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8 Giugno 2022
10:19

Il clan Mallardo preparava ritorsioni contro i carabinieri: scattano altri 9 fermi

Blitz nella notte contro il clan Mallardo di Giugliano (Napoli), 9 fermi. Alcuni degli indagati volevano mettere in atto ritorsioni contro i carabinieri.
A cura di Nico Falco
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Altre 9 persone, ritenute contigue al clan Mallardo di Giugliano, sono state sottoposte a fermo dai carabinieri all'alba di oggi, 8 giugno: le indagini, oltre agli episodi di estorsione ai commercianti e il possesso di armi, hanno documentato l'intenzione di alcuni degli indagati di mettere in atto ritorsioni e intimidazioni nei confronti dei militari. L'operazione segue di poche ore quella della Dia, che ha portato in manette 25 persone (17 in carcere e 8 ai domiciliari) collegate allo stesso clan dell'Alleanza di Secondigliano.

Il clan Mallardo preparava ritorsioni contro i carabinieri

Il blitz è scattato questa notte, condotto dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Giugliano in Campania; tra i 9 destinatari del fermo figura Michele Di Nardo, di recente scarcerato e considerato dagli inquirenti esponente di rilievo del clan. Le indagini dei carabinieri hanno ricostruito una articolazione del clan Mallardo, operativa soprattutto nella fascia costiera della cittadina, che era dedita principalmente alle estorsioni ai danni di imprenditori edili, concessionari di automobili e ristoratori, oltre che nel settore del conferimento degli oli esausti e nell'attività di riscossione e recupero crediti; gli episodi ricostruiti e contestati sono 15. Inoltre, è emerso che alcuni degli indagati volevano intimidire i carabinieri che si stavano occupando delle indagini su di loro.

Blitz contro i Mallardo, 9 fermi dei carabinieri

I destinatari dei provvedimenti eseguiti dai carabinieri sono Ciro Agalbato, 28 anni; Davide Barbato, 55 anni; Oreste Comite, 65 anni; Salvatore D'Alterio, 54 anni; Michele Di Nardo, 43 anni; Vincenzo La Pignola, 47 anni; Carmine Maione, 38 anni; Antonio Mallardo, 34 anni; Antonio Seguino, 62 anni. gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione, consumata o tentata, detenzione e porto illegale di armi comuni di sparo, aggravati dalle finalità e modalità mafiose.

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