Nelle scuole di Villa Literno l’acqua contaminata della Terra dei Fuochi ha raggiunto valori di tetracloroetilene il triplo dei limiti di legge

Ci sono anche scuole, uffici comunali, il cimitero, lo stadio e perfino la stazione dei carabinieri di Villa Literno, tra i siti dove l'acqua sotterranea è risultata contaminata da sostanze cancerogene, come tetracloroetilene (PCE) e tricloroetilene (TCE). A Montoro, in provincia di Avellino, è stata colpita la rete idrica, mentre si sono registrati superamenti anche di oltre 30 volte i limiti di legge per il PCE. Emergono altri dettagli dalla relazione della Regione Campania inviata ad Asl, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e Arpac, realizzata sulla base di uno studio dell'Università Federico II di Napoli, che Fanpage.it ha potuto visionare. Nel complesso le analisi sulle dee sostanze, tricloroetilene (Tce) e tetracloroetilene (Pce) – il primo è classificato come cancerogeno e associato a tumori del rene, del fegato e al linfoma non-Hodgkin, il secondo è ritenuto invece come probabile cancerogeno – si sono concentrate finora su 14 comuni nell'area della cosiddetta Terra dei Fuochi.
Sei città sono in provincia di Caserta, in particolare nell'area della piana del Volturno e, soprattutto, il comune di Villa Literno. Le altre sono Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo. Altre 4 sono in provincia di Napoli: Acerra, Giugliano in Campania, Boscoreale e Striano. Tre in provincia di Salerno: Scafati, Angri e Sarno. C'è poi il caso di Montoro nella provincia di Avellino.
Palazzo Santa Lucia, dopo la nota della Federico II del 20 febbraio scorso, è intervenuto con "l'attivazione urgente di verifiche integrate sanitarie, ambientali, veterinarie e di filiera ai fini della valutazione del rischio ambiente-salute, a seguito di superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) per tetracloroetilene (PCE) e tricloroetilene (TCE) nelle acque sotterranee – territori delle province di Caserta, Napoli, Avellino e Salerno".
La comunicazione alla Regione Campania
A seguito delle analisi, la Federico II a fine febbraio comunica alla Regione Campania "i risultati delle attività ambientali e sanitarie", precisando che "impongono la necessità di intraprendere azioni immediate di sanità pubblica nelle aree interessate". "È emersa la presenza – si legge -in diversi ambiti del territorio regionale, di superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) per PCE e TCE nelle acque sotterranee, con potenziali ricadute su usi domestici, agricoli, zootecnici e, in alcuni casi, sulla filiera idropotabile". Per le due sostanze, i limiti imposti dalla legge sono pari a 1,1 mg/L per il tetracloroetilene (PCE) e 1,5 mg/L per il tricloroetilene (TCE).
La mappa delle zone con l'acqua inquinata in Campania
Il quadro più rilevante, come detto, riguarda la provincia di Caserta, in particolare il comune di Villa Literno. Nei dataset 2023-2024 i superamenti risultano a partire dal 22 settembre 2023 e proseguono nei giorni 25, 26 e 27 settembre 2023, per poi riemergere il 7 novembre 2023 e il 1º marzo 2024. Nel solo comune di Villa Literno risultano numerosi campioni oltre soglia, con valori di PCE particolarmente elevati, tra cui 22,60 mg/L il 22/09/2023, 14,60 mg/L il 26/09/2023 e 24,00 mg/L il 07/11/2023.
Nel dataset 2025 relativo a Villa Literno, i superamenti proseguono e si distribuiscono tra il 29 maggio, il 5 giugno e il 12 giugno 2025. "Il dato – si legge nella relazione – assume particolare rilevanza poiché interessa non solo pozzi privati, ma anche siti pubblici espressamente individuati, quali ufficio anagrafe, stadio comunale, cimitero, scuola "Don Lorenzo Milani" e comando carabinieri". Al don Milani nel campionamento del 5 giugno 2025, i valori del Pce sono di 3 mg/L, su un limite di 1,1, circa il triplo.
Un altro istituto che viene citato a pagina 5 della relazione per superamento di Pce è il Leonardo Da Vinci, con campionamento in data 29 maggio 2025 risulta un valore di 2 mg/L. Rilevanti gli sforamenti al Cimitero di Villa Literno (11,20 mg/L, il 5 giugno 2025) e al Comando dei Carabinieri (8,10 mg/L, il 5 giugno 2025).
Sempre nella provincia di Caserta risultano ulteriori superamenti nei comuni di Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo, configurando una pluralità di criticità diffuse, con concentrazione particolarmente allarmante nel territorio di Villa Literno.
Nella provincia di Napoli, invece, "i superamenti risultano nei comuni di Acerra, Giugliano in Campania, Boscoreale e Striano". "Ad Acerra i dati evidenziano superamenti già il 13 settembre 2023, con valori di TCE pari a 18,00 e 18,70 mg/L, confermati dai ricampionamenti del 20 ottobre 2023 anche per il PCE. A Boscoreale si registra un superamento il 22 febbraio 2024, mentre a Striano un superamento rilevante emerge il 1° marzo 2024. Per Giugliano in Campania, il punto "RZZ1″ presenta un valore di PCE pari a 3,10 mg/L il 6 dicembre 2023, nuovamente riscontrato nel gennaio 2025".
"Per la provincia di Avellino – prosegue la relazione – il fenomeno risulta concentrato nel Comune di Montoro e presenta profili di particolare sensibilità per il coinvolgimento della rete idrica, di pozzi, filtri, serbatoi e partitori. I superamenti emergono nel corso del 2025, con valori ripetuti superiori ai limiti e con un picco particolarmente elevato pari a 30,52 mg/L di PCE in un punto di captazione". Questo risultato particolarmente elevato sarebbe stato riscontrato all'interno di un pozzo privato. "Il quadro complessivo – si legge nel documento – evidenzia una criticità sistemica del sistema idrico locale, che richiede verifiche sanitarie e ambientali rapide e approfondite".
Nella provincia di Salerno, "i superamenti risultano nei comuni di Scafati, Angri e Sarno, con valori rilevati nel primo trimestre del 2024. La localizzazione dei superamenti in un'area agricola e fortemente antropizzata impone verifiche specifiche sugli usi irrigui, sull'esposizione indiretta e sulle possibili interferenze con la filiera agroalimentare".
Per la Regione Campania, "la contaminazione delle acque sotterranee descritta assume rilevanza sotto il profilo sanitario, ambientale e della sicurezza delle filiere produttive, potendo determinare esposizioni dirette e indirette della popolazione, degli animali e degli ecosistemi. In particolare, la contaminazione può determinare esposizioni dirette per usi domestici non controllati, esposizioni indirette attraverso la catena alimentare, nonché possibili effetti sugli ecosistemi, anche con fenomeni di bioaccumulo. Ulteriore criticità è rappresentata dalla presenza di pozzi privati non censiti o non autorizzati. Il quadro impone un approccio integrato secondo il modello One Health (ambiente-salute)".
Il piano di monitoraggio del rischio sanitario
La Regione ha attivato tutti gli uffici e gli enti competenti che dovranno dare riscontro entro 15 giorni e una relazione dettagliata entro 45 giorni. Le Asl dovranno, tra le altre cose, "effettuare una valutazione urgente del rischio sanitario, con particolare riferimento alle aree caratterizzate da superamenti reiterati o da valori significativamente elevati; procedere, d'intesa con i sindaci dei Comuni interessati, alla ricognizione dei pozzi privati, distinguendo gli usi domestici, irrigui, zootecnici o promiscui, con priorità per quelli potenzialmente connessi a esposizione umana o animale; verificare l'eventuale utilizzo diretto o indiretto delle acque di falda contaminate per finalità suscettibili di determinare esposizione della popolazione o degli animali; attivare, attraverso i Dipartimenti di Prevenzione, i controlli ufficiali sulla filiera alimentare e zootecnica, con particolare riguardo alle produzioni locali potenzialmente esposte; formulare ai Sindaci, ove necessario, proposte di misure cautelative e di informazione alla popolazione, anche ai fini dell'adozione di eventuali ordinanze contingibili e urgenti". Altri controlli saranno svolti da Arpac, Izsm e uffici regionali.