Elezioni amministrative 2027

Orlandi (Fratelli d’Italia): “Regione Lombardia a FdI? Già pattuito con Salvini, non c’è bisogno di cedere Milano”

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“Salvini, che è stato riconfermato di recente a capo della Lega, si era sbilanciato dicendo che il candidato presidente della Lombardia, a quel punto, sarebbe stato di Fratelli d’Italia”: a dirlo a Fanpage.it è Simone Orlandi, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia a Milano.

"Salvini, che è stato riconfermato di recente a capo della Lega, si era sbilanciato dicendo che il candidato presidente della Lombardia, a quel punto, sarebbe stato di Fratelli d'Italia": a dirlo a Fanpage.it è Simone Orlandi, coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia parlando di elezioni comunali a Milano che si terranno nella prossima primavera. Il centrodestra sta riflettendo su tre profili politici: Silvia Sardone (Lega), Matteo Perego di Cremnago (Forza Italia) e Maurizio Lupi (Noi moderati). Profili che, come specificato da Orlandi, trovano l'accordo di Fratelli d'Italia.

Il centrodestra, per il momento, sembrerebbe essere concentrato su tre nomi: Matteo Perego di Cremnago, Silvia Sardone e Maurizio Lupi. Fratelli d'Italia cercherà di far valere il proprio peso di primo partito di coalizione o tenterà la strada del compromesso?

La strada è stata chiara fin dall'inizio. Fratelli d'Italia ha subito detto che questi tre candidati vanno bene. Ognuno ha le sue peculiarità e i suoi punti di forza. Siamo contenti del fatto che siano tre profili politici, che era quello che noi volevamo fin dall'inizio. La decisione su chi sarà scelto, è demandata a livello nazionale. Ci sarà infatti un tavolo nazionale dove si discuterà anche dei nomi di altri sindaci. Fratelli d'Italia indicherà il candidato, in quota sua, in altre città. A Milano il peso politico lo faremo valere per il programma e nei numeri della giunta.

Lo farete valere anche per le elezioni regionali in Lombardia? Si è parlato tanto della volontà di cedere il Comune di Milano a favore di una eventuale candidatura alla presidenza di Regione Lombardia. 

Se ne era già discusso quando si era parlato del candidato alla presidenza del Veneto, che spettò alla fine alla Lega. Salvini, che è stato riconfermato di recente a capo della Lega, si era sbilanciato dicendo che il candidato presidente della Lombardia, a quel punto, sarebbe stato di Fratelli d'Italia. Anche se era un altro tavolo, noi siamo rimasti a quella affermazione. Era una cosa già pattuita. Anche per i numeri, pensiamo che quella (la candidatura, ndr) ci spetti sicuramente.

Qualcuno dei candidati ha ventilato l'ipotesi di primarie, che sarebbe una novità per il centrodestra. Lei è favorevole?

Credo che possa essere uno strumento, che però non può essere utilizzato solo a Milano. Se diventa una regola, deve essere utilizzata a livello nazionale e quindi anche nelle altre città. Essendo noi il primo partito ci converrebbe farle ovunque, però per spirito di coalizione non la impugniamo. Certo è che se si dovessero fare le primarie, a quel punto, anche noi come Fratelli d'Italia avremmo una candidatura. Verrebbero rimescolate tutte le carte. Secondo me, non ci sono le condizioni anche politiche per farlo.

Ripeto: deve essere un criterio che ci diamo a livello nazionale. A noi, come Fratelli d'Italia, converrebbe. Viste le percentuali, avremmo la possibilità di spuntare più candidati. Non è però quello che ci interessa. A noi interessa che sia forte anche la coalizione, non solo il nostro partito.

Parliamo di temi. Uno dei problemi di Milano è sicuramente l'emergenza abitativa che sta rendendo la città sempre più per pochi. Quale sarà la ricetta di Fratelli d'Italia sul tema?

Faccio una premessa. Se si dovesse fare un'equazione matematica tra quello che è il costo di una casa al metro quadro e quello che è lo stipendio di un giovane, diremmo che oggi Milano, tra tutte le altre città d'Italia, è quella messa peggio. Tenendo presente che ci sono questioni economiche che influiscono su questo fenomeno, possiamo dire che il Comune di Milano, per quello che avrebbe potuto fare, non ha applicato delle politiche tali da far rimanere i cittadini – in primis giovani e classe media – in una città come Milano.

Un passo che dovremo fare sarà quello di mettere mano alle politiche abitative che prevedano di rivedere la gerarchia di assegnazione delle case popolari, di pensare al partenariato tra pubblico e privato e a tutte una serie di politiche volte all'aiuto anche delle start-up dei giovani, così da consentire di avere stipendi adeguati. Ovviamente, laddove il Comune può intervenire.

Proprio su questo tema, una delle risposte che viene sempre data è che è un tema ovviamente di competenza nazionale. Considerato che però al governo c'è Fratelli d'Italia, immagino che per un sindaco o sindaca di centrodestra sarà più semplice far sentire la sua voce sia a livello regionale che nazionale. 

C'è un livello istituzionale in cui ognuno deve svolgere il proprio compito indipendentemente dal colore politico. Ci sono delle responsabilità politiche, ma anche extra politiche che riguardano la finanza, l'economia, l'andamento del mercato, le guerre.

