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Campi Flegrei

Allerta vulcanica ai Campi Flegrei, cosa significano i livelli e le fasi: a che punto siamo oggi

Verde, giallo, arancione, rosso: ecco come funziona la scala di allerta della caldera flegrea e perché oggi siamo in fase di “disequilibrio medio”
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Capo cronaca Napoli
Le fasi di allerta ai Campi Flegrei, dalla verde alla rossa. Oggi siamo a giallo «disequilibrio medio»
Le fasi di allerta ai Campi Flegrei, dalla verde alla rossa. Oggi siamo a giallo «disequilibrio medio»
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I livelli di allerta vulcanica ai Campi Flegrei restano quattro, contrassegnati dai colori che negli ultimi anni sono diventati familiari a chi vive nell'area flegrea e più in generale a Napoli: verde, che indica quiescenza; giallo, che indica attenzione; arancione, che segnala il pre-allarme; rosso, il livello di allarme vero e proprio, quello che precede un'eventuale eruzione. Quello che non tutti sanno è che – da marzo 2025 – all'interno di ciascun livello ci sono più fasi operative, che permettono alla macchina della Protezione Civile di calibrare la risposta senza dover necessariamente passare da un colore all'altro.

Il salto più delicato, quello che preoccupa maggiormente esperti e amministratori, è quello tra il livello giallo, in cui si trova oggi la caldera, e il livello arancione, che comporta misure molto più stringenti, comprese le evacuazioni di alcune aree. Per questo motivo sono state individuate fasi operative intermedie che restano sotto lo stesso colore di allerta ma segnalano un progressivo aumento della tensione del sistema vulcanico.

Nella fase di attenzione, cioè il livello giallo, la fase operativa 1 corrisponde a un «disequilibrio debole» e prevede l'intensificazione del monitoraggio scientifico, la verifica e l'eventuale aggiornamento dei piani di Protezione Civile, un più stretto raccordo informativo tra le istituzioni e attività di formazione per gli operatori coinvolti nella gestione dell'emergenza. È il livello che segnala un innalzamento dell'attenzione senza che vi siano ancora segnali di un'accelerazione significativa dei fenomeni.

Oggi i Campi Flegrei si trovano nella fase operativa 2 del livello giallo, quella del «disequilibrio medio», che scatta quando la velocità di sollevamento del suolo della caldera aumenta e i terremoti diventano più frequenti e più intensi. In questa fase il monitoraggio scientifico viene ulteriormente intensificato, si svolgono esercitazioni sul territorio e viene potenziata l'informazione alla popolazione, proprio per accompagnare i cittadini a familiarizzare con i comportamenti da adottare in caso di ulteriore peggioramento. Chiaramente, dal terremoto 4.7 del 31 luglio scorso,  il più forte mai registrato finora, è grande l'ansia per capire l'evolversi della situazione nella scala di gravità.

Se la situazione dovesse aggravarsi, si passerebbe al livello arancione, anch'esso diviso in due fasi. La prima, «disequilibrio forte», coincide con il pre-allarme vero e proprio: scatterebbero la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, l'attivazione dei centri di accoglienza straordinari per la popolazione evacuata, la messa in sicurezza e l'evacuazione di ospedali, residenze assistenziali e istituti penitenziari, oltre a limitazioni agli accessi turistici e agli eventi di massa e all'allontanamento volontario di chi vive nelle zone di maggiore impatto.

La seconda fase del livello arancione, «disequilibrio molto forte», prevede l'allontanamento della popolazione dalle aree più esposte in tutta la Regione Campania e le misure per l'evacuazione totale della zona rossa flegrea. Il livello rosso resta l'ultimo gradino, quello pre-eruttivo, in cui l'intera popolazione della zona flegrea dovrebbe lasciare l'area con misure specifiche di allontanamento. Uno scenario che tutti, dagli esperti ai cittadini, si augurano di non dover mai vedere.

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