Terremoto, il sindaco di Bacoli Josi Della Ragione: “Ai Campi Flegrei 800 milioni? Ma non c’è un cantiere”
Dopo la scossa di terremoto 4.7 del 31 luglio scorso ai Campi Flegrei, che ha provocato centinaia di sfollati nel solo Comune di Pozzuoli, il governo è sotto attacco delle comunità locali, in primis quella di Pozzuoli per la mancanza di risposte rispetto ad una emergenza sismica che va avanti da anni.
Il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, alla Camera dei Deputati ha attaccato il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, parlando di primi cittadini che vanno dal governo a fare gli inchini e poi sputano veleno. Parole pesanti a cui non è mancata la replica. Al di là delle roventi polemiche istituzionali la situazione nei Campi Flegrei è drammatica, il numero degli sfollati cresce di giorno in giorno, così come si moltiplicano le manifestazioni dei terremotati che accusano le istituzioni di inettitudine davanti ad una crisi che va avanti da due anni. Intervistato da Fanpage.it Josi Della Ragione fa il punto della situazione, entrando nel merito anche degli ultimi provvedimenti del governo che, a quanto riporta il primo cittadino di Bacoli, farebbero riferimento a una fotografia della situazione di quattro mesi fa. Anche degli 800 milioni di euro stanziati dal governo non vi sarebbe traccia, perché non sarebbero stati spesi in interventi concreti. Una situazione gravissima quella che denuncia Della Ragione.
Musumeci parlando di lei ha parlato di sindaci che vanno a fare l'inchino al governo e poi sputano veleno, come commenta queste affermazioni?
A distanza di 12 ore abbiamo avuto il Ministro Piantedosi che ci ha detto una cosa, e poi il ministro che ci ha detto un'altra, il governo ha evidentemente due posizioni. Piantedosi, che ci ha detto che è stato mandato a Napoli dalla Meloni, ci dice che loro vogliono collaborare con i Comuni e le Regioni, ascoltando tutte le istanze dei territori, tanto è vero che abbiamo elencato tutte le criticità del nuovo decreto. Poi, il giorno dopo, fa quelle dichiarazioni, che sono offensive nei miei confronti, nei confronti degli altri sindaci e della Regione Campania, facendo uno scaricabarile indegno. Quando parla di inchini, molto semplicemente io ricordo che quando si va agli incontri istituzionali è bene avere garbo istituzionale ed educazione. L'ultimo incontro lo abbiamo avuto 4 mesi fa, insieme all'assessora regionale alla Protezione Civile Fiorella Zabatta e alla vicesindaca di Napoli, Laura Lieto. In quell'occasione dicemmo a Musumeci quelle che erano le nostre priorità. Il governo per 4 mesi ci ha detto che il decreto era pronto per essere pubblicato, salvo poi uscire dopo l'ultimo terremoto. Cioè i contenuti di questo decreto non basati sulla situazione creatasi dopo l'ultima scossa, ma derivano da un incontro di 4 mesi fa a Roma.
Cioè, sta dicendo che il nuovo decreto si basa su una fotografia della situazione di quattro mesi fa?
Esatto. Noi avevamo chiesto modifiche quattro mesi fa, e la cosa più grave è che se non ci fosse stata la scossa del 31 luglio questo decreto non sarebbe nemmeno uscito. Noi al governo non andiamo a chiedere la carità, noi andiamo a porre questioni che riguardano i diritti dei nostri cittadini. La cosa più incredibile è che i cittadini che sono stati sgomberati dopo le scosse del 2025 e del 2026 non hanno ancora ricevuto il contributo di autonoma sistemazione perché non sono stati fatti i decreti. Davanti a questa situazione Musumeci dice queste affermazioni in un luogo senza contraddittorio, perde tempo a parlare di me, ma soprattutto io non sputo veleno, io rappresento la comunità, le istanze dei nostri cittadini, e in questo momento non ci sono risposte a queste istanze. Il ministro alla Protezione Civile non attacca solo me ma le nostre comunità.
Quali sono secondo voi in questo momento le priorità?