Ci sono poi delle politiche che il Comune può mettere in campo e che possono aiutare, ma sicuramente non risolvere i problemi complessi che ho appena citato. Si può lavorare in una certa direzione che è quella di incentivare le giovani coppie, la classe media a non scappare da Milano. Si può cercare di costruire una città più a misura dei milanesi e dei giovani e non dei supericchi che vengono a Milano a comprare senza poi rimanerci a vivere. Questo è infatti un altro fenomeno preoccupante che è in crescita.

C'è poi un altro tema molto caro al centrodestra che è quello della sicurezza. Ultimamente è stato approvato un nuovo decreto sicurezza. Non crede che sarebbe necessario incentivare delle misure che prevedano un aumento del presidio sociale all'interno di tutti i quartieri? Mi riferisco a centri giovanili, luoghi accessibili a tutti, con cui poter fare prevenzione.

Ma sicuramente. Dare una risposta immediata ai disordini, non esclude interventi sociali o economici. Il frutto di questa manifestazione è anche conseguenza del fatto che questa generazione cova dentro di sé una rabbia che ha manifestato sicuramente in maniera cruenta, ma che dobbiamo affrontare.

Come Governo e come Comune va benissimo dare delle risposte sulla formazione a lungo termine, però bisogna darne anche di concrete. Un esempio è stata la decisione del Governo di schierare l'esercito e mettere più forze dell'ordine sul territorio che ha consentito a chi ha manifestato sabato 24 ottobre di farlo tranquillamente. Non si sono verificati gli incidenti del sabato precedente: è stata data una risposta corretta e concreta alla città.

C'è poi una questione che merita molta attenzione che ha lasciato tutto il mio partito basito:  in consiglio comunale abbiamo proposto una mozione per chiedere che il Comune si costituisse parte civile contro chi ha danneggiato i negozianti milanesi in modo da riuscire a recuperare dei fondi.

L'amministrazione Sala non ha votato questo provvedimento di assoluto buon senso. La condanna che facciamo come centro destra è che quando si parla di questi temi ci si concentra solo sull'ideologia e poi non si si affronta nel concreto il problema.

Il Comune, in questi anni, non ha praticamente mai affrontato nel concreto la prevenzione sociale. Né dal punto di vista di nuovi centri per i giovani né dal punto di vista economico. Basti pensare anche alle tante famiglie che, quest'estate, hanno lamentato l'impossibilità di sostenere i costi per i centri estivi.

È vero che mancano centri accessibili a tutti. Tante società che pagavano l'affitto per centri di proprietà del Comune sono poi state costrette a lasciarli. Per loro è stato aumentato poi l'affitto in maniera spropositata. Sono stati pubblicati dei bandi, ma erano destinati solo a strutture che potevano sostenere costi elevati.

Lo sport è uno dei tanti modi che potrebbe aiutare i ragazzi. Per esempio, quelli che giocano a pallone a un certo livello, difficilmente vanno a spaccare le vetrine il sabato perché sfogano quello che il proprio avere 14, 15, 16 e 17 anni facendo sport e non devastando.

Passiamo a un altro tema, quello ambientale. Una delle critiche mosse al Comune è relativa all'area B e C, spesso ritenuta una misura discriminante nei confronti dei lavoratori. Quale potrebbe essere l'alternativa ecologica? Il segretario cittadino della Lega ha spesso fatto riferimento al potenziare il trasporto pubblico, ma per Atm è molto difficile trovare conducenti proprio a causa del costo della vita. Come pensate di affrontare questo problema?

A livello nazionale ci abbiamo già pensato: sono stati stanziati fondi per prolungare sia la metro 1 verso Olmi che la metro 5 fino a Monza. Questo è un finanziamento concreto che arriva grazie a Regione Lombardia e soprattutto grazie al Governo.

Sicuramente si può incrementare il trasporto pubblico e il trasporto leggero (biciclette, monopattini) così come si possono aumentare le piste ciclabili, ma in sicurezza. Un conto è incentivare la mobilità sostenibile, un conto è fare quello che sta facendo questa giunta da dieci anni e cioè ostacolare il più possibile l'uso della macchina restringendo le carreggiate e togliendo parcheggi, facendo le cosiddette isole tattiche che obbligano le macchine a congestionarsi da altre parti.

Loro pensano che rendendo più difficoltoso l'uso dell'auto, diminuisca il traffico e si incentivi il mezzo pubblico. C'è invece gente che, per svariati motivi, è costretta a prendere l'auto. Se prima da un punto A a un punto B, prima ci mettevo 20 minuti adesso ce ne metto 30. E tutte queste auto, inquinano di più.

Anche noi siamo per una mobilità sostenibile, per cercare di abbattere il più possibile l'impatto ambientale, ma non con le politiche che sono state messe in campo ora.

Adesso però anche il costo della benzina disincentiva l'uso dell'auto.

Una persona è già incentivata a non usare l'auto tra assicurazione, costo dell'auto, costo della benzina. È però aumentato a dismisura anche il costo del biglietto Atm, che non è mai cresciuto così tanto come in questi anni.

Per quanto riguarda le piste ciclabili, ce ne sono alcune che sono sicure e protette, altre che sembrano da ostacolo alle macchine. Nella quotidianità tante persone, nonostante il costo della benzina, l'assicurazione, il costo dell'auto, preferiscono utilizzarla. Se dovessimo essere bravi a ridurne l'uso, ben venga. Ma bisogna incentivare il trasporto pubblico, senza contrastare l'utilizzo dell'auto.

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