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Alfano, Bindi, Calenda e Di Battista: chi non ci sarà alle prossime elezioni

Alfano, Bindi, Calenda, Di Battista, Finocchiaro, Giovanardi, Pisapia: sono tanti gli esponenti di spicco di varie forze politiche che hanno già annunciato di non volersi candidare o ricandidare alle prossime elezioni politiche del 2018. E ci sono, poi, altri importanti personaggi politici che sembrano in bilico. Ecco chi sono.
A cura di Stefano Rizzuti
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Nei giorni in cui la legislatura sta per terminare, molti tra i personaggi politici più noti stanno annunciando la loro volontà di ricandidarsi in vista del prossimo giro elettorale. Tra gli ultimi, due dei nomi più celebri sono quelli dei presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso. Ma ci sono anche ritorni di volti noti come quello di Massimo D’Alema, pronto a candidarsi – così come i primi due – nelle liste di Liberi e Uguali. Ma, allo stesso tempo, ci sono altri nomi di spicco che negli ultimi tempi hanno detto o lasciato trapelare che potrebbero non essere della partita alle prossime elezioni politiche. Si va dagli ormai certi Alessandro Di Battista e Angelino Alfano, alle indiscrezioni riguardanti Denis Verdini e Pier Ferdinando Casini, passando per i forfait già annunciati come quelli di Anna Finocchiaro e Rosy Bindi.

Il Movimento 5 Stelle e Alessandro Di Battista

Il primo in ordine di tempo ad annunciare di non volersi candidare alle prossime elezioni è stato il deputato del M5s Alessandro Di Battista. Parlando di una scelta personale e non legata al Movimento, in parte motivata dalla nascita del figlio. “Si può fare politica anche fuori dai palazzi”, ha detto Di Battista. Per il momento non sono state annunciate altre rinunce nel Movimento e non ci sono vincoli per il limite di mandati attualmente fissato a due: tutti i parlamentari del M5s stanno completando ora il loro primo mandato.

I ministri: da Calenda ad Alfano

Tra i più risoluti nel dire no alla possibilità di candidarsi c’è l’attuale ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda. Un esponente del governo che più volte ha detto di non essere un politico vero, pronto a correre alle elezioni ma più un tecnico con capacità manageriale. A dire no a un nuovo mandato è anche la ministra per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro. Al suo ottavo mandato in Parlamento ha già annunciato che non vuole rimettersi in gioco anche nel 2018.

A sorpresa, invece, è arrivato negli scorsi giorni anche l’annuncio del ministro degli Esteri Angelino Alfano. Forse una risposta a chi lo accusava di essere troppo attaccato alla poltrona o, forse, una decisione presa per evitare il rischio di rimanere fuori dal Parlamento nonostante una sua candidatura con il timore di una sonora sconfitta elettorale. Qualunque sia il motivo, Alfano ha detto che non si presenterà per quello che sarebbe stato il suo quinto mandato.

Gli ex presidenti del Consiglio e i leader Pd

Il capitolo dedicato ai leader del Pd e agli ex presidenti del Consiglio espressi dal centrosinistra si arricchisse di almeno tre esponenti di spicco. Il primo è Enrico Letta: ha guidato il primo governo di questa legislatura, precedendo Matteo Renzi, e si è poi ritirato dedicandosi all’insegnamento e dimettendosi da parlamentare della Camera. Letta sembra non volersi ripresentare alle urne nel 2018, complici anche le divisioni nel centrosinistra.

Sembrano destinati a non scendere in campo anche due degli esponenti che più hanno influito sulla nascita del Pd: Romano Prodi e Walter Veltroni. Il primo, ex presidente del Consiglio, si spenderà comunque in campagna elettorale anche se non in prima persona. L’altro, ex segretario del Pd ed ex sindaco di Roma, non ha ancora chiarito cosa farà in campagna elettorale ma per ora sembra escludere una sua discesa in campo in prima persona.

I parlamentari Pd e il limite dei tre mandati

L’articolo 21 dello Statuto del Pd specifica che “non è ricandidabile da parte del Partito Democratico per la carica di componente del Parlamento nazionale ed europeo chi ha ricoperto detta carica per la durata di tre mandati”. Si parla già da tempo di possibile deroghe a questa regola, ma certamente non verranno applicate alla totalità degli esponenti in ballo. Nello specifico, le deroghe dovrebbero riguardare il 10% del totale dei casi. Tra coloro che hanno già usufruito dei tre mandati ci sono peraltro molti nomi di spicco come quelli dei ministri Dario Franceschini, Andrea Orlando, Marco Minniti, Roberta Pinotti, dell'attuale presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e di altri parlamentari noti come Ettore Rosato e tanti altri ancora.

Tra i nomi a rischio c’è anche quello dell’attuale presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. Dopo più di venti anni in Parlamento ha espresso la volontà di non ricandidarsi, così come ha fatto anche il suo collega Vannino Chiti, che ha annunciato di non volersi ripresentare al voto attraverso un post sul suo blog pubblicato pochi giorni fa.

C’è poi un altro esponente che non viene dal Parlamento e che non è del Pd ma che al partito guidato da Matteo Renzi si è molto avvicinato negli ultimi tempi: è Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano. Lui e il suo Campo Progressista hanno cercato un’alleanza elettorale con i dem, ma alla fine è sfumata con la rassegnazione dello stesso Pisapia: “Non ci sono le condizioni per andare avanti sulla via dell’unità del centrosinistra”, ha detto decidendo di ritirarsi e rinunciare al suo progetto.

I parlamentari: da Bossi a Giovanardi

Solo dieci giorni fa Carlo Giovanardi, ex ministro e parlamentare dal 1992, ha annunciato di non volersi ricandidare e di rinunciare alla corsa allo scranno alle prossime elezioni politiche: “Ho dato tanto, non è necessaria una poltrona per continuare a sostenere le proprie idee”, ha dichiarato a Fanpage.it.

Diverso il discorso per Umberto Bossi: l’ex leader della Lega sembra essere vicino a una sua ‘rottamazione’. Le differenze di vedute su alcuni punti con l’attuale segretario del Carroccio Matteo Salvini potrebbero escluderlo dalla prossima competizione elettorale, ma il ‘senatùr’ sembra potersi riciclare anche con Silvio Berlusconi, scendendo in campo nelle liste di Forza Italia.

Ci sono poi quelle che per ora rimangono solo indiscrezioni. Le due più clamorose riguardano Pier Ferdinando Casini e Denis Verdini, entrambi uomini che nella politica italiana e in Parlamento navigano da tanti anni. Per quanto riguarda Casini si tratta di rumours finora non confermati, tanto che sarebbe il primo fautore di una lista di centro in sostegno del centrosinistra insieme all’attuale ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Per quanto riguarda Verdini, da più parti si è parlato di un suo prossimo ritiro. Secondo i più critici, la volontà del senatore di Ala deriverebbe dalla grossa difficoltà di essere rieletto in caso di nuova candidatura.

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