È bagarre alla Camera, nel corso della discussione sulla proposta di legge costituzionale in materia di iniziativa legislativa popolare. Volano fascicoli all’indirizzo del Presidente della Camera Roberto Fico da parte di alcuni parlamentari del Partito Democratico, che polemizzano duramente sul suo operato e abbandonano l’Aula. A scatenare le polemiche un intervento “sopra le righe” del deputato del Movimento 5 Stelle D’Ambrosio, che insulta i suoi colleghi parlamentari e chiude facendo il gesto delle manette. Nello specifico, i deputati dell'opposizione contestavano una modifica del M5s sulle preferenze e l'esponente grillino aveva risposto citando i casi di esponenti democratici e forzisti coinvolti in inchieste giudiziarie.

Fico, dopo averlo redarguito, non lo espelle dall’Aula, scatenando la durissima reazione dell’opposizione. In particolare, sono Emanuele Fiano ed Enrico Borghi a rimproverare il Presidente della Camera (nella lettura dei deputati del PD, il gesto delle manette, indirizzato in particolare a Gennaro Migliore, "è intollerabile" e non è possibile che D'Ambrosio non sia stato espulso), che ribadisce la volontà di non espellere il collega.

Da lì la decisione del PD di abbandonare l'Aula, accusando Fico di fare favoritismi nei confronti dei suoi colleghi di partito. Nel lasciare l'Aula, alcuni parlamentari del PD hanno poi lanciato dei fascicoli all'indirizzo della Presidenza e nella confusione è volata anche una sedia posta nei pressi dei banchi del governo. La seduta, di conseguenza, è stata immediatamente sospesa. Successivamente, Fico si è scusato per aver usato l'espressione "arrivederci" nei confronti dei colleghi del PD, poi ha rinviato i lavori direttamente a martedì 19.