Francesca Tucci morta a 24 anni al Cardarelli, il papà non si dà pace: “Ho pagato per farla morire”

«Ho pagato per far morire mia figlia». Vincenzo Tucci, 60 anni, ripete questa frase senza darsi pace da quando sua figlia Francesca, 24 anni, è morta in terapia intensiva al Cardarelli di Napoli. Il decesso risale allo scorso 3 luglio, dopo un intervento chirurgico eseguito in regime di intramoenia nello stesso ospedale. La famiglia ha presentato denuncia e la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo. Il pubblico ministero titolare dell'inchiesta è il sostituto procuratore Mario Canale, che ha disposto il sequestro della salma della giovanissima, in vista dell'autopsia. L'esame autoptico, atto irripetibile, partirà con il conferimento dell'incarico ai medici martedì 7 luglio. Un passaggio decisivo per capire cosa sia accaduto davvero nelle ore successive all'operazione.
Nel fascicolo della Procura, come atto dovuto, risultano indagati tre sanitari: il chirurgo Felice Pirozzi, Giuseppe Magno e Francesca Duro. Sul fronte opposto, quello della famiglia Tucci, gli avvocati sono Massimo Lanna, Massimo D'Errico e Francesco Petruzzi. Petruzzi racconta come è arrivato al caso: «Sono stato chiamato dalla famiglia Tucci perché non si riusciva a trovare uno specialista di branca di parte da nominare per l'autopsia». Petruzzi anticipa anche chi comporrà il team a tutela degli interessi della famiglia: «A rappresentare gli interessi dei Tucci ci sarà, tra gli altri, il medico legale Luca Scognamiglio, che già si sta occupando del caso del piccolo Domenico Caliendo, e il professore Maurizio Gentile». Da martedì, con l'avvio delle operazioni peritali, si capirà se la morte di Francesca Tucci sia riconducibile a un errore medico o a complicanze non prevedibili. Fino ad allora, la famiglia della 24enne aspetta risposte che, per ora, la sola denuncia non può dare.