassero 10 euro in più al mese, così potrebbero campare dignitosamente". La notizia, ovviamente falsa, ha totalizzato decine di migliaia di condivisioni. In seguito a un'inchiesta condotta dai giornalsti David Puente e Paolo Attivissimo, che ha svelato la struttura tentacolare del network di fake news di cui Libero Giornale faceva parte, il portale è stato sospeso.

La magnitudo del terremoto ritoccata per non pagare i danni

Ogni terremoto, la stessa storia. La senatrice del Movimento 5 Stelle Enza Blundo, poche ore dopo il tragico sisma che colpì il Centro Italia il 30 ottobre scorso, pubblicò sulla sua pagina Facebook un post relativo a una presunta legge che permette al governo di non pagare i danni da terremoto sotto un certo livello di magnitudo. "Il Tg1 apre dichiarando una scossa di 7.1, poi la declassa a 6.1, ancora menzogne per interessi economici del governo!!! Anche il terremoto che ha distrutto L'Aquila fu addomesticato a 5.8. IL TUTTO PER NON RISARCIRE I DANNEGGIATI AL 100%". A cosa di riferisce la senatrice? A una bufala che da tempo gira sul Web e sembra ormai quasi impossibile smentire tanto è divenuta radicata. Non esiste alcuna legge che consente al governo di non pagare i danni provocati da sisma di magnitudo inferiore a una certa soglia, inoltre la magnitudo è normale possa essere diversa e possa cambiare nel corso delle ore in quanto esistono non solo svariati metodi di calcolo – diversi da stazione a stazione – ma anche perché è un calcolo molto complesso da effettuare, che porta a diramare nei minuti immediatamente successivi al sisma una mera stima del suo reale valore.

Il crollo del ponte sulla Salerno – Reggio Calabria appena inaugurata

Annunciata e celebrata in pompa magna, dell'apertura della Salerno – Reggio Calabria, ormai da decenni conosciuta come l'autostrada dai cantieri infiniti, si è parlato molto nelle scorse settimane, ma non sempre le notizie relative all'opera erano poi così reali. Una settimana fa circa, l'apice della fake news sull'autostrada meridionale: "Salerno- Reggio Calabria: crollato un ponte il giorno dopo l’inaugurazione", si legge sul solito tg24.live in un articolo a firma di Ermes Maiolica, famigerato bufalaro di professione che da anni si diletta a inventare e diffondere fake news per testare le capacità di verifica delle fonti degli utenti dei social e dei giornalisti italiani. La notizia, ovviamente, come tutte le altre del resto, era assolutamente falsa, nonostante questo è stata condivisa da oltre diecimila persone nel giro di poche ore.

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Milanese, classe 1987, da sempre appassionata di politica. Il mio morboso interesse per la materia affonda le sue radici nel lontano 1993, in piena Tangentopoli, grazie a (o per colpa di) mio padre, che al posto di farmi vedere i cartoni animati, mi iniziò al magico mondo delle meraviglie costringendomi a seguire estenuanti maratone politiche. Dopo un'adolescenza turbolenta da pasionaria di sinistra, a 19 anni circa ho cominciato a mettere in discussione le mie idee e con il tempo sono diventata una liberale, liberista e libertaria convinta.
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