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Femminicidio Pamela Genini

Francesco Dolci indagato anche per bancarotta fraudolenta: interrogato dalla Guardia di Finanza

L’impresario 41enne di Sant’Omobono Terme (Bergamo) ora è nel registro degli indagati anche sul fronte economico-finanziario, oltre che per vilipendio di cadavere e furto della testa di Pamela Genini.

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Francesco Dolci è stato indagato anche per bancarotta fraudolenta. Come riportato da BergamoNews e come confermato a Fanpage.it da fonti investigative, l'impresario 41enne di Sant'Omobono Terme (Bergamo) ora è nel registro degli indagati anche sul fronte economico-finanziario, oltre che per vilipendio di cadavere e furto della testa di Pamela Genini, la 29enne uccisa a coltellate dall'ex fidanzato Gianluca Soncin il 14 ottobre 2025 e il cui cadavere è stato profanato nel cimitero di Strozza (Bergamo).

Come si apprende, Dolci nel pomeriggio di ieri – giovedì 2 luglio – è stato interrogato dai militari della Guardia di Finanza di Bergamo nell'ambito di un'inchiesta aperta dalla Procura di Bergamo e condotta dal pubblico ministero Chiara Monzio Compagnoni.

Come spiegato a Fanpage.it, i fatti contestati avrebbero avuto inizio nel 2023 e sarebbero relativi a flussi di denaro che l'impresario avrebbe intascato da una società intestata a un suo conoscente. Secondo inquirenti e investigatori, sarebbero stati effettuati dei pagamenti che facevano riferimento a fatture emesse per lavori, servizi o forniture che in realtà non sono mai stati eseguiti. Il tutto avrebbe contribuito a un presunto schema di bancarotta fraudolenta.

Le due inchieste della Procura di Bergamo, quella per vilipendio di cadavere e questa nuova di natura economico-finanziaria – di cui al momento si conoscono ancora pochi dettagli – procedono parallelamente e sono rispettivamente condotte dai carabinieri del Comando Provinciale in collaborazione con i colleghi di Zogno e dalla Guardia di Finanza di Bergamo.

Le indagini sul caso Dolci-Genini sono coordinate invece dal pubblico ministero Giancarlo Mancusi. Attualmente sono ancora in corso gli accertamenti scientifici sul materiale informatico sequestrato a Dolci: due telefoni cellulari, più uno bianco, consegnato ai militari solo in un secondo momento. L'interesse di inquirenti e investigatori si sta concentrando su chat, fotografie, ricerche effettuate online e dati di localizzazione. Tutti dati questi che potrebbe contribuire a ricostruire un quadro più dettagliato possibile sull'accaduto.

Inoltre recentemente è emerso che Dolci potrebbe essere anche l'autore di diversi profili Facebook fake creati sotto falso nome con l'intento di scrivere post e commenti per manipolare il dibattito social, così da portare dalla sua parte gli utenti che seguono il caso e al tempo stesso provocare la madre di Genini, Una Smirnova, in modo da indurla a scrivere commenti negativi sul suo conto, così da dimostrare che la donna lo accusi ingiustamente.

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