Alle prossime elezioni Angelino Alfano non sarà candidato. Ad annunciarlo è stato lo stesso ministro degli Esteri, nel corso della sua partecipazione alla trasmissione di RaiUno Porta a Porta. Il leader di Ap ha spiegato: "Io dal 5 marzo, se si voterà il 4 marzo perché la data la stabilisce il presidente della Repubblica, non sarò né ministro né deputato”.

Il deputato ha spiegato di voler compiere un gesto di “grande chiarezza politica”, su cui hanno influito “anche gli attacchi sul poltronismo”: “Io invece ho sempre detto che se non ci fossimo stati noi a portare sulle nostre gracili spalle di un partito del 4,4 per cento alle europee la settima potenza del mondo, questa potenza non avrebbe conosciuto la crescita e saremmo ancora in recessione”. Quanto ai rapporti con Renzi, chiarisce di non averlo ancora sentito: “È una mia scelta personale, non avevo il dovere di comunicarla a lui”.

Alfano è stato per quattro volte deputato, a partire dal maggio del 2001, quando fu eletto tra le fila di Forza Italia. Considerato a lungo il delfino di Silvio Berlusconi, è stato più volte ministro e vicepresidente del Consiglio quando a Palazzo Chigi sedeva Enrico Letta. Alla fine del 2013, infatti, dopo la decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore, ha scelto di abbandonare Forza Italia per fondare il Nuovo Centro Destra (e successivamente Alternativa Popolare), continuando a sostenere l’esecutivo di centrosinistra, prima a guida Letta, poi Renzi.

Da tempo si discute del futuro della creatura centrista da lui fondata, considerando i veti di Salvini e Meloni a un ritorno nel centrodestra e dell'area a sinistra del Partito Democratico per una alleanza organica col centrosinistra. Ora la decisione di Alfano, che potrebbe davvero rimettere in discussione tutto, privando Alternativa Popolare di quello che è uno dei volti più conosciuti ed esposti mediaticamente.