Scarcerato il boss Antonio Bianco: “Cerasella” ai domiciliari a Fuorigrotta per problemi di salute

Ha lasciato il carcere Antonio Bianco, "Cerasella" all'anagrafe di camorra, tra i personaggi di maggiore spessore della malavita organizzata dell'area flegrea: ha ottenuto gli arresti domiciliari per motivi di salute. Il boss è ritenuto a capo del clan che porta il suo cognome e che, insieme agli alleati Baratto, costituisce "l'eredità" di quelli che furono i "Calascioni", gruppo di camorra storicamente egemone a Fuorigrotta.
"Cerasella" era detenuto nel carcere di Cagliari, con parecchi anni scontati e molti ancora da scontare. Presenza ricorrente nelle inchieste sulla mala flegrea a partire dagli anni '80, Bianco era stato condannato a 8 anni di reclusione nel filone d'inchiesta sulle tangenti sulle opere pubbliche realizzate nel quartiere in occasione di Italia '90; successivamente aveva incassato un'altra condanna a 16 anni di carcere per stupefacenti e altri due per possesso di un'arma da fuoco.
Nei mesi scorsi i suoi avvocati, Antonio Abet e Andrea Lucchetta, avevano presentato istanza chiedendo la scarcerazione; la richiesta, anticipa il quotidiano Roma, è stata accolta dal Tribunale di Sorveglianza, secondo cui i suoi problemi di salute "comprometterebbero il percorso educativo"; la nuova valutazione ci sarà tra un anno.
La scarcerazione che arriva in un momento molto delicato per Napoli Ovest: i capoclan Vitale Troncone e Massimiliano Esposito, legati rispettivamente ai Mazzarella e all'Alleanza di Secondigliano, sono entrambi detenuti; il boss Alessandro Giannelli è da pochi mesi collaboratore di giustizia e le sue dichiarazioni sono tra quelle che hanno portato all'arresto di Ciro Pauciullo per l'omicidio di Rodolfo Zinco; nuovi gruppi criminali, come quello legato alla famiglia Maiorino, starebbero cercano di riempiere i vuoti. Il ritorno in libertà di Bianco rappresenta un campanello d'allarme per gli investigatori: sebbene il quartiere e l'area Ovest non siano più quelle di una volta, e gli stessi equilibri criminali siano profondamente mutati, anche la sola presenza sul territorio di un "ex capo" potrebbe portare a nuovi contrasti.