Per il candidato a Sindaco di Roma, ora Fratelli d’Italia deve scegliere tra Rampelli e Angelilli
Nel silenzio di molte bocche abbottonate, sembrava che Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei Deputati, corresse da solo all'interno di Fratelli d'Italia e del centrodestra al ruolo di prossimo candidato a sindaco di Roma. Nelle ultime ore dalle retrovie della Pisana lo avrebbe raggiunto Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio. Mentre il tempo verso le elezioni amministrative del 2027 scorre lento ma inesorabile, la rosa dei possibili avversari di Roberto Gualtieri si sarebbe ristretta a loro. Due nomi con una storia di militanza simile, un percorso istituzionale diverso, e che godono di stima e apprezzamento nella base e, come appreso da Fanpage.it, fra i ragazzi e le ragazze di Gioventù Nazionale, le cui forze in campagna elettorale saranno fondamentali.
I due nomi forti del partito a Roma e con una storia militante
Due profili politici, i più pesanti sulla città di Roma, ognuno con un suo personale seguito nei circoli di Fdi e Gn. Nessuno che può essere visto come un'imposizione dei vertici per calcoli politici. Angelilli, poi, ha già un incarico di primo piano in Regione Lazio, dove riveste anche la carica di assessora allo Sviluppo Economico. Mentre Rampelli, anche se con un ruolo politico nazionale, ha trovato spesso il tempo di intervenire su alcuni temi cittadini come la riforma per Roma Capitale o l'iniziativa della Comunità Islamica di Roma per la piscina per sole donne.
Entrambi hanno poi un lungo pedigree militante. Rampelli ha iniziato nel Fronte della Gioventù già negli anni Settanta, quando allo studio e alla politica alternava il nuoto ad altissimi livelli. Negli anni Ottanta ha continuato con la militanza fino a diventare il leader dei "gabbiani", nome della comunità politica della sezione di Colle Oppio del Movimento Sociale Italiano. Negli anni Novanta, dopo la svolta di Fiuggi, è diventato uno dei punti di riferimento di Alleanza Nazionale nel Lazio e, nel 1997, coordinatore nazionale. Nel 2002 gli succede in questo ruolo proprio Roberta Angelilli, che aveva iniziato a fare politica qualche anno dopo Rampelli concentrandosi negli anni Ottanta sull'ambientalismo. Dal 1985 al 1992 è stata responsabile regionale di Fare Verde, associazione nata in seno al Fronte della Gioventù che dopo il disastro di Chernobyl partecipa alle manifestazioni contro le centrali nucleari di Latina e Montalto di Castro.
Due percorsi simili, quasi ricalcati. Rampelli più concentrato sulla politica nazionale, Angelilli su quella europea con anche l'incarico di Vicepresidente del Parlamento di Bruxelles fra il 2009 e il 2014. Ma, se il primo può vantare una fedeltà e una coerenza quasi cieca all'area post-missina, in una fase di confusione come quella dello scioglimento del Popolo delle Libertà Roberta Angelilli ha preso una deviazione: passa prima dal Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano, poi a Idea di Gaetano Quagliariello e infine a Forza Italia, prima di rientrare alla base di Fratelli d'Italia nel 2019.
Uno fra Rampelli e Angelilli per sfidare il campo largo di Gualtieri
Entrambi sono considerati nomi forti, da giocarsi solo se si vuole correre per vincere, e identitari – forse la vicepresidente del Lazio un po' meno anche in virtù della sua esperienza nelle istituzioni europee -, la cui proposta ufficiale dovrà affrontare lo scoglio delle discussioni con gli alleati. Lasciare spazio a un candidato della Lega o di Forza Italia per le elezioni a Milano, Napoli e Torino potrebbe farli accettare con un sorriso più ampio. Un compromesso che si potrebbe rendere necessario. Contro una coalizione a sostegno di Gualtieri che sembra in continua espansione, dopo le aperture di Azioneda una parte e Movimento 5 Stelle dall'altra, servirà un centrodestra unito senza esitazioni. C'è poi da considerare l'incognita Futuro Nazionale. Roberto Vannacci a giugno scorso ha annunciato che il partito sta lavorando a un proprio candidato per Roma e, considerando la rapida ascesa nei sondaggi e l'alleanza con l'ex primo cittadino Gianni Alemanno, potrebbe essere una spina nel fianco non da poco.
Ma quanto ancora bisognerà aspettare per avere un nome definitivo? L'ipotesi più chiacchierata è quella di un annuncio sul palco di Atreju, l'evento più importante di Fratelli d'Italia che in genere va in scena tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre. Secondo quanto appreso da Fanpage.it, però, l'ipotesi non è ancora circolata nelle sedute di stesura del programma. Le tempistiche potrebbero anche dipendere da quando si andrà alle urne, per arrivare all'appuntamento decisivo con una campagna ben avviata e ancora sulle ali dell'entusiasmo.