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Campi Flegrei

Si può vivere ai Campi Flegrei senza paura? Il racconto del supervulcano senza allarmismi ma senza bugie

Cosa potrebbe accadere ai Campi Flegrei? L’ipotesi eruzione e la situazione attuale del supervulcano: un video di Fanpage.it e Geopop racconta passato e futuro della caldera vulcanica.
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L'area della Solfatara
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Di qui la via che porta alle onde dell’infernale Acheronte.
Qui un vortice torbido di fango in una vasta voragine
ribolle ed erutta in Cocito tutta la sabbia.

( Virgilio – Eneide, 29-19 a. C.)

Da Galileo ad Annamaria Ortese, da Dumas a Voltaire: le emozioni scritte e raccontate da poeti, scrittori e altri viaggiatori famosi che posarono il loro sguardo sulla «riva dell'Acheronte» e ne tornarono stupiti, sono così tante che la scrittrice Fabrizia Ramondino ne fece un capitolo intero del suo libro "Dadapolis". Donne e uomini d'arte, intellettuali, scienziati, dalla notte dei tempi si sono posti tutti la stessa domanda: «Come si fa?».  Come si fa a vivere ai Campi Flegrei sapendo cosa c'è sotto?

Niente di ciò che diremo è stato scoperto oggi. Flegreo è l'aggettivo che accompagna queste piane, queste alture. Flegreo, dall'antico greco, φλέγω, phlégō, ovvero «brucio». I campi ardono da sempre, perché sotto vi è quel che oggi definiamo con un neologismo efficace quanto inquietante un «supervulcano».

Al mondo ci sono poco più d'una decina di supervulcani. E uno di questi è sotto i piedi di centinaia di migliaia di campani. Parliamo della caldera dei Campi Flegrei, nel territorio a Occidente della città di Napoli, ricadente in parte del capoluogo partenopeo e nei comuni di Pozzuoli, Quarto, Giugliano in Campania, Bacoli e Monte di Procida. È una grossa area periodicamente caratterizzata da sciami sismici dovuti al bradisismo, ovvero al fenomeno d'innalzamento (e in alcuni casi di abbassamento) della terra a suon di scosse di terremoto, dovuto all'attività vulcanica sotterranea.

Se i Campi Flegrei dovessero esplodere improvvisamente e al massimo della loro potenza eruttiva molti di coloro che sotto questo cielo vivono morirebbero all'istante, inutile negarlo. In quest'area vivono da centinaia di anni migliaia di persone. Si può vivere in perenne stato d'allarme sapendo di questa possibilità di morire? 

"L'ipotesi peggiore": è la ricostruzione all'interno del video Geopop-Fanpage.it
"L'ipotesi peggiore": è la ricostruzione all'interno del video Geopop-Fanpage.it

Ci viene in aiuto il filosofo tedesco Martin Heidegger: «La morte verrà certamente, ma, per ora, non ancora». L'Esserci (dasein) tenta di sfuggire alla certezza della morte attraverso l'indeterminatezza del «quando». È da questo che partiamo per spiegare la scelta di coloro che nei secoli decisero di edificare strade, palazzi, uffici, scuole, ospedali, caserme, all'interno di antichissimi vulcani.

Non tutto è spiegabile con la filosofia. C'è bisogno di storia. E di scienza.  Della storia antica, quella che documentò l'eruzione dei Campi Flegrei del 1538 che diede vita al Monte Nuovo. La storia recente della crisi bradisismica negli anni Ottanta del Novecento. E, infine, la cronaca di oggi, quella si trova a fare i conti con un'altra, lunga, scia sismica causata dai movimenti del bradisismo. È il nuovo "respiro" della caldera vulcanica e del fuoco stipato nelle viscere della terra che arde. Un fenomeno che ha portato a nuove leggi per ridurre i rischi e ad una riparametrazione della cosiddetta "zona rossa" dei Campi Flegrei con un piano di evacuazione in caso di conclamata necessità, con stanziamenti per ridefinire, allagare e adeguare le vie di fuga e verifiche sui palazzi che già da qualche anno sono sollecitati dalle continue scosse e scossette di terremoto.

Informare su presente e futuro è l'antidoto alle false notizie: fino a quando continueranno i terremoti ai Campi Flegrei? Dovremo aspettarci anche qui un "the big one", un grande e devastante evento? Sappiamo qual è la situazione: l'area napoletana tra Vesuvio e Campi Flegrei è ampiamente monitorata da decenni. Ma noi che viviamo sotto questo cielo e sopra questa terra possiamo fare qualcosa per prendere coscienza dei rischi attuali? La domanda delle domande: si può vivere ai Campi Flegrei senza un'angoscia in sottofondo?

Fanpage.it e Geopop raccontano il supervulcano

Da sinistra, Ciro Pellegrino e Andrea Moccia al Tempio di Serapide
Da sinistra, Ciro Pellegrino e Andrea Moccia al Tempio di Serapide

Per raccontare i Campi Flegrei nasce il primo video in collaborazione tra Geopop e Fanpage.it. Geopop ha riscritto le regole della divulgazione scientifica in Italia, coniugando il rigore scientifico con un approccio narrativo capace di tenere anche i giovanissimi incollati allo schermo – quello di uno smartphone – costruendo una delle community più solide e appassionate nel settore divulgativo.

Fanpage.it è il giornale italiano che in un decennio si è guadagnato sul campo il posto tra i grandi dell'informazione. Lo ha fatto grazie ai suoi numeri e ad una autorevolezza figlia di un metodo di lavoro tradizionale che si evolve ogni giorno tenendo conto dei nuovi linguaggi del giornalismo, degli algoritmi, delle intelligenze artificiali. A Napoli Fanpage.it segue con particolare attenzione l'evolversi della crisi bradisismica. Geopop e Fanpage.it sono entrambi impegnati nella lotta alle fake news sui terremoti e sui segnali premonitori delle eruzioni.

La chiacchierata ha come sfondo il meraviglioso Tempio di Serapide di Pozzuoli, storico indicatore geologico del livello del mare passato e delle oscillazioni del suolo legate al fenomeno del bradisismo, un simbolo della continua attività sismica della zona. È un confronto fatto di interrogativi, ricostruzioni con modelli in 3D, risposte che si basano sui fatti che sappiamo e sulle teorie verificate.

A dialogare sono chi vi scrive, insieme al geologo e divulgatore Andrea Moccia. Due napoletani interessati a scavare nel passato, raccontare il presente e indagare cosa sia stato fatto (o non fatto) per mitigare il rischio.

Da una parte c’è la Scienza che cerca di capire come funziona e come si può monitorare al meglio il vulcano e i segnali che fornisce. Dall’altra ci sono domande del cronista che si basano sui fatti e sui quesiti posti dai cittadini di un'area popolosissima. L’unico antidoto all’ansia incontrollata è l’informazione costante e corretta su tutti gli aspetti di questa storia. Poi c'è il compito delle istituzioni nazionali e locali: trasmettere la cultura del convivere con il rischio e fornire strumenti e infrastrutture per ridurlo il più possibile. Consapevoli del fatto di non poter dire bugie. Perché qui, ai Campi Flegrei non ci sarà mai rischio zero.

I campi Flegrei visti dal satellite
I campi Flegrei visti dal satellite
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