video suggerito
video suggerito
Femminicidio Pamela Genini

Femminicidio Pamela Genini, la poliziotta: “Lei era riuscita a scappare, ma lui l’ha trascinata in casa”

È iniziata la seconda udienza del processo sul femminicidio di Pamela Genini, uccisa dall’ex fidanzato Gianluca Soncin, oggi a processo. Una poliziotta sta deponendo davanti alla Corte d’Assise di Milano, raccontando le indagini svolte.
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Nella giornata di oggi, lunedì 13 luglio, si sta svolgendo la seconda udienza del processo sul femminicidio di Pamela Genini, la ragazza di 28 anni uccisa a Milano dall'ex fidanzato Gianluca Soncin. L'uomo è presente in aula. Poco prima dell'udienza, il compagno della madre di Genini, Piergiuseppe Rotta, ha spiegato che la donna non è presente in aula "perché non deve sentire i testimoni". 

Nell'udienza di oggi, la Corte d'Assise di Milano sta ascoltando alcuni testimoni. Tra questi, la prima dirigente della polizia di Stato, la dottoressa Serafina di Vuolo, che sta ripercorrendo gli elementi raccolti durante le indagini e quanto accaduto il giorno del delitto.

L'investigatrice, infatti, è intervenuta sul luogo dei fatti il 14 ottobre 2025, quando la ragazza è stata accoltellata dall'uomo. A chiamare i soccorsi è stato Francesco Dolci, oggi indagato per la profanazione della tomba della giovane, che ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine in via Iglesias 33 dove Genini viveva: "Sono le 21:45 circa. Ha segnalato una lite in corso con il compagno", ha spiegato di Vuolo.

L'uomo è riuscito a entrare nell'appartamento grazie a un mazzo di chiavi, di cui aveva fatto copia in un ferramenta presente in viale Abruzzi: "Quasi certamente la copia è stata fatta la settimana prima".

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima stava cucinando quando è stata colta da Soncin. L'accoltellamento è avvenuto inizialmente in terrazza. La giovane è riuscita a scappare, a uscire da casa e arrivare sul pianerottolo. Soncin, però, è riuscito a trascinarla di nuovo dentro.

Video thumbnail

Dopo essere stati allertati da Dolci, una volta arrivati sul posto, gli agenti hanno cercato di fare irruzione in casa: "Hanno cominciato a tirare calci disperati alla porta di Genini che hanno sentito urlare. Hanno sfondato la porta, sono riusciti a entrare e hanno visto Genini prona e Soncin che provava a sbattere la porta contro gli agenti". 

Quando i poliziotti sono riusciti a entrare, Genini era ancora viva: "Si sentiva rantolare". L'arma del delitto – un coltello con una lama da 21 centimetri e la parte inferiore seghettata – è stata poi trovata sul tappeto del bagno. Si tratta di un "coltello professionale in uso anche in contesti militari". Altre armi sono stati trovati sull'automobile e nella casa di Cervia, di proprietà di Soncin, dove è stata trovata anche una pistola ad aria compressa: "Soncin era solito girare con la pistola". 

Gli investigatori, durante le indagini, hanno accertato le violenze pregresse.

Ha collaborato Francesca Caporello

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views