Blitz antimafia a Caserta, carabinieri e Dda Napoli colpiscono clan Casalesi: 23 misure cautelari

Maxi operazione dei carabinieri contro il clan dei Casalesi nel Casertano, con 23 misure cautelari eseguite nelle prime ore della mattinata di oggi, lunedì 30 aprile, eseguite nei confronti di altrettanti indagati; per 19 persone è stata disposta la custodi in carcere, per gli altri 4 i domiciliari. Il blitz è stato condotto dai militari del comando provinciale di Caserta e dal Ros, il raggruppamento operativo speciale di Napoli, su disposizione della Direzione distrettuale Antimafia partenopea. Nel mirino degli investigatori ci sono soggetti ritenuti appartenenti ai vertici della fazione che fa riferimento a Michele Zagaria, il boss arrestato nel 2011.
Le misure cautelari eseguite, relative ad una inchiesta avviata dal 2019 dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, riguardano anche indagati che si troverebbero all'estero. Secondo quanto ricostruito, il gruppo sarebbe stato guidato da due fratelli del capoclan "Capastorta", attualmente liberi, affiancati da un nipote, scarcerato nel 2019 e trasferitosi all'estero per curare gli interessi economici dell'organizzazione; nel sistema ricostruito dagli inquirenti emerge anche la figura di un referente che aveva il compito di fare da collegamento tra l'ala militare del clan e i vertici, impegnato nelle attività di estorsione, usura e traffico di droga oltre che nel controllo di diversi settori economici.
Le accuse, a vario titolo, comprendono associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e autoriciclaggio. Contestati inoltre reati legati alla detenzione e al porto di armi e munizioni, oltre al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti e alla concorrenza illecita con violenze e minacce.
Tra le attività in cui si era infiltrato il gruppo figurano l'imposizione nelle compravendite di terreni (con richieste tra i 15mila e oltre i 125mila euro), le intestazioni fittizie di attività commerciali e la gestione delle slot machine. Il gruppo aveva inoltre una cassa comune, alimentata anche attraverso investimenti in attività legali, come società di autonoleggio; i soldi provenienti dalle attività illecite venivano riciclati tramite imprese in Italia e in Spagna riconducibili al nipote di Michele Zagaria.
I militari hanno poi documentato un progetto di espansione dei traffici di droga, sia per consolidare la già esistente presenza sul territorio, sia per inserirsi in nuovi mercati, come le piazze di spaccio di Caivano; in questa attività il gruppo si sarebbe mosso col supporto di esponenti della ‘ndrangheta, in particolare della provincia di Reggio Calabria, che facevano da fornitori per la cocaina.
Contestualmente all'esecuzione del provvedimento, i militari del Ros hanno disposto il sequestro complessivo di due aziende, per un valore complessivo stimato in 40 milioni di euro; sono state sequestrate anche armi, tra cui una mitraglietta Skorpion, un fucile a canne mozze e quattro pistole – circa 600 cartucce e 11 chili di droga. All’operazione partecipano oltre centocinquanta militari, tra cui oltre il personale del Ros, la squadre Sos del decimo reggimento Carabinieri Campania e unità cinofile impegnate nella ricerca di droga e armi. I dettagli dell'indagine saranno illustrati in procura di Napoli, alla presenza del procuratore capo Nicola Gratteri e dei vertici dell'Arma coinvolti nell'operazione.