"Conto che l'elemosiniere del Papa, intervenuto per riattaccare la corrente in un palazzo occupato di Roma, paghi anche i 300mila euro di bollette arretrate". Quando il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato in un comizio elettorale il gesto del cardinale polacco Konrad Krajewski, elemosiniere di Papa Francesco, che ha riallacciato la corrente in un palazzo ex Inpdap di Roma non immaginava che nel giro di pochi giorni la Santa Sede avrebbe risposto per le rime, affidando a un articolo pubblicato su Avvenire un "resoconto" delle donazioni del Pontefice ai più poveri. Papa Bergoglio nel 2018 ha donato tre milioni e mezzo di euro per pagare bollette arretrate, affitti e farmaci a migliaia di persone in difficoltà economiche, sia italiane che straniere, utilizzando denaro delle donazioni e non fondi pubblici.

"Le attività dell’Elemosineria, come le ha ‘ridisegnate' Francesco, sono note a tutti. I bagni e le docce per i senza fissa dimora sotto al Colonnato di San Pietro. Il servizio di barberia gratuita il lunedì, il dormitorio aperto nel 2015, la lavanderia per i clochard, i pasti distribuiti ogni martedì e giovedì alle stazioni Termini e Tiburtina, le coperte per l’inverno, le auto lasciate aperte intorno a Via della Conciliazione per consentire ai ‘barboni' di dormirvi dentro nelle notti più rigide, le visite mediche nell’ambulatorio nato dalla collaborazione con il Servizio sanitario vaticano e l’Associazione di Medicina Solidale". A ciò vanno aggiunte anche bollette arretrate, affitti e medicinali per chi vive in stato di indigenza.