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Un anno senza Papa Francesco, cosa ci ha lasciato in eredità Bergoglio

Un anno fa moriva papa Francesco. La Chiesa cattolica procede in continuità sul messaggio del pontefice argentino su temi importanti come la pace e la lotta alla povertà.
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Un anno senza papa Francesco. Il 21 aprile 2025 ci lasciava il primo pontefice sudamericano della storia, poche ore dopo essersi presentato, seppure in cattive condizioni di salute, davanti alla folla dei fedeli in San Pietro in occasione della Santa Pasqua.

Un anno dopo quel lunedì di Pasqua che ha scosso il mondo, il Vaticano sembra ormai un posto diverso: papa Leone XIV ha uno stile più sobrio e meno mediatico, che non attira l'attenzione dei laici ma che forse piace di più ai cattolici e ha iniziato l'opera di rotazione dei collaboratori più stretti, esautorando quelli scelti dal suo predecessore.

Ma un anno dopo cosa è rimasto del pontificato di Francesco? Di certo il messaggio di un Papa così rivoluzionario non può essere cancellato in pochi mesi. Così come è impossibile tornare indietro su scelte di tipo dottrinario, come riammettere alla comunione i divorziati risposati o tornare indietro sul tema della salvaguardia del creato. Su temi del genere, come sul rifiuto totale della guerra, il pontificato di Leone è già strutturalmente allineato a quello del predecessore, segno che nella storia della Chiesa cattolica non ci sono mai veri strappi.

Francesco sognava una Chiesa più vicina ai poveri e Leone la pensa come lui, vista anche la sua formazione da missionario in una delle province disagiate del Perù. A un anno dalla morte di Francesco il concetto di "Chiesa in uscita" non è più solo uno slogan, ma una idea operativa per dare maggiore attenzione alle periferie del mondo, questo nonostante Leone abbia recentemente deciso di cambiare l'elemosiniere pontificio.

​Francesco ha lasciato anche riforme che oggi sono alla prova del fuoco: la gestione delle finanze vaticane, diventata più trasparente sotto il suo impulso, e il ruolo dei laici e delle donne nei dicasteri sono temi che il suo successore sta affrontando con calma e pazienza. Come pure è parte del suo lascito la maggiore attenzione agli scandali di pedofilia nella Chiesa, che sono sempre più trattati con assoluto rigore.

​L'elezione del successore di Francesco, avvenuta nel maggio 2025, ha rivelato una Chiesa polarizzata tra conservatori e progressisti, ma consapevole della necessità di non rinnegare il decennio bergogliano. Leone XIV, considerato un conservatore in ambito dottrinario ma un progressista in campo sociale, si trova oggi a gestire richieste che arrivano da più parti del mondo per una Chiesa più aperta su temi quali aborto, eutanasia, divorzio, diritti delle persone Lgbt e sacerdozio femminile.

Francesco, però, ha perso una grande sfida: quella sul ritorno dei fedeli al cattolicesimo. Mentre in Europa e Nord America la secolarizzazione avanza e le chiese si svuotano, il cuore pulsante della cattolicità si è definitivamente spostato verso l’Africa e l’Asia. Questo spostamento dell'asse del mondo cattolico sta influenzando le priorità vaticane. I numeri, però, sono impietosi, dimostrando percentuali a ribasso di fedeli e il crollo di numeri di nuove ordinazioni sacerdotale e di suore.

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Classe 1979, giornalista, esperto in comunicazione istituzionale e sociale. Nel 2012 ha vinto il Premio Adone Zoli per i suoi studi storici e politici. Per Fanpage si occupa soprattutto di questioni religiose e riguardanti la Chiesa cattolica, ma non solo...
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