L’Italia sembra dover dire addio, ancora una volta, all’idea di una candidatura olimpica. Dopo il no di Mario Monti alla candidatura di Roma per il 2020 e il veto posto da Virginia Raggi per il 2024, stavolta è il governo ad ammettere che non c’è spazio per una candidatura a tre, con Cortina, Milano e Torino, come sperava il Coni, per i giochi olimpici invernali del 2026. Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport, ha annunciato davanti alle commissioni di Camera e Senato che il governo “non ritiene che una candidatura fatta così possa avere ulteriore corso. Questa proposta non ha il sostegno del governo e come tale è morta qui”. Ma la rinuncia dell'esecutivo sembra non aver scoraggiato due delle tre città e così il Veneto e la Lombardia si dicono ancora pronte a continuare la loro corsa e a presentare la candidatura di Cortina e Milano.

Giorgetti parla di un fallimento personale: “Ho lavorato per una soluzione condivisa, ma non ho sentito l’atmosfera giusta tra i rappresentanti delle città coinvolte”. L’annuncio arriva dopo lo scontro di ieri tra il sindaco di Milano, Beppe Sala, che vorrebbe il capoluogo lombardo come capofila, e il MoVimento 5 Stelle, in particolare il sottosegretario allo Sport, Simone Valente, che aveva già parlato dell’impossibilità di procedere con la candidatura in queste condizioni.

La candidatura a due Cortina-Milano

L’ipotesi di una candidatura italiana per ospitare le Olimpiadi invernali del 2026 non è però del tutto tramontata. E a ridare speranza alle città coinvolta è una nota congiunta dei presidenti delle regioni Veneto e Lombardia, Luca Zaia (qui l'intervista a Fanpage.it) e Attilio Fontana. “Arrivati a questo punto – annunciano – è impensabile gettare tutto alle ortiche. La candidatura va salvata, per cui siamo disponibili a portare avanti questa sfida insieme. Se Torino si chiama fuori, e ci dispiace, a questo punto restano due realtà, che si chiamano Veneto e Lombardia, per cui andremo avanti con le Olimpiadi del Lombardo-Veneto”. E il Coni sembra essere consapevole di questo possibile piano B, tanto che domani andrà a Losanna per incontrare il Comitato olimpico internazionale e proporre la candidatura alternativa Cortina-Milano. Questa ipotesi sembra avere il sostegno anche del sindaco di Milano, Beppe Sala: "La proposta di Zaia e Fontana merita un rapido approfondimento. La mia posizione è nota, ma questa soluzione può funzionare". Anche il Coni fa trapelare apprezzamento per la proposta a due che dovrebbe quindi essere portata avanti.

Le reazioni: da Salvini a Di Maio

Dopo il fallimento della candidatura a tre Cortina-Milano-Torino sono intervenuti anche i due vicepresidenti del Consiglio. Da una parte c'è Matteo Salvini che dichiara: "Peccato perdere un'occasione così. Se i fondi li trovano loro, e se la spesa è limitata, perché no a Olimpiadi organizzate da Veneto e Lombardia? L'importante è che l'Italia torni ad essere protagonista". Luigi Di Maio, invece, scarica la responsabilità sul Coni: "Grazie a Giancarlo Giorgetti per il lavoro fatto sulle Olimpiadi. La verità è che in questa vicenda abbiamo purtroppo pagato l'atteggiamento del Coni che, nel tentativo di non scontentare nessuno, non ha avuto il coraggio di prendere una decisione chiara sin dall'inizio, creando una situazione insostenibile in cui come al solito si sarebbero sprecati soldi dello Stato. A questo punto chi vorrà concorrere dovrà provvedere con risorse proprie".