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«Lo stato di emergenza lo dichiariamo noi», cantavano i 99 Posse in una canzone sugli stati d'emergenza che, periodicamente, questa terra si trova ad affrontare.
Ma chi è che vuole e chi invece no, lo stato d'emergenza di Pozzuoli per il terremoto 4.7 dei Campi Flegrei?
Breve preambolo normativo: al solito decreto legislativo questo Paese affida questa «condizione giuridica straordinaria»: lo stato d'emergenza viene deliberato dal Consiglio dei ministri «sulla base delle valutazioni presentate dal Dipartimento della protezione civile» e «d’intesa con gli esponenti delle regioni interessate». A cosa serve? A far arrivare subito soldi, uomini e mezzi in caso di calamità ed a derogare alle norme di legge attraverso il potere di ordinanza.
Per farla breve: ricordi la pandemia? Ecco, così.
Il terremoto flegreo è avvenuto nella sera del 31 luglio. Nel corso di una settimana dalla Regione Campania non è arrivata al governo alcuna richiesta di stato d'emergenza. Palazzo Chigi si è riunito giovedì prima della pausa estiva (salvo emergenze, appunto), idem Camera e Senato. Possibile che Roberto Fico si sia scordato? Ovvio che no. La Regione Campania non vuole chiedere lo stato d'emergenza, ad oggi. Al perché ci arriviamo tra poco.
Per il governo la partita è in mano al ministro della Protezione Civile Nello Musumeci. Con Musumeci la Campania non ha feeling e questo è un fatto. Basti pensare che quando è arrivato, 48 ore dopo il sisma, è stato affrontato malissimo dalla popolazione di Pozzuoli, quasi "salvato" da Fico che gli ha evitato la dura contestazione toccata invece il giorno dopo all'altro ministro, Alessandro Giuli.
Da quando Giorgia Meloni è al governo ogni questione emergenziale affrontata da Musumeci a Napoli si è risolta in un conflitto istituzionale, in un crescendo di polemiche piuttosto imbarazzanti per il capo di quel dicastero che invece le liti dovrebbe metterle da parte per concentrarsi sulla fase operativa. Ma il siciliano è politico d'esperienza: coglie ogni sfumatura della politica campana, tutta dominata dal centrosinistra, e risponde colpo su colpo.
A questo giro lo scontro è stato con il sindaco di Bacoli Josi Della Ragione, astro nascente della politica nostrana, nato come civico e oggi coccolato dall'area Schlein del Partito Democratico che vorrebbe candidarlo alla Camera nel 2027. Trentanovenne, amatissimo dalla sua popolazione, abile ad usare i social, Della Ragione è stato accusato dal ministro in questo modo: «C'è un sindaco che a Roma abbonda negli elogi al governo ma poi torna sul territorio e vomita veleno». Lui non si è scomposto più di tanto ma ha posto un problema: qui per il bradisismo c'è già un commissario di governo dal 2024. Che ha fatto finora?
Cosa c'entra in tutto questo lo stato d'emergenza? Quando Musumeci affronta la prima informativa parlamentare sul terremoto puteolano, instilla sapientemente la sua dose di veleno politico, ben dosata: «In questo momento – dice – non c’è un soggetto che coordina gli interventi sul piano operativo nei Campi Flegrei perché non è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale». Tanto basta per scatenare le batterie locali del centrodestra napoletano che ora urlano, reclamando da Fico una richiesta al governo.
Perché la Regione Campania non lo chiede, questo benedetto stato d'emergenza? I motivi sono molti e a più livelli.
In primis, ciò che poteva esser messo in campo in termini di mobilitazione di uomini e mezzi, è già stato fatto nelle quarantotto ore dopo il sisma. Il decreto legge del governo stanzia i soldi e contiene una serie di provvedimenti richiesti dalle comunità locali, spiegano da Palazzo Santa Lucia. Fico, a margine di uno degli innumerevoli tavoli prefettizi ha detto chiaramente che il bisogno irresistibile di Musumeci di un coordinamento operativo è già soddisfatto: «Abbiamo lavorato in Prefettura con grande coordinamento, ci sono tutte quante le istituzioni, nazionali, regionali, comunali».
A Palazzo Santa Lucia la questione terremoto e danni flegrei (concentrati soprattutto a Pozzuoli) è in mano al governatore, all'assessora alla Protezione civile Fiorella Zabatta e al vicepresidente con delega ai Trasporti Mario Casillo ma Fico ha allertato tutta la sua giunta, tant'è che finora nessuno ha preso un giorno di ferie.
C'è un non-detto che emerge se si ha voglia di chiedere: a Pozzuoli la dichiarazione di stato d'emergenza è vista come uno stigma, come la lettera scarlatta, come la morte definitiva della città. Già ad oggi le attività ricettive registrano disdette per il 40 percento. L'area vive anche di ristoranti per cerimonie nuziali che vengono pianificate con larghissimo anticipo e anche lì, disdette. Il mercato immobiliare flegreo che era su livelli altissimi soprattutto per le ville panoramiche (una l'ha comprata il rapper Geolier, proprio nella zona dell'ultima scossa) rischia il tracollo.
Poi c'è il bubbone grandi eventi. Emirates Team, il team velico neozelandese partecipante alla Coppa America aveva scelto Pozzuoli come base logistica e quartier generale per la 38esima edizione della America's Cup 2027 nel Golfo di Napoli. Lo stato d'emergenza equivarrebbe ad una pietra tombale su un evento monstre che si è intestata non solo tutta la politica locale ma anche la stessa premier Giorgia Meloni.
Vi è un dato politico, che a Fanpage viene spiegato chiaramente da fonti di Palazzo Santa Lucia: Roberto Fico vuole che il governo si intesti tutto. Teme che gli vogliano scaricare tutto addosso togliendogli mano a mano le risorse per metterlo in difficoltà. Dunque – è il ragionamento – se Musumeci dice che lo stato d'emergenza è l'unica strada, beh lo faccia.
Ad esempio il ministro dell'Interno, l'irpino Matteo Piantedosi ha un registro del tutto diverso dal suo collega siciliano. Riferimento politico del prefetto di Napoli, Piantedosi mostra di avere il termometro della situazione. E infatti dice: «La richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza rientra nella autonoma capacità di deliberazione della Regione Campania, che è presente ai tavoli di coordinamento in prefettura e che quindi ha ben presente quelle che sono le esigenze che ricorrono. Il presidente Fico saprà fare le sue valutazioni».
Quale vorresti fosse l'argomento da trattare nei prossimi eventi live di TUFO a Napoli? Se hai idee scrivimi che ne ragioniamo.