La prima riguarda i costoni. Nel decreto non c'è scritta nemmeno una parola sui costoni ed è un tema delicatissimo. Noi chiediamo che il commissario straordinario abbia competenze anche sulla messa in sicurezza dei costoni. Ci sono due tipi di costoni, quelli fronte mare su cui è anche difficile stabilire la competenza tra Comuni, Città Metropolitana o Regione. Poi ci sono i costoni a terra, spesso di proprietà privata, non sono beni ambiti, sono semplicemente tramandati di generazione in generazione e non c'è nemmeno contezza sulle proprietà. Lì noi come Comune non possiamo intervenire, e deve intervenire il commissario straordinario. La seconda questione è che non si parla degli sgomberati del 31 luglio e del 1 agosto di quest'anno, perché ovviamente questo decreto, venuto fuori solo dopo la scossa del 31 luglio, non riguardava la situazione di oggi, ma una situazione vecchia di quattro mesi. E' emblematico che non si citano nel decreto i 1700 sfollati, che poi aumenteranno di molto. Il terzo tema è quello del contributo alle attività commerciali, le nostre attività ricettive stanno perdendo il 50% di presenze e questo si riverbera su tutta l'economia territoriale. Qui bisogna agire come si è fatto per la pandemia da Covid, perché questo è il termine di paragone rispetto alla situazione che ci troviamo a vivere oggi.
Dal punto di vista strutturale, il tema del contributo per la messa in sicurezza delle case private pare sia un tema decisivo per affrontare l'emergenza, lei cosa ne pensa?
Loro portano il contributo dal 50% al 70%, a nostro avviso serve il 100% di contributo, almeno per le famiglie che hanno più difficoltà economica. Questo è l'unico modo per invogliare i cittadini a mettere in sicurezza le proprie abitazioni, perché pensare di farlo solo a spese proprie è irrealistico. Ci sono due tipologie di contributi: quello agli edifici sgomberati e quelli per gli edifici danneggiati. Su questi ultimi bisogna far fare gli studi di vulnerabilità sismica e poi i lavori di messa in sicurezza. Noi come Comuni per poter entrare nelle case danneggiate dobbiamo avere l'autorizzazione del privato, io posso averla solo se il privato trova un'opportunità nel chiamare lo Stato.
Molti cittadini con le case danneggiate hanno paura a contattare i Comuni o la Protezione Civile, perché hanno paura di essere sgomberati, ce lo conferma?
Esatto. Ma esiste anche un altro tema, che è quello degli abusi edilizi. Se parliamo di totale abuso edilizio, alzo le mani, ma se parliamo di piccoli abusi edilizi domestici, dobbiamo semplificare le procedure. Come accaduto nel 2016 nel centro Italia dobbiamo far in modo che il contributo possa essere dato anche a chi ha piccole irregolarità. In questo modo lo Stato non lascia soli i cittadini. Faccio un esempio a Pozzuoli c'è un palazzo in cui tutti gli inquilini hanno chiesto il contributo al 100% per la messa in sicurezza, il palazzo è gravemente danneggiato e le famiglie sgomberate. In questo edificio, in un appartamento, c'è un soppalco abusivo. Questa cosa ha fermato tutto. Ma con questa logica non andiamo da nessuna parte.
Ma per le case gravemente danneggiate e sgomberate, quelle che devono ricevere il contributo del 100% per la messa in sicurezza, state ancora aspettando i soldi dal 2024?
Sì, è una cosa grave. Quando il governo dice che hanno investito 800 milioni di euro, la mia domanda è: ma di questi 800 milioni quanti ne avete spesi? E la risposta è zero. Niente, pochissima roba. Hanno iniziato solo i lavori in alcune scuole di Pozzuoli, che non sono nemmeno finiti. Di tutto il primo piano di interventi del 2024 non è stato fatto niente.
Quindi in due anni cosa ha fatto il governo?
Il governo ha stanziato dei fondi che non sono stati spesi. I soldi non arrivano ai Comuni, arrivano al commissario straordinario di governo che non funziona. Non è un problema del commissario Saccodato, ma non ha proprio la struttura per affrontare questa emergenza. C'è il commissario ma non c'è la struttura.
Se ogni sindaco venisse nominato commissario nel proprio Comune si procederebbe più spediti?
Certamente si, come quando si nomina il presidente della Regione per le emergenze regionali. Non c'è dubbio che andremmo più veloci. Ma a me non piace che passi l'idea che vogliamo noi sindaci i soldi per gestirli direttamente, per me può gestirli anche il commissario, ma va dato al commissario la struttura operativa per poter lavorare. Ci vogliono dipendenti, io vorrei vedere decine di tecnici, personale amministrativo, io non vedo nessuno del commissariato, vedo sempre due o tre persone. La struttura non esiste. Hanno stanziato dei fondi ma non li hanno spesi perché non c'è la struttura per spenderli. Qui non abbiamo nemmeno un cantiere per i lavori post terremoto, nemmeno nelle scuole, questa è la situazione, non so se è chiaro.