Anche il Comitato tecnico scientifico chiede un rafforzamento delle misure anti Covid per contrastare la diffusione delle varianti del virus. La richiesta del consulente del ministro della Salute, Walter Ricciardi, che ha invocato ieri un nuovo lockdown, non è stata quindi isolata. Per "contenere e rallentare" la diffusione delle varianti del Covid, "in analogia con le strategie adottate negli altri paesi europei", è necessaria una "rigorosa osservanza, rafforzamento e incremento delle misure di mitigazione del rischio sia in ambito nazionale che in specifici ambiti locali, evitando ulteriori misure di rilascio".

Gli scienziati hanno dato quest'indicazione venerdì scorso, al termine della riunione in cui hanno analizzato gli ultimi dati epidemiologici e preso atto dello studio dell'Istituto superiore di sanità sulla diffusione delle varianti del virus in Italia.

"L'incidenza dell'epidemia – hanno scritto nel verbale al termine della riunione i tecnici e gli scienziati – risulta nuovamente in crescita, con un impatto sostenuto sui sistemi sanitari". E l'incremento dell'incidenza dovuta alle varianti "potrebbe prefigurare scenari con un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane". Di qui, spiegano, la necessità della "rigorosa osservanza, rafforzamento e incremento" delle misure.

Il Cts in queste ore sta ricevendo diversi attacchi da esponenti della Lega dopo la decisione del governo, presa dal ministro della Salute Speranza di concerto con il presidente del Consiglio Mario Draghi, di posticipare la riapertura degli impianti per lo sci. "Se è pur vero che il nuovo Governo si è insediato il giorno prima della decisione" sulla proroga allo stop degli impianti sciistici, "è altrettanto vero che il Cts c'è dai mesi precedenti. Nella scorsa settimana si era deciso di prorogare il divieto di spostamento tra regioni fino al 5 marzo: mi domando perché in quell'occasione non è stato fatto presente dal Cts di chiudere gli impianti sciistici se ne ravvisava la necessità. Considerando anche che lo stesso Cts pochi giorni fa aveva dato l'ok" alle linee guida, approvate dalla Conferenza delle Regioni. A dirlo, a Sky tg24 è  il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Il governatore ha ribadito che "davanti a scelte dell'ultimo minuto" c'è un "danno economico non indifferente" per le attività e ora servono "indennizzi e non ristori", come hanno chiesto anche il governatore del Veneto Luca Zaia e il segretario della Lega Matteo Salvini.