Bimba morta prima del parto ad Acerra, medico indagato. Il papà: “Ci dissero strangolata dal cordone”

Ginecologo indagato per la bambina nata morta in una clinica di Acerra il 13 luglio scorso. Il professionista sanitario è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica di Nola – inchiesta affidata alla pm Aurora Celico – per il reato di interruzione colposa di gravidanza, a seguito della denuncia sporta dai genitori il 20 luglio scorso. Si tratta di un atto dovuto in questi casi, per consentire al professionista di conoscere gli atti dell'inchiesta e potersi difendere al meglio, spiegando cosa sia accaduto.
Su disposizione dei magistrati, il corpicino della piccola è stato riesumato per l'autopsia che si è svolta venerdì scorso, 31 luglio. Dagli ulteriori accertamenti clinici potrebbero emergere elementi utili a chiarire le cause della morte. "Ci avevano detto che la nostra bimba era morta nel grembo di sua madre perché strangolata dal cordone ombelicale ma dall'analisi dell'ultimo tracciato a cui è stata sottoposta mia moglie è emersa una sofferenza fetale che secondo noi è stata ignorata dal medico", ha affermato il papà della piccola, 43enne napoletano, assistito dall'avvocato Francesco Petruzzi, assieme alla moglie 45enne.
I genitori hanno sporto denuncia ai carabinieri
I genitori il 20 luglio hanno presentato un esposto ai carabinieri per chiedere agli investigatori di fare luce su quanto accaduto. Secondo quanto denunciato dalla famiglia, la gravidanza avrebbe avuto un decorso regolare fino all'11 luglio, quando, a due giorni dal parto, è stata eseguita una eco-grafia in intra moenia nella clinica di Acerra dalla quale sarebbero emersi dei problemi. Due giorni dopo, la 45enne si è poi recata in clinica per il parto. Solo a quel punto, sarebbe emersa l'assenza del battito cardiaco fetale. È stato disposto immediatamente un parto cesareo ma la bimba è venuta alla luce senza vita. La coppia ha chiesto di accertare se ci sia stata trascuratezza da parte del ginecologo.
La bimba nata morta è stata poi tumulata. Successivamente, i genitori hanno deciso di approfondire quanto accaduto, presentando una denuncia in procura. Il 31 luglio si è svolta l'autopsia per accertare "le cause e i mezzi che ne hanno provocato la condizione di nato morto e correlate responsabilità medico-sanitarie". Ieri, invece, sabato 1 agosto, i genitori sono tornati dai carabinieri per presentare ulteriori documenti integrativi all'esposto, compreso il referto dell'ultimo tracciato eseguito l'11 luglio dal quale sarebbe emersa la sofferenza fetale.