Giulia Pelucchi (Pd): “Favorevole alle primarie, ma senza frammentazioni. Per Milano serve visione politica chiara”
La campagna elettorale per le elezioni comunali a Milano, previste per la primavera 2027, è più viva che mai. Sono già diversi i personaggi che si sono resi disponibili a candidarsi come sindaco o sindaca. Le discussioni, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, vertono sulla scelta del profilo "giusto" da proporre come futuro inquilino di Palazzo Marino che sulla metodologia da utilizzare per decidere tra la mole di nomi. Sui programmi, per il momento, la discussione è ancora scarna. Per Giulia Pelucchi, presidente del Municipio 8 e vicesegretaria dei dem milanesi, per Milano serve una visione politica chiara.
Lei è presidente di Municipio. C'è bisogno di più autonomia e inclusione da parte di Palazzo Marino? Cosa dovrebbe fare la prossima giunta?
Leggendo alcune interviste dei vari candidati sindaco, il tema del decentramento non è praticamente mai presente. Nessuno ha fatto riferimento al ruolo dei municipi: tanti hanno fatto proposte, parlando di raccolte dal basso, facendo proposte che in alcuni territori sono già realtà. Se uno parlasse con i municipi, si renderebbe conto di quanto le persone – in questi cinque anni – abbiano fatto affidamento a questi Enti. Magari a volte rimanendo delusi perché non riusciamo o possiamo intervenire su tutte le cose, ma, nonostante questo, hanno più fiducia e sentono i municipi più vicini.
Proprio questa vicinanza ha permesso di intercettare prima i bisogni e le esigenze dei cittadini. Credo sia mancato, se non su richiesta, l’incontro con i cittadini e il loro coinvolgimento su questioni importanti. I Municipi sono parte dell’amministrazione ma forse il centro avrebbe dovuto sfruttare di più il nostro ruolo, anche perché mi pare che i cittadini si sentano più rappresentati.
In termini di decentramento dei poteri, penso che delegare potere significhi anche delegare responsabilità. Per esempio, per la manutenzione della città, i municipi potrebbero agire direttamente. Come per le riqualificazioni che riguardano il verde: abbiamo un budget, decidiamo le priorità e ci assumiamo la responsabilità di dire anche dei no. Oggi, invece, diamo priorità ma non possiamo garantire l’intervento o le tempistiche.
I cittadini si aspettano che questo passaggio avvenga. Spero che nella prossima amministrazione ci sia un intendimento sul potere dei municipi e che questo parta prima di tutto dal sindaco. Se ci fosse un forte decentramento dal punto di vista delle risorse umane ed economiche, sarebbe ottimo.
Ci sono alcuni temi molto cari ai cittadini: l'abitare, il costo della vita, la sicurezza e la questione ambientale. Come dovrebbe agire la prossima giunta?
Sulla questione ambientale, penso che a Milano si siano fatti passi avanti, in un contesto nazionale ed internazionale che tende a negare le conseguenze della crisi climatica. Ci portiamo dietro progetti vecchi che non consideravano l’importanza della mitigazione con elementi verdi e alberature. Un tema molto sensibile in questa torrida estate é la morte di alberi appena piantumati spesso per assenza di irrigazione. Sicuramente, quindi, è necessario chiedere a Mm di essere più attenta alla cura anche se un netto cambio di passo sugli sfalci é innegabile. Sul tema sicurezza, ritengo che sia necessario riprendere gli incontri tra Municipi, Comune, Prefettura, Questura e forze dell'ordine. È una cosa prevista dal regolamento e non è mai successo in cinque anni. Abbiamo incontrato Prefetto e Questore una volta sola all’inizio del mandato.
Questi incontri sono utili. La polizia locale ha poteri limitati perché la sicurezza è un tema ministeriale, nazionale. Questi incontri, invece, ci aiuterebbero. Non abbiamo mai occasione di confrontarci con chi decide in materia di sicurezza. Poi sarebbe importante far vedere che gli agenti della polizia locale ci sono e sono presenti sul territorio. Bisognerebbe quindi rivedere le modalità con cui si svolge il presidio sul campo.
Sul tema dell'abitare, invece, sarebbe necessario proseguire con quanto Palazzo Marino sta facendo ora, al termine della legislatura. Abbiamo dovuto fare i conti con piani attuativi che avevano condizioni diverse da quelle che chiediamo ora.
Sul costo della vita, in generale, bisogna il più possibile far emergere la visione pubblica della città. Prendere le buone pratiche anche dei municipi e alleggerire i costi per quanto un comune possa fare. Noi, per esempio, abbiamo previsto tre settimane di centri estivi completamente gratuiti nelle case di quartiere. Se ci fosse un raccordo tra tutti i municipi e il Comune potrebbe essere un servizio replicabile su tutta la città aiutando le famiglie. La città é cambiata, cambiano i suoi residenti ed é necessario trovare nuove formule, i buoni esempi ci sono e sul sostegno alle persone in difficoltà il Comune é molto virtuoso.
Lei è favorevole alle primarie o bisognerebbe arrivare alla scelta del candidato o della candidata attraverso una sintesi unitaria dei partiti che compongono la coalizione?
Sono sempre stata favorevole alle primarie. Bisogna però ricordare che il popolo delle primarie non è necessariamente quello che andrà a votare. L’obiettivo è vincere e farlo al primo turno per sminare alleanze della destra al secondo turno. Poi per legittimare il candidato/a vincente è necessario svolgere primarie non troppo frammentate. Credo che ci sia bisogno di partecipazione, in modo da far ritrovare un po' di entusiasmo anche negli iscritti e simpatizzanti.
Meglio un candidato civico o un politico? O questa discussione è un po' fine a se stessa?
Bisogna porre più attenzione ai temi e alle proposte. La parola d’ordine dev’essere: politica. La politica deve essere al centro per dare una visione chiara alla città e risposte concrete ai cittadini.