La decisione di chiudere gli impianti da sci e di rinviare, quindi, la loro apertura almeno al 5 marzo, non è stata presa in autonomia dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ma è stata condivisa anche dal governo e dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. Il rinvio dell’apertura degli impianti, a causa del rischio di maggiore trasmissibilità del virus derivante dalla variante inglese che circola ormai in Italia, è stato deciso sulla base delle informazioni fornite dal Comitato tecnico scientifico al governo. Poi, come spiegano fonti di Palazzo Chigi all’Agi, la scelta è stata condivisa dal governo e dal presidente del Consiglio Draghi. Le stesse fonti rimandano, inoltre, al comunicato diffuso ieri sera dal ministero della Salute, a conferma di come sia quella la posizione ufficiale di tutto il governo e non solo del responsabile della sanità.

Sulla decisione di rinviare l’apertura degli impianti da sci, presa ieri da Speranza, è nata subito la polemica. Anche interna alla maggioranza. Due ministri leghisti, Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia, hanno sottolineato l’importanza di indennizzare al più presto gli operatori che hanno subito un danno a causa delle chiusure degli impianti. Ancora più duri gli attacchi di Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, capigruppo del Carroccio al Senato e alla Camera: i due protestano contro quello che viene definito il “metodo Conte: annuncio la domenica e chiusura il lunedì”. Questo metodo, però, almeno per il momento e per la situazione di urgenza che si è venuta a creare con la neo-nascita del governo, è stato utilizzato anche da Draghi e dal suo governo.

A contestare sia la decisione che, soprattutto, le modalità e le tempistiche, sono anche le Regioni. La riapertura degli impianti era prevista per oggi, lunedì 15 febbraio, ma meno di 24 ore prima è arrivato il provvedimento del ministro della Salute, Roberto Speranza, che rinvia tutto di qualche giorno: la nuova scadenza è quella del 5 marzo, in linea con il dpcm varato a gennaio con le altre restrizioni nazionali. Il ministero della Salute aveva chiesto sabato 13 febbraio un parere al Cts sulla riapertura degli impianti, in seguito ai dati che mostravano un nuovo aumento dei contagi e la diffusione della variante inglese. Gli esperti hanno spiegato che la decisione spetta alla politica, ma che non ci sono le condizioni per allentare le misure restrittive, comprese anche quelle relative al mondo dello sci e della montagna.