Costoni crollati dopo il terremoto ai Campi Flegrei, la procura indaga: i fondi stanziati, mai usati

La storia è quella di sempre: cosa si poteva fare per mitigare i danni? Il terremoto magnitudo 4.7 di venerdì 31 agosto, unito allo sciame sismico di centinaia d'altre repliche ai Campi Flegrei è stato come uno schiaffone ai costoni ai piedi dei quali sorgono palazzine o addirittura agglomerati abitativi. Frane, grossi massi staccatisi dai costoni, decine di tonnellate di materiale sbriciolato su case e automobili. Ma quei costoni non erano già alto rischio bradisismico? E non c'erano già i soldi per metterli in sicurezza? È ciò che la Procura di Napoli sta chiarendo, acquisendo documentazione nell'ambito di una serie di accertamenti finalizzati a fare luce sulla messa in sicurezza. Al momento il fascicolo è esplorativo, non si ipotizzano reati né ci sono iscritti nel registro degli indagati. A occuparsi degli approfondimenti documentali sono i magistrati della sezione Lavoro e colpe professionali, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Per la messa in sicurezza di quei costoni sono stati stanziati fondi che però, al momento, risultano inutilizzati.
Restano i danni, enormi. Il Comprensorio Olivetti di Pozzuoli, sede di importanti aziende e i palazzi del circondario. Per ora ci sono almeno 350 sfollati ma il numero è destinato a salire nei prossimi giorni, sono in corso altre verifiche sui palazzi lesionati da parte dei Vigili del Fuoco, oltre 190 gli interventi per verifiche tecniche su strutture, assistenza alla popolazione e messa in sicurezza di elementi pericolanti di edifici. Questo è emerso dalle due riunioni di ieri al Centro coordinamento soccorsi alla Prefettura di Napoli.
Una buona parte degli sfollati non ha una collocazione e per questo motivo da ieri c'è un'attività coordinata dalla Regione Campania, che ha stanziato un milione di euro destinato ai Contributi di autonoma sistemazione (Cas). A questo giro snellite le procedure: sarà sufficiente la certificazione di inagibilità dell'immobile, per rendere più veloce la procedura.
Sul tavolo anche il tema trasporti: a seguito del terremoto del 31 luglio, c'è l'impraticabilità nella galleria di Monte Olibano, tratto della Cumana compreso tra le stazioni di Dazio e Gerolomini. Le parti si sono impegnate a trovare una soluzione, poiché, con la chiusura della Cumana sul tratto Bagnoli-Torregaveta e della metro tra Pozzuoli e Campi Flegrei delle ultime settimane per eccesso di Co2 nella Galleria flegrea, in questo momento, come evidenzia da tempo il sindaco di Bacoli, Josi della Ragione, Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli sono tagliate fuori dal trasporto pubblico locale su ferro.