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Riapre la cornetteria Cip&Ciop. I titolari: “Problemi strutturali risolti. Falso che avessimo merce scaduta”

Con un post sui social, i titolari della cornetteria Cip&Ciop hanno voluto chiarire i motivi della chiusura: carabinieri e Asl avevano rilevato problematiche strutturali, ora risolte, ma nessuna anomalia sulle condizioni della merce.
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A cura di Nico Falco
Uno screen dei video sui social di Cip&Ciop e il messaggio dei titolari
Uno screen dei video sui social di Cip&Ciop e il messaggio dei titolari

Ha riaperto la cornetteria Cip&Ciop di Chiaiano, Napoli Nord, nei giorni scorsi chiusa a seguito di un controllo dei carabinieri e dell'Asl che aveva evidenziato delle problematiche del punto di vista strutturale e la presenza di due dipendenti in nero. Ad annunciare la riapertura sono stati i titolari, con un post sui social, in cui hanno voluto rispondere anche a una voce che si era diffusa nei giorni scorsi e secondo cui la merce sarebbe stata sequestrata perché scaduta: in realtà, spiegano, era in un locale non registrato ma dai controlli non sono emerse anomalie sulle condizioni.

I sigilli avevano suscitato particolare clamore perché l'attività è estremamente famosa sui social, dove si è ritagliata uno spazio importante nel settore "food porn" usando sempre la stessa formula, semplice ma efficace, che ha portato a oltre un milione e mezzo di follower, anche dall'estero: telecamera puntata sul bancone e sui clienti in attesa, mentre vengono preparati cornetti, brioche e altri prodotti artigianali.

Nel ringraziare carabinieri e Asl per le attività in campo, scrivono: "Riteniamo che i controlli rappresentino uno strumento importante a tutela dei consumatori e della qualità del lavoro. L'attività ispettiva ci ha inoltre consentito di approfondire e adeguarci ulteriormente alle più recenti normative relative alla produzione artigianale" dei prodotti, "permettendoci di migliorare ancora di più gli standard che ogni giorno ci impegniamo a garantire ai nostri clienti".

La problematica che aveva portato alla temporanea chiusura, come avevano spiegato in un precedente post, riguardava l'assenza di una separazione netta tra le aree di preparazione dei prodotti e quelle che accolgono i clienti. Nei giorni successivi, però, l'attività è stata bersagliata con commenti e video parodia in cui si sosteneva che i prodotti fossero stati sequestrati perché scaduti.

"Desideriamo precisare – concludono i titolari – che durante il controllo non è stato riscontrato alcun prodotto scaduto. La contestazione ha riguardato esclusivamente la presenza di un'area non registrata, all'interno della quale erano conservati prodotti regolarmente fatturati e con scadenza valida. Proprio perché custoditi in un'area non registrata, tali prodotti sono stati sottoposti a sequestro secondo la normativa vigente".

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