video suggerito
video suggerito
Femminicidio Pamela Genini

Profanazione bara Pamela Genini, Francesco Dolci ricorre all’ex generale dei Ris Luciano Garofano

Luciano Garofano, il noto generale in congedo ed ex comandante del Ris dei Carabinieri, è stato nominato dalla difesa di Francesco Dolci come consulente tecnico.
Luciano Garofano
Luciano Garofano
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Francesco Dolci, unico indagato nell'inchiesta della Procura di Bergamo per vilipendio di cadavere e furto della testa di Pamela Genini, si è avvalso della collaborazione di Luciano Garofano, il noto generale in congedo ed ex comandante del Ris dei Carabinieri, nominato dalla difesa come consulente tecnico, come riportato da Corriere Bergamo. 

Sono in corso infatti gli accertamenti nei laboratori del Ris di Parma sui reperti sequestrati a Dolci nel corso delle indagini, tra cui tamponi eseguiti sulla bara, un capello trovato nella botola del loculo, un lenzuolo sequestrato sull’auto e un coltello con relativo fodero. Tutti elementi questi sui quali si stanno cercando eventuali tracce biologiche e dattiloscopiche, relative alle impronte digitali.

Francesco Dolci, imprenditore edile di 41 anni residente a Sant’Omobono Terme (Bergamo) – che partecipa agli accertamenti attraverso i propri legali, Eleonora Prandi e Isabella Colombo – si è sempre ritenuto innocente e del tutto estraneo a fatti per cui è stato accusato. Fin dall'inizio ha sempre detto di essere un caro amico e ex fidanzato di Pamela Genini, la 29enne uccisa a coltellate da Gianluca Soncin il 14 ottobre 2025 a Milano.

Le indagini sul caso Dolci-Genini sono coordinate dal pubblico ministero Giancarlo Mancusi e condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bergamo insieme ai militari della Compagnia di Zogno.

Mentre sono in corso gli accertamenti scientifici prosegue anche l’analisi del materiale informatico sequestrato presente su telefoni cellulare di Dolci, due in tutto, più uno bianco, consegnato ai militari solo in un secondo momento.

L'interesse di inquirenti e investigatori si sta concentrando su chat, fotografie, ricerche effettuate online e dati di localizzazione. Tutti dati questi che potrebbe contribuire a ricostruire un quadro più dettagliato possibile sull'accaduto.

Occorre attendere ancora qualche settimana prima di avere risultati su entrambi i fronti.

Intanto a Milano il 4 giugno scorso è cominciato il processo con rito immediato per Gianluca Soncin, l'uomo che ha ucciso Pamela, accusato di femminicidio e omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dalla crudeltà e dalla relazione affettiva terminata, motivi per cui rischia l'ergastolo.  La prossima si svolgerà il 13 luglio durante la quale saranno ascoltati alcuni testimoni. 

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views