Spari a Fuorigrotta, indagini sugli emergenti di Bagnoli per l’intimidazione al nipote del boss pentito

Lo scooter che qualche giorno fa si è fermato in via Grotta Vecchia, a Fuorigrotta, per esplodere alcuni colpi di pistola contro una finestra, potrebbe essere partito dal vicino quartiere di Bagnoli. E a guidarlo potrebbe essere stato uno dei giovanissimi legati al gruppo emergente della famiglia Maiorino, legato al clan Troncone. È una delle ipotesi investigative, finita sul tavolo degli investigatori anche dopo un pressante tam tam tra le strade dei due quartieri.
Il raid è avvenuto nella notte del 17 luglio, nella stradina che costeggia la Galleria Laziale: nessun danno di rilievo e nessun ferito, tre bossoli trovati a terra dai poliziotti. Verosimile obiettivo di quella intimidazione è Dominique Giannelli, da poco in semilibertà dopo avere scontato parte di una condanna per un omicidio commesso nel 2016, quando era ancora minorenne. Dal momento dell'arresto il giovane avrebbe rigato dritto, tanto da ottenere diversi permessi premio durante la detenzione. E, una volta scarcerato, avrebbe cominciato a lavorare, tenendosi lontano da certi ambienti. Il ragazzo, però, potrebbe essere finito nel mirino per una sua parentela: è, infatti, il nipote di Alessandro Giannelli, di cui ha assunto anche il cognome alcuni anni fa. E si tratta di una parentela piuttosto scomoda, in questo periodo: "Schwarz" è da alcuni mesi collaboratore di giustizia.
Ragionando in questa ottica, quegli spari potrebbero essere un messaggio per l'ex boss, le cui dichiarazioni sono già finite agli atti in una recente ordinanza per l'omicidio di Rodolfo Zinco, episodio per il quale proprio Giannelli è stato condannato all'ergastolo in via definitiva. L'ipotesi del collegamento con lo zio resta tra quelle più accreditate, e i sospetti convergono sugli emergenti di Bagnoli, un gruppo di giovanissimi già accostato al clan Troncone di Fuorigrotta e che, dopo aver cercato di occupare lo spazio lasciato vacante dal clan Esposito, colpito da nuovi arresti e pesanti condanne, sarebbe entrato in collisione anche con quello che resta del clan Giannelli, insediato a Cavalleggeri